
Europa in fiamme: ondata di caldo e siccità alimentano incendi senza precedenti
Oltre 300mila evacuati tra Spagna e Francia. Scienziati: il cambiamento climatico ha reso questi roghi molto più probabili.
L’Europa occidentale sta affrontando una delle stagioni di incendi più intense mai registrate. In Spagna e in Francia, più di 300.000 persone hanno dovuto abbandonare le proprie case nelle ultime settimane a causa dei roghi che hanno devastato decine di migliaia di ettari di vegetazione. In Spagna, il cosiddetto “incendio del secolo” nella provincia di Ávila ha bruciato oltre 50.000 ettari, mentre in Francia le fiamme hanno minacciato la città di Bordeaux, spingendo le autorità a evacuare circa 220.000 persone. Il governo spagnolo ha definito l’evento il peggior incendio forestale della storia recente del paese.
Secondo l’analisi del gruppo internazionale World Weather Attribution, pubblicata mentre i roghi erano ancora attivi, il cambiamento climatico di origine antropica ha almeno raddoppiato la probabilità di condizioni meteorologiche estreme favorevoli agli incendi in Francia e l’ha aumentata di almeno venti volte in Spagna. I ricercatori hanno confrontato la situazione attuale con un clima più freddo di 1,4 gradi Celsius rispetto all’era preindustriale. “Il cambiamento delle condizioni meteorologiche che favoriscono gli incendi in Spagna è estremamente marcato”, ha dichiarato Friederike Otto, climatologa dell’Imperial College di Londra e coordinatrice dello studio. Lo stesso rapporto indica che il riscaldamento degli ultimi 26 anni ha triplicato il rischio di incendi gravi in Spagna e lo ha aumentato del 40% in Francia.
L’Europa si sta riscaldando più rapidamente della media globale. Secondo il Süddeutsche Zeitung, le temperature nel continente sono aumentate di circa 2,5 gradi rispetto all’epoca preindustriale, mentre l’Organizzazione Meteorologica Mondiale – citata da Astro Awani – stima un aumento di circa 2 gradi a partire dalla storica ondata di calore del 1976. Questo riscaldamento più rapido è dovuto alla vicinanza dell’Artico, ai mutamenti dei modelli meteorologici e alla minore copertura nuvolosa, che lascia passare più radiazione solare. Gli esperti sottolineano che le ondate di calore, già più frequenti, stanno creando le condizioni per una stagione degli incendi che inizia prima e si prolunga fino all’autunno.
Le proiezioni della Agenzia Europea dell’Ambiente, riportate da El Universal, indicano che anche in uno scenario di riscaldamento contenuto entro 1,5 gradi, il periodo di rischio incendi si allungherà di circa dieci giorni l’anno nel sud della penisola iberica, in Turchia e nel sud della Grecia. Se il riscaldamento dovesse raggiungere i 3 gradi, la regione mediterranea potrebbe affrontare da due a cinque settimane aggiuntive di condizioni favorevoli ai roghi. Mentre i pompieri continuano a lottare contro le fiamme, molti osservatori avvertono che la crisi in corso potrebbe ripetersi con frequenza e intensità crescenti nei prossimi anni.
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.20 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa europea continentale | −0.40 | critical |
| Stampa latinoamericana | −0.30 | critical |
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