
Hezbollah intensifica attacchi con droni nel sud del Libano mentre Israele colpisce Sidone e l'entroterra
La Resistenza islamica ha rivendicato oggi una serie di attacchi con droni contro postazioni israeliane nel sud del Libano, segnando un'escalation qualitativa nelle operazioni. Secondo fonti vicine al partito sciita, un drone Ababil in picchiata ha colpito alle 11:00 una tenda con soldati israeliani nei pressi del fiume ai margini di Zoutar al-Sharqiya, mentre un altro velivolo senza pilota ha centrato un veicolo militare carico di beni saccheggiati dalle case dei civili a Qantara. L'operazione, descritta come un'azione di "osservazione e rappresaglia", ha preso di mira anche un mezzo per le comunicazioni sulla collina di al-Sala'a, sempre a Qantara, con un impatto confermato. I video diffusi mostrano i momenti degli attacchi a Naqoura e Qantara, mentre ieri un missile "di tipo speciale" era stato lanciato contro un assembramento di truppe e mezzi nella stessa area.
La risposta israeliana non si è fatta attendere. Un drone sionista ha colpito un'auto a Sidone, nel quartiere di al-Bawwaba al-Fawqa, uccidendo due persone, secondo il corrispondente di al-Manar. L'aviazione da guerra ha effettuato raid ripetuti sulle periferie di Sohmor e Yahmar, nonché su Arabsalim e Majdal Zoun, nel sud del paese. Gli attacchi aerei si concentrano su aree strategiche dell'entroterra libanese, a indicare un tentativo di interrompere le linee di rifornimento della Resistenza. La scelta di colpire Sidone, una città costiera storicamente lontana dal fronte, suggerisce un ampliamento del raggio d'azione israeliano, con possibili ripercussioni sulla sicurezza dei civili e sulla stabilità delle aree urbane.
Da un punto di vista regionale, l'escalation riflette la determinazione di Hezbollah a mantenere alta la pressione sul confine, sfruttando la sua crescente capacità di droni per colpire con precisione obiettivi militari. Per gli analisti di Beirut, l'uso di velivoli Ababil rappresenta un salto tecnologico che potrebbe cambiare le regole del confronto. Dal punto di vista israeliano, la risposta mira a dissuadere ulteriori attacchi, ma il rischio di un conflitto più ampio rimane concreto. L'Europa, e in particolare l'Italia, segue con preoccupazione l'evolversi della situazione: il contingente UNIFIL, di cui l'Italia è uno dei principali contributori, opera proprio in quelle aree. Un'ulteriore escalation potrebbe mettere a repentaglio la sicurezza dei caschi blu e complicare gli sforzi diplomatici per una tregua.
Guardando al futuro, la dinamica attuale suggerisce che entrambe le parti stanno testando i limiti reciproci. Hezbollah sembra voler dimostrare di poter colpire in profondità e con precisione, mentre Israele cerca di mantenere la superiorità aerea e di negare alla Resistenza spazi di manovra. La comunità internazionale, finora ai margini, potrebbe essere chiamata a un ruolo più attivo per evitare che il sud del Libano diventi un nuovo fronte di guerra aperta. Per l'Italia, la priorità resta la protezione dei propri soldati e la promozione di un cessate il fuoco che eviti un'escalation regionale dalle conseguenze imprevedibili.
Allarga lo sguardo
Trump sospende l’attacco all’Iran, ma Teheran smentisce di aver chiesto la tregua
2 lingue · 74 testate
Da Economy & MarketsAmazon supera per la prima volta i 3.000 miliardi di capitalizzazione, spinta dall'IA
6 lingue · 11 testate
Da TechnologyGIIAS 2026: Chery lancia la Q con prenotazione solo online, 6.000 ordini in poche settimane
1 lingua · 15 testate