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Economia e Mercatimartedì 28 luglio 2026

Il crollo dei chipmaker globali: la Cina avanza nella litografia e crescono i dubbi sulla bolla dell’IA

Le Borse asiatiche subiscono perdite profonde, con i titoli dei semiconduttori in caduta libera, innescati dalla notizia che Pechino ha avviato la produzione di massa di macchinari litografici avanzati e dai crescenti interrogativi sulla redditività degli enormi investimenti nel...

Il 28 luglio un’ondata di vendite ha travolto i titoli dei semiconduttori a livello globale, con le Borse asiatiche in prima linea. L’indice Kospi di Seul è precipitato fino al 10,8%, trascinato dai giganti Samsung (-13,4%) e SK Hynix (-14,7%); a Tokyo il Nikkei ha lasciato sul terreno quasi il 4%, mentre l’azienda nipponica di memorie Kioxia crollava del 18%. Anche Wall Street ha risentito della correzione: il Nasdaq ha chiuso in calo dello 0,22%, celando però una rotazione più ampia fuori dal comparto tecnologico, e l’indice dei semiconduttori di Filadelfia ha perso oltre il 2%. Nvidia è arretrata del 5% e in Europa il colosso olandese della litografia ASML ha segnato un -3,3%.

A innescare la fuga sono state due notizie coincidenti. Il sito The Information ha rivelato che un’azienda cinese sostenuta dallo Stato ha cominciato la produzione in serie di macchine per litografia a ultravioletti profondi (DUV), sfidando il quasi monopolio di ASML. Sebbene tali strumenti siano meno avanzati di quelli a ultravioletti estremi (EUV), consentono a Pechino di fabbricare chip potenti per l’IA in autonomia, aumentando la pressione competitiva su Samsung e SK Hynix. Parallelamente, sono emersi dettagli sul “finanziamento circolare” di Nvidia: il produttore di chip destinerebbe fino a 250 miliardi di dollari a un data center di OpenAI, di fatto prestando denaro ai propri clienti. Un meccanismo che, secondo il commentatore Jim Cramer, ricorda la bolla dot-com del 2000, poiché un’eventuale frenata della domanda di IA propagherebbe gli shock lungo l’intera catena di fornitura.

La svendita è avvenuta in un contesto già orientato alla cautela. I prezzi del petrolio in calo e il ribasso dei rendimenti dei Treasury hanno accompagnato la rotazione degli investitori dai titoli tecnologici – dalle valutazioni elevate – verso settori difensivi, alla vigilia della decisione sui tassi della Federal Reserve. Con una probabilità di rialzo stimata intorno al 30%, cresce il timore che un costo del denaro più alto penalizzi le aziende dell’IA, sempre più dipendenti dal debito. Intanto, i riflettori sono puntati sui bilanci trimestrali dei cosiddetti “hyperscaler” – Microsoft, Meta, Amazon e Apple – attesi nei giorni successivi, che dovranno dimostrare se le centinaia di miliardi spesi in infrastrutture stiano generando ritorni concreti.

L’indice dei semiconduttori ha ormai perso oltre il 20% dal picco di giugno, segnalando un profondo nervosismo. Gli analisti osservano che gli investitori non approfittano dei ribassi per acquistare, in attesa di prove più solide sulla tenuta delle valutazioni. La riunione della Fed di mercoledì e le trimestrali delle big tech rappresenteranno i prossimi banchi di prova: qualsiasi delusione sul fronte dei flussi di cassa o delle previsioni di spesa potrebbe amplificare la correzione. Per i mercati europei e globali, la rapidità con cui la Cina sta colmando il divario tecnologico rimarrà una fonte di incertezza persistente.

Divergenza — chi la racconta come
49%Media
3 blocchi · posizioni da −0.50 a −0.20
CriticoFavorevole
ATLRUSEUR
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa atlantica / anglosfera−0.20neutral
Stampa russa e CSI−0.50critical
Stampa europea continentale−0.40critical
Stampa atlantica / anglosfera−0.20

Il sell-off dei semiconduttori riflette i crescenti dubbi sulla redditività degli investimenti in AI, mentre le enormi spese dei Big Tech vengono messe in discussione. La svolta cinese nella litografia aggiunge pressione, ma il nucleo della storia è lo scetticismo degli investitori sulla bolla dell'AI. Il Nasdaq è vicino a una correzione, ma la rotazione del mercato mostra che non tutti i settori sono colpiti.

ScetticismoAllarmePragmatismo
Stampa russa e CSI−0.50

I progressi cinesi nella produzione di chip hanno scatenato un panico globale, cancellando centinaia di miliardi di capitalizzazione di mercato per aziende sudcoreane e olandesi. La svendita è una diretta conseguenza dell'avanzata tecnologica cinese, che dimostra la vulnerabilità del dominio occidentale. I finanziamenti circolari di Nvidia sono un segnale allarmante di un settore troppo indebitato.

AllarmeScetticismoRevanscismo
Stampa europea continentale−0.40

I 'deal circolari' nel settore dell'AI — in cui Nvidia presta denaro ai clienti per acquistare i propri prodotti — stanno alimentando i timori di una bolla. Gli investitori sono nervosi che gli enormi debiti del settore non siano sostenibili. I recenti crolli azionari sono una correzione di un'esuberanza irrazionale.

AllarmeIndignazioneScetticismo
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martedì 28 luglio 2026

Il crollo dei chipmaker globali: la Cina avanza nella litografia e crescono i dubbi sulla bolla dell’IA

Le Borse asiatiche subiscono perdite profonde, con i titoli dei semiconduttori in caduta libera, innescati dalla notizia che Pechino ha avviato la produzione di massa di macchinari litografici avanzati e dai crescenti interrogativi sulla redditività degli enormi investimenti nel...

Il 28 luglio un’ondata di vendite ha travolto i titoli dei semiconduttori a livello globale, con le Borse asiatiche in prima linea. L’indice Kospi di Seul è precipitato fino al 10,8%, trascinato dai giganti Samsung (-13,4%) e SK Hynix (-14,7%); a Tokyo il Nikkei ha lasciato sul terreno quasi il 4%, mentre l’azienda nipponica di memorie Kioxia crollava del 18%. Anche Wall Street ha risentito della correzione: il Nasdaq ha chiuso in calo dello 0,22%, celando però una rotazione più ampia fuori dal comparto tecnologico, e l’indice dei semiconduttori di Filadelfia ha perso oltre il 2%. Nvidia è arretrata del 5% e in Europa il colosso olandese della litografia ASML ha segnato un -3,3%.

A innescare la fuga sono state due notizie coincidenti. Il sito The Information ha rivelato che un’azienda cinese sostenuta dallo Stato ha cominciato la produzione in serie di macchine per litografia a ultravioletti profondi (DUV), sfidando il quasi monopolio di ASML. Sebbene tali strumenti siano meno avanzati di quelli a ultravioletti estremi (EUV), consentono a Pechino di fabbricare chip potenti per l’IA in autonomia, aumentando la pressione competitiva su Samsung e SK Hynix. Parallelamente, sono emersi dettagli sul “finanziamento circolare” di Nvidia: il produttore di chip destinerebbe fino a 250 miliardi di dollari a un data center di OpenAI, di fatto prestando denaro ai propri clienti. Un meccanismo che, secondo il commentatore Jim Cramer, ricorda la bolla dot-com del 2000, poiché un’eventuale frenata della domanda di IA propagherebbe gli shock lungo l’intera catena di fornitura.

La svendita è avvenuta in un contesto già orientato alla cautela. I prezzi del petrolio in calo e il ribasso dei rendimenti dei Treasury hanno accompagnato la rotazione degli investitori dai titoli tecnologici – dalle valutazioni elevate – verso settori difensivi, alla vigilia della decisione sui tassi della Federal Reserve. Con una probabilità di rialzo stimata intorno al 30%, cresce il timore che un costo del denaro più alto penalizzi le aziende dell’IA, sempre più dipendenti dal debito. Intanto, i riflettori sono puntati sui bilanci trimestrali dei cosiddetti “hyperscaler” – Microsoft, Meta, Amazon e Apple – attesi nei giorni successivi, che dovranno dimostrare se le centinaia di miliardi spesi in infrastrutture stiano generando ritorni concreti.

L’indice dei semiconduttori ha ormai perso oltre il 20% dal picco di giugno, segnalando un profondo nervosismo. Gli analisti osservano che gli investitori non approfittano dei ribassi per acquistare, in attesa di prove più solide sulla tenuta delle valutazioni. La riunione della Fed di mercoledì e le trimestrali delle big tech rappresenteranno i prossimi banchi di prova: qualsiasi delusione sul fronte dei flussi di cassa o delle previsioni di spesa potrebbe amplificare la correzione. Per i mercati europei e globali, la rapidità con cui la Cina sta colmando il divario tecnologico rimarrà una fonte di incertezza persistente.

Divergenza — chi la racconta come
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Il sell-off dei semiconduttori riflette i crescenti dubbi sulla redditività degli investimenti in AI, mentre le enormi spese dei Big Tech vengono messe in discussione. La svolta cinese nella litografia aggiunge pressione, ma il nucleo della storia è lo scetticismo degli investitori sulla bolla dell'AI. Il Nasdaq è vicino a una correzione, ma la rotazione del mercato mostra che non tutti i settori sono colpiti.

ScetticismoAllarmePragmatismo
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I progressi cinesi nella produzione di chip hanno scatenato un panico globale, cancellando centinaia di miliardi di capitalizzazione di mercato per aziende sudcoreane e olandesi. La svendita è una diretta conseguenza dell'avanzata tecnologica cinese, che dimostra la vulnerabilità del dominio occidentale. I finanziamenti circolari di Nvidia sono un segnale allarmante di un settore troppo indebitato.

AllarmeScetticismoRevanscismo
Stampa europea continentale−0.40

I 'deal circolari' nel settore dell'AI — in cui Nvidia presta denaro ai clienti per acquistare i propri prodotti — stanno alimentando i timori di una bolla. Gli investitori sono nervosi che gli enormi debiti del settore non siano sostenibili. I recenti crolli azionari sono una correzione di un'esuberanza irrazionale.

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