
Il Marocco accelera la riforma sanitaria: al via il sesto gruppo territoriale a Casablanca
Il governo marocchino ha compiuto un nuovo passo decisivo nella riforma del sistema sanitario nazionale con l’insediamento del sesto Gruppo Sanitario Territoriale (GST) nella regione di Casablanca-Settat. Il primo consiglio di amministrazione, presieduto dal capo del governo Aziz Akhannouch, si è riunito il 10 giugno per approvare il programma d’azione e il bilancio 2026 della struttura, che coordinerà un’offerta pubblica di cure comprendente 376 strutture di assistenza primaria e quasi 4.943 posti letto nella regione più popolosa del Regno. L’iniziativa si inserisce nel solco delle direttive reali per un sistema sanitario più vicino ai cittadini, equo e di qualità, e rappresenta un tassello fondamentale della strategia di generalizzazione della protezione sociale avviata da Rabat.
Secondo gli analisti di Rabat, la creazione dei GST mira a superare la frammentazione amministrativa e a rafforzare la governance regionale del settore, in linea con il processo di regionalizzazione avanzata. Dopo i gruppi già operativi a Tangeri-Tétouan-Al Hoceima, Rabat-Salé-Kénitra, Souss-Massa, Laâyoune-Sakia El Hamra e Fès-Meknès, quello di Casablanca-Settat completa una copertura che ora abbraccia le aree più strategiche del paese. L’obiettivo dichiarato è garantire un accesso equo alle cure, riducendo le disparità territoriali che storicamente hanno penalizzato le zone rurali e periferiche.
Da un’ottica europea, la riforma marocchina suscita interesse per la sua ambizione di integrare la sanità pubblica con il sistema di protezione sociale, un modello che Bruxelles osserva con attenzione nel quadro della cooperazione euromediterranea. L’Italia, in particolare, potrebbe trarre spunti dall’approccio marocchino alla regionalizzazione sanitaria, tema caldo anche nel dibattito interno sulla riforma del Servizio sanitario nazionale. Tuttavia, permangono sfide significative: la gestione di un sistema così vasto richiede personale qualificato e investimenti continui, aspetti su cui il governo di Rabat dovrà mantenere alta l’attenzione.
Guardando al futuro, il completamento della rete dei GST entro il 2026 rappresenta un banco di prova per la capacità del Marocco di coniugare efficienza amministrativa e giustizia sociale. Se la riforma riuscirà a tradurre le promesse in risultati concreti, potrebbe diventare un riferimento per altri paesi in via di sviluppo, dimostrando che un sistema sanitario universalistico è realizzabile anche in contesti con risorse limitate. Per ora, l’avvio del GST di Casablanca-Settat segna un progresso tangibile, ma il vero successo si misurerà nei prossimi anni, quando i cittadini valuteranno se la distanza tra la riforma e la realtà si sarà davvero accorciata.
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