
Bilbao, il rientro choc della Flotilla: manganellate, arresti e l’ironia di Israele
La polizia basca carica gli attivisti della Freedom Flotilla appena atterrati dalla Turchia. Madrid aveva appena condannato i maltrattamenti subiti in Israele, ma il video del pestaggio diventa un’arma diplomatica.
L’arrivo all’aeroporto di Bilbao si trasforma in una scena di violenza che nessuno si aspettava. Sei membri della delegazione basca della Global Sumud Flotilla, rientrati sabato dalla Turchia dopo il fallito tentativo di forzare il blocco navale di Gaza, vengono accolti non da abbracci, ma dai manganelli dell’Ertzaintza. Gli attivisti si attardano all’uscita per parlare con i giornalisti, bloccando parzialmente il passaggio; la polizia regionale ordina di liberare il varco, alcuni sostenitori scavalcano il cordone di sicurezza e la tensione esplode. Le immagini, rimbalzate in rete in pochi minuti, mostrano agenti che trascinano corpi a terra e colpiscono con i bastoni: quattro fermi per disobbedienza grave, resistenza e aggressione a pubblico ufficiale.
La sequenza è tanto più clamorosa perché rovescia la narrazione costruita nelle ore precedenti. Gli stessi attivisti avevano denunciato di essere stati sequestrati in acque internazionali dalla marina israeliana, trattenuti ad Ashdod e sottoposti a condizioni disumane. Il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares aveva convocato l’incaricato d’affari israeliano parlando di trattamento “mostruoso” e “vergognoso”, mentre il controverso video del ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir, che sbeffeggiava i fermati, aveva già avvelenato il clima. Così, quando la polizia basca agisce con durezza nel cuore del Paese che si era ergo a difensore dei diritti degli attivisti, l’ironia deflagra nelle cancellerie. Da Gerusalemme il ministero degli Esteri coglie la palla al balzo e rilancia il video del pestaggio come contrappasso mediatico: la Spagna condanna noi, ma guardate come tratta i propri cittadini.
L’episodio s’inserisce in un cortocircuito diplomatico più ampio. La Flotilla, partita con il sostegno di reti internazionali e di una parte dell’opinione pubblica europea, era già stata intercettata da Israele senza che il carico umanitario raggiungesse la Striscia. Al ritorno, la Global Sumud Flotilla chiede un’inchiesta internazionale e accusa l’Ertzaintza di brutalità mirata, parlando di reduci già provati da “rapimenti sistematici e torture” per mano israeliana. Secondo fonti vicine all’amministrazione basca, l’intervento della polizia sarebbe stato proporzionato a un’ostruzione prolungata, ma il consigliere regionale ha promesso chiarezza, mentre il governo Sánchez tace, stretto tra la propria linea filo-palestinese e la necessità di non condannare l’operato di una polizia autonoma.
L’ottica di Bruxelles osserva con preoccupazione la facilità con cui un incidente locale diventa esca per una guerra di propaganda. Da Pechino e da Mosca, dove ogni crepa nel fronte occidentale viene studiata con attenzione, si nota come l’episodio incrini l’immagine di un’Europa unita nel garantire i diritti umani. Per l’Italia, tradizionalmente attenta agli equilibri mediterranei, la vicenda conferma la crescente difficoltà di separare l’attivismo umanitario dal conflitto politico, in uno scenario in cui la violenza — fisica o simbolica — è sempre meno confinata ai teatri di guerra. Il vero interrogativo, ora, è se la Spagna saprà evitare che il pestaggio di Bilbao diventi la scintilla di un regolamento di conti diplomatico con Israele proprio mentre l’Europa tenta di ritrovare una voce comune sul Medio Oriente.
| Stampa europea continentale | −0.70 | critical |
|---|---|---|
| Stampa latinoamericana | −0.80 | critical |
| Stampa israeliana | +0.30 | aligned |
La polizia basca ha brutalmente aggredito attivisti della Flotilla appena tornati da Gaza, dove avevano subito rapimenti e torture da parte di Israele. L'uso eccessivo della forza all'aeroporto di Bilbao è condannato come una violenza inaccettabile, e si chiede un'indagine internazionale. Il governo spagnolo è chiamato a rispondere di questo grave incidente.
La repressione della polizia basca contro gli attivisti della Flotilla è un esempio della complicità occidentale con Israele. Le immagini della violenza si sono rapidamente diffuse, mentre Israele deride la situazione. Si denuncia la doppia morale delle autorità spagnole che reprimono chi si oppone al genocidio a Gaza.
La polizia spagnola ha arrestato attivisti della Flotilla che avevano violato le leggi israeliane. I video mostrano agenti che usano la forza necessaria per mantenere l'ordine. Israele ha colto l'occasione per ironizzare sulla situazione, sottolineando l'ipocrisia di chi critica Israele ma poi subisce la stessa repressione in patria.
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