
Il cargo russo Yanina affondato da droni ucraini nel Mar Nero: salvi i 17 membri dell'equipaggio
L'attacco, avvenuto in acque internazionali a 130 miglia da Novorossijsk, è stato confermato da Zelensky e condannato come pirateria dal CEO di Rosatom.
Nella notte tra venerdì 31 luglio e sabato 1° agosto, il cargo «Yanina» è affondato nel Mar Nero dopo essere stato colpito da due droni marini delle forze armate ucraine. La nave, di proprietà della compagnia di trasporti FESCO (controllata dall'agenzia nucleare russa Rosatom), si trovava a circa 130 miglia nautiche da Novorossijsk, in acque internazionali, e trasportava un carico di prodotti civili – alimenti surgelati e materiali da costruzione – senza alcun legame con il comparto nucleare.
L'attacco è stato confermato dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha definito la Yanina una nave «sanzionata» battente bandiera russa e con una capacità di carico superiore alle 100.000 tonnellate. Di segno opposto la reazione di Mosca: il direttore generale di Rosatom, Alexei Likhachev, ha bollato l'azione come «pirateria e rapina in mare», precisando che l'equipaggio ha abbandonato la nave in modo ordinato dopo l'inizio dell'affondamento.
Tutti i 17 membri dell'equipaggio sono stati tratti in salvo. Sedici di loro sono stati recuperati nella notte dal mercantile Delphinus, il cui comandante, un cittadino egiziano, è stato ringraziato pubblicamente da Likhachev per aver condotto i soccorsi ignorando il pericolo dei droni. L'ultimo marinaio è stato localizzato e portato a terra in mattinata da un elicottero della Flotta russa del Mar Nero.
L'episodio si inserisce in una spirale di attacchi reciproci contro il naviglio mercantile che, a quasi quattro anni e mezzo dall'inizio del conflitto, sta minando la sicurezza delle rotte nel Mar Nero. Secondo fonti russe e ucraine, nelle ultime settimane entrambe le parti hanno intensificato le operazioni contro navi civili: Kiev accusa Mosca di utilizzare le rotte per il trasporto di merci soggette a sanzioni, mentre la Russia ha colpito più volte le infrastrutture portuali ucraine, in particolare a Odessa, costringendo diverse compagnie di navigazione a sospendere gli scali e bloccando di fatto le esportazioni agricole di Kiev via mare.
| Stampa russa e CSI | −0.90 | critical |
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| Stampa europea continentale | −0.30 | critical |
| Stampa arabo levante-Maghreb | 0.00 | neutral |
| Stampa del Golfo arabo | 0.00 | neutral |
La Russia, attraverso Rosatom, condanna l'attacco come pirateria e si presenta come vittima di un atto terroristico ucraino.
La cornice utilizza la testimonianza diretta del capo di Rosatom per dare autorevolezza alla narrazione di vittimismo, e legalizza il conflitto definendolo 'pirateria' per mobilitare la condanna internazionale.
Il blocco omette che l'Ucraina considera il trasporto di merci russe nel Mar Nero come bersaglio legittimo in quanto parte dell'economia di guerra russa.
Continental European media report the facts with balance, citing both the Russian piracy accusation and the Ukrainian confirmation, but without taking a position.
The mechanism is the juxtaposition of opposing sources (Rosatom and Zelensky) without mediation, leaving the reader to draw conclusions.
La cronaca araba riporta l'evento in modo distaccato, citando la fonte russa senza commento.
L'uso di citazioni dirette del capo di Rosatom senza contestualizzazione crea un effetto di neutralità apparente.
Il blocco omette la versione ucraina e il contesto delle sanzioni, presentando solo la denuncia russa.
The Gulf press reports the event in a dry, factual manner, relying on the Russian official statement.
By reproducing the Rosatom statement verbatim without additional analysis or Ukrainian rebuttal, the coverage naturalises the Russian framing.
The bloc omits the Ukrainian perspective and the context of previous Ukrainian strikes on Russian shipping.
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