
Gli Stati Uniti chiuderanno cinque missioni diplomatiche in tre continenti
Il Dipartimento di Stato ha notificato al Congresso la chiusura di un’ambasciata e quattro consolati, nell’ambito della politica “America First” di Trump.
Il Dipartimento di Stato americano ha comunicato al Congresso l’intenzione di chiudere cinque missioni diplomatiche all’estero, in una rara riduzione della rete consolare statunitense non legata a eventi geopolitici specifici, secondo fonti citate da Reuters. Le sedi interessate sono l’ambasciata a St. George’s (Grenada) e i consolati a Winnipeg (Canada), Nagoya (Giappone), Medan (Indonesia) e Douala (Camerun), quest’ultimo classificato come “ufficio distaccato dell’ambasciata”.
La mossa rientra nella spinta dell’amministrazione del presidente Donald Trump per allineare la burocrazia federale all’agenda “America First”. Secondo fonti vicine alla Casa Bianca, l’Ufficio per la gestione e il bilancio aveva inizialmente auspicato la chiusura di fino a trenta sedi. Funzionari dell’esecutivo hanno sostenuto in privato che alcune missioni più piccole siano superflue e non efficienti in termini di costi. Il segretario di Stato Marco Rubio ha descritto le misure di riduzione della spesa come necessarie per ridimensionare un’organizzazione che molti conservatori giudicano gonfiata e iperburocratica.
I democratici e alcuni ex funzionari di politica estera e sicurezza nazionale hanno messo in guardia contro il rischio che il ridimensionamento della presenza diplomatica Usa – unito allo smantellamento dell’Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale – indebolisca la leadership americana e lasci un vuoto che avversari come Cina e Russia potrebbero colmare. Pechino, secondo le informazioni disponibili, non ha missioni operative a Douala né a Winnipeg, ma mantiene una presenza diplomatica a St. George’s, Nagoya e Medan. Lo scorso anno il Dipartimento di Stato aveva già tagliato decine di uffici e centinaia di posti di lavoro, ma senza chiudere alcuna sede estera.
La notifica formale, inviata ad alcune commissioni del Congresso la scorsa settimana, non è stata resa pubblica e il Dipartimento di Stato non ha confermato ufficialmente le chiusure. In una nota, ha dichiarato di essere concentrato sull’efficienza e l’efficacia della rete diplomatica e di seguire le procedure di notifica parlamentare previste. Durante l’amministrazione Biden, gli Stati Uniti avevano aperto nuove missioni nella regione del Pacifico, in competizione con l’influenza cinese.
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