
Sfiduciato il governo liberale in Romania: socialisti e destra uniti fanno cadere Bolojan
Il parlamento romeno ha votato la sfiducia al premier Ilie Bolojan dopo che i socialdemocratici hanno lasciato la coalizione e si sono alleati con l’estrema destra sovranista. Il presidente Dan esclude elezioni anticipate.
Un voto che non lascia spazio a dubbi: 281 deputati e senatori, ben più dei 233 necessari, hanno sancito la caduta del governo liberale di Ilie Bolojan. La mozione di sfiducia, votata martedì a Bucarest, è stata il risultato di un patto inedito tra il Partito socialdemocratico (psd) — fino ad aprile parte della maggioranza — e l’opposizione di estrema destra, capitanata da George Simion e dal suo partito Aur (Alleanza per l’unione dei romeni). La scelta dei socialdemocratici, il gruppo parlamentare più numeroso, ha rotto l’equilibrio precario di una coalizione nata appena dieci mesi fa proprio per arginare l’avanzata dei sovranisti, dopo il terremoto delle presidenziali del 2024-2025 finite con l’annullamento del voto e l’esclusione del candidato filorusso Călin Georgescu. Il contrasto sulle misure di austerity — tagli alla spesa pubblica e vendita di asset statali per ridurre il deficit, voluti da Bolojan — ha scavato un solco incolmabile tra liberali e socialdemocratici, spingendo questi ultimi tra le braccia di un’opposizione che in Parlamento conta già 219 seggi e che prometteva di fermare i sacrifici imposti da Bruxelles.
La reazione della presidenza è stata immediata. Nicușor Dan, il capo dello Stato liberale ed europeista, ha interrotto la sua presenza al vertice della Comunità politica europea a Erevan per tornare a Bucarest. In una conferenza stampa ha lanciato un messaggio rassicurante: «La Romania resta un paese stabile e il prossimo governo sarà senza dubbio filo-occidentale». Ha escluso la strada di elezioni anticipate, preferendo avviare consultazioni informali per ricostruire una coalizione che tenga lontani i sovranisti dal potere. Una prospettiva che, dall’osservatorio di Bruxelles, appare complicata: il Partito liberale ha già fatto sapere che non intende più sedersi al tavolo con i socialdemocratici, e senza di loro ogni maggioranza filo-europea è impossibile.
L’ombra del voto si proietta anche sull’Italia e sull’Europa. George Simion, leader di Aur, è considerato un alleato naturale delle destre sovraniste continentali, da Marine Le Pen a Giorgia Meloni, con cui condivide una visione critica verso le istituzioni di Bruxelles. Il suo partito, secondo i sondaggi, è oggi il più popolare tra i romeni, forte di un messaggio nazionalista e antieuropeista che trova terreno fertile nello scontento per le politiche di risanamento. Se il presidente Dan non riuscirà a trovare un leader capace di tenere insieme le forze moderate, la Romania potrebbe ritrovarsi ad affrontare una crisi lunga e pericolosa, in un momento in cui la guerra in Ucraina e le tensioni con la Russia richiedono compattezza strategica. Da Mosca, intanto, i media sottolineano la fragilità del governo filo-occidentale, alimentando la narrazione di una Nato divisa e vulnerabile. La partita di Bucarest è appena cominciata, e il suo esito dirà molto sulla tenuta del fronte europeista nell’Europa centro-orientale.
| Stampa europea continentale | −0.20 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa giapponese-coreana | 0.00 | neutral |
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.40 | critical |
| Stampa russa e CSI | +0.30 | aligned |
La Romania precipita nel caos politico dopo la mozione di sfiducia contro il governo liberale. L'alleanza tra socialdemocratici e destra nazionalista suscita allarme in Europa, ma il presidente assicura che la traiettoria filo-occidentale del paese non cambierà.
Il premier filo-europeo della Romania è stato sfiduciato. I socialdemocratici hanno rotto con il governo a causa delle impopolari misure di austerità per ridurre il deficit, il più alto dell'UE.
La caduta del governo romeno alimenta i timori per la stabilità sul fianco orientale della NATO. L'asse tra socialisti e nazionalisti mette a rischio l'agenda di riforme e sicurezza, anche se gli analisti sperano che l'ancoraggio atlantico tenga.
Il governo filo-occidentale romeno è caduto sotto il peso dell'austerità e del malcontento popolare. L'alleanza tra socialdemocratici e nazionalisti dimostra il fallimento delle élite liberali imposte da Bruxelles, mentre la Romania sprofonda nell'instabilità cronica dell'UE.
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