
India e Vietnam alzano il tiro: partnership strategica rafforzata e obiettivo 25 miliardi di dollari
Nuova Delhi e Hanoi siglano un accordo ambizioso per il 2030, puntando su difesa, terre rare e filiere resilienti. Un bilanciamento nell’Indo-Pacifico.
La visita del presidente vietnamita Tô Lâm a Nuova Delhi segna un punto di svolta nelle relazioni tra due delle economie a più alta crescita dell’Asia. Dopo un decennio di dialogo, India e Vietnam hanno deciso di elevare il loro rapporto al rango di “partnership strategica globale rafforzata”, un’intesa che non si limita alla retorica: l’obiettivo comune è raggiungere un interscambio commerciale di 25 miliardi di dollari entro il 2030, partendo dai 16 attuali. L’annuncio è stato accompagnato dalla firma di almeno tredici documenti, tra cui un accordo sulle terre rare e i minerali critici, ingredienti essenziali per la transizione energetica e la difesa.
Dal punto di vista militare, le discussioni si sono concentrate sul rafforzamento della cooperazione marittima e industriale. Fonti di Nuova Delhi sottolineano l’interesse di Hanoi all’acquisto dei missili BrahMos, sistema d’arma sviluppato congiuntamente con Mosca. L’ottica di Hanoi è chiara: diversificare i propri fornitori di difesa per non dipendere esclusivamente dalla Russia o dagli Stati Uniti, e al contempo costruire una credibile capacità di deterrenza nel Mar Cinese Meridionale, dove la presenza di Pechino è vista con crescente preoccupazione.
Proprio il fattore Cina è la chiave di lettura geopolitica dell’intesa. Secondo gli analisti di Bruxelles, questa partnership rappresenta un tentativo congiunto di ridurre la dipendenza da qualsiasi superpotenza, in un momento in cui Washington e Pechino competono per l’egemonia regionale. Il primo ministro indiano Narendra Modi ha tenuto a precisare che l’asse con Hanoi “non è diretto contro nessun Paese”, ma nel quadro dell’Act East Policy e della visione MAHASAGAR l’India cerca di consolidare una rete di alleanze laterali che la rendano un polo autonomo nell’Indo-Pacifico.
Sul fronte economico, la scommessa è sulla resilienza delle catene di approvvigionamento. Nuova Delhi e Hanoi vogliono sviluppare collaborazioni nei settori dell’energia, dei semiconduttori e delle terre rare, di cui il Vietnam possiede riserve significative. L’impatto sull’Europa è duplice: da un lato, l’Italia e l’Unione europea guardano con interesse a questi accordi per ridurre la propria esposizione verso la Cina nella filiera delle materie prime critiche; dall’altro, il rafforzamento del legame indo-vietnamita potrebbe offrire a Bruxelles un canale alternativo per il commercio e la diplomazia nella regione.
Lo scenario che si profila è quello di un’Asia sempre più multilaterale, dove potenze medie come India e Vietnam costruiscono ponti per bilanciare l’influenza dei giganti. La visita di Tô Lâm, coincisa con il decimo anniversario della partnership globale del 2016, non è solo un omaggio a un’amicizia consolidata: è la prova che, mentre il mondo si riallinea, Nuova Delhi e Hanoi scelgono di muoversi insieme, cauti ma determinati, verso un futuro in cui la sovranità economica e militare conta almeno quanto le alleanze tradizionali.
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