
Il ritorno di Abrashi risolleva i Grasshoppers, ora la salvezza è a un passo
ZURIGO – Un ritorno che vale una svolta. Amir Abrashi, cuore e anima di una squadra smarrita, ha trascinato i Grasshoppers a una vittoria capitale nel derby contro il Winterthur, imponendosi per 2-0 nello scontro diretto per la salvezza. Secondo le cronache dallo stadio Schützenwiese, la sua presenza in campo, la prima dallo scorso luglio, è stata il catalizzatore che ha trasformato un collettivo vacillante in un'unità compatta e determinata, capace di domare l'ansia di una serata decisiva.
Non a caso, gli analisti di Zurigo vedono in questa prestazione il punto di non ritorno: la posizione che consente l'accesso ai play-out, la cosiddetta Barrage, sembra ormai un traguardo consolidato e difficilmente erodibile nelle ultime giornate. Il contesto, del resto, non poteva essere più teso: un duello tra due formazioni immerse nella parte bassa della classifica, con i padroni di casa del Winterthur che cercavano di aggrapparsi a ogni speranza. Ma i Grasshoppers, guidati dalla voce e dall'esempio del rientrante Abrashi – che, si racconta, avrebbe tenuto un discorso carico di passione nello spogliatoio – hanno mostrato un volto diverso.
Hanno sopportato, lottato per 101 minuti, e alla fine sono stati premiati da due lampi di qualità: il primo, un'azione risoluta dell'ala Jonathan Asp Jensen, tornato in forma al momento giusto; il secondo, il sigillo di Michael Frey a pochi istanti dalla fine, che ha chiuso la contesa. Osservando la scena dalla prospettiva continentale, questa vittoria assume un significato che va oltre i tre punti. I Grasshoppers rappresentano una delle istituzioni storiche del calcio svizzero, un club le cui radici e il cui palmarès sono un patrimonio del calcio europeo.
La sua eventuale retrocessione, un evento che sembra ora scongiurato, avrebbe rappresentato uno scossone per l'ecosistema calcistico elvetico e un monito per altri club storici in difficoltà nel Vecchio Continente, dove la pressione finanziaria livella spesso le gerarchie tradizionali. Guardando avanti, la partita appare come uno spartiacque psicologico. L'effetto Abrashi, combinato con il ritorno al gol di un uomo-assist come Asp Jensen, ha restituito fiducia a una squadra che sembrava averla smarrita.
Il percorso verso la salvezza definitiva non è ancora completato, ma la rotta è tracciata. L'unità ritrovata e la concretezza mostrata sotto pressione sono beni più preziosi di qualsiasi calcolo aritmetico, e costituiscono il fondamento sul quale il club zurighese può ora pianificare un futuro lontano dalle zone d'ombra della classifica.
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