
Il Papa risponde a Trump: «Critichi con verità». Missione impossibile per Rubio in Vaticano
Leone XIV respinge le accuse del presidente Usa sul nucleare iraniano. Il segretario di Stato cerca una mediazione tra Washington e la Santa Sede.
La distanza tra Roma e Washington si è fatta più profonda. Papa Leone XIV ha risposto con fermezza alle accuse del presidente Donald Trump, che lo aveva accusato di giustificare un Iran nucleare. «La missione della Chiesa è annunciare il Vangelo, predicare la pace», ha dichiarato il Pontefice uscendo da Castel Gandolfo. «Se qualcuno vuole criticarmi per questo, lo faccia con la verità». Una replica che segna una netta presa di posizione in un confronto che non accenna a placarsi, e che getta un'ombra sulla visita del segretario di Stato americano Marco Rubio, atteso in Vaticano per un colloquio di mezz'ora con il Papa.
La Casa Bianca, intanto, non indietreggia: Trump ha reiterato le sue accuse, sostenendo che il Pontefice «mette in pericolo molti cattolici» e che «che gli piaccia o no, l'Iran non avrà armi nucleari». Uno scontro che, secondo gli analisti di Bruxelles, rischia di indebolire ulteriormente la credibilità diplomatica americana in Europa, proprio mentre la guerra in Medio Oriente si intensifica e il conflitto con Teheran diventa sempre più centrale. La missione di Rubio, già complessa per le tensioni aperte, si presenta quindi come una mediazione quasi impossibile: deve rassicurare il Vaticano sulla buona fede americana, senza contraddire il suo presidente.
Il segretario di Stato, cattolico praticante di origini cubane, ha cercato di sminuire le divergenze, definendo il viaggio «pianificato da tempo», e ha annunciato che parlerà con il Papa di libertà religiosa e di Cuba. Ma la sostanza politica è chiara: la Santa Sede, dal canto suo, ribadisce che la Chiesa «sta dalla parte delle vittime della guerra» e condanna ogni forma di escalation nucleare. Un sondaggio condotto da ABC News, Washington Post e Ipsos ha rivelato che quasi sei americani su dieci hanno reagito negativamente agli attacchi di Trump contro il Papa, mentre la maggioranza esprime un giudizio positivo verso Leone XIV.
Il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin ha definito «strane» le accuse del presidente Usa, sottolineando la coerenza della dottrina cattolica contro le armi nucleari. Nel frattempo, la premier italiana Giorgia Meloni si prepara a ricevere Rubio: per Roma, tradizionale ponte diplomatico tra le due sponde dell'Atlantico, la gestione di questa crisi diventa una cartina di tornasole della sua capacità di mantenere un ruolo mediatore. Se Washington insisterà nello scontro con il Vaticano, il rischio è che l'Italia si trovi in una posizione scomoda, stretta tra la fedeltà all'alleato americano e la vicinanza storica alla Santa Sede.
L'esito dell'incontro di giovedì potrebbe quindi ridefinire non solo i rapporti tra Stati Uniti e Chiesa cattolica, ma anche l'equilibrio diplomatico in un'Europa che guarda con crescente preoccupazione all'unilateralismo trumpiano.
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