
L’Inghilterra si arena sul muro ghanese: 0-0 che congela il Gruppo L
A Boston dominio sterile dei Tre Leoni, Ghana impenetrabile con Queiroz; Bellingham rifiuta il premio, Kane fallisce il tap-in della vittoria e tutto si deciderà all’ultima giornata.
Sotto la pioggia fine del Gillette Stadium, l’Inghilterra ha scoperto che la strada verso i sedicesimi di finale non sarebbe stata una processione. Il Ghana di Carlos Queiroz ha eretto una muraglia difensiva di disciplina e fisicità, strappando uno 0-0 che sa di vittoria per le Black Stars e congela il Gruppo L, lasciando inglesi e ganesi appaiati a quattro punti e costringendo entrambi a rimandare ogni calcolo alla terza giornata.
Per oltre novanta minuti il copione è stato quello di un assedio senza breccia. L’Inghilterra ha controllato il possesso con percentuali bulgare – 79% finale, la più alta registrata in un match mondiale senza segnare da sessant’anni – ma ha prodotto solo diciannove conclusioni, appena quattro nello specchio, e per lunghi tratti neppure un tiro in porta. La prima frazione si è chiusa senza che nessuna delle due squadre centrasse il bersaglio, evento inedito in questo torneo. Ghana si è disposto con un 5-4-1 asfissiante, linee strettissime, Thomas Partey a dettare i tempi dell’interdizione e i centrali Jerome Opoku e Jonas Adjetey a respingere ogni cross. Jude Bellingham, soffocato tra le maglie, è stato sostituito al 73’, e a fine gara ha dichiarato con insolita franchezza di non meritare il premio di miglior giocatore: «Probabilmente sarebbe dovuto andare a uno dei loro difensori».
L’unico brivido vero per i Tre Leoni è arrivato a quattro minuti dal novantesimo, quando Nico O’Reilly ha colpito la traversa di testa e sulla ribattuta Harry Kane, a due passi dalla porta, ha spedito il pallone sopra la traversa con un sinistro affrettato. Prima di quel sussulto, il Ghana aveva sfiorato il colpo gobbo: Prince Adu, lanciato in contropiede, è stato fermato da Ezri Konsa in area, suscitando vibranti proteste per un rigore che l’arbitro honduregno Said Martínez e il VAR non hanno concesso. Il tecnico portoghese Queiroz, al quinto Mondiale consecutivo, ha parlato di «VAR andato a prendere un caffè», mentre Tuchel ha riconosciuto la prestazione fisica straordinaria degli avversari: «Raramente ho visto una squadra così forte in ogni posizione».
La prospettiva africana legge il pareggio come un certificato di maturità: dopo Capo Verde contro la Spagna e il Congo contro il Portogallo, anche il Ghana ha tenuto testa a una favorita, confermando che il calcio del continente sa competere con organizzazione e sacrificio. Per l’Inghilterra, invece, il risultato riapre il dibattito sulla sindrome della seconda partita – è il quarto torneo maggiore consecutivo in cui i Tre Leoni pareggiano il secondo match del girone – e sulla capacità di scardinare difese chiuse senza un piano B offensivo. Declan Rice ha invitato alla calma: «Tante grandi nazionali hanno pareggiato, restiamo positivi».
La classifica ora vede Inghilterra e Ghana a quattro punti, con la Croazia a tre dopo la vittoria per 1-0 su Panama che ha eliminato i centroamericani. Sabato 27 giugno, in contemporanea, l’Inghilterra affronterà Panama al MetLife Stadium del New Jersey, mentre Ghana e Croazia si giocheranno la qualificazione a Filadelfia. Un solo punto basterebbe a entrambe le capolista per blindare il passaggio ai sedicesimi, ma l’equilibrio del girone promette un finale in cui ogni dettaglio – differenza reti, gol segnati, persino un eventuale terzo posto da ripescare – potrà fare la differenza.
| Stampa africana subsahariana | +0.40 | aligned |
|---|---|---|
| Stampa europea continentale | −0.30 | critical |
Il Ghana ha dimostrato di poter competere con le grandi potenze del calcio mondiale, trasformando un pareggio in una vittoria morale.
Il blocco enfatizza la disciplina difensiva e la resilienza come qualità tipiche del calcio africano, creando una narrazione di orgoglio continentale.
L'Inghilterra ha sprecato un'occasione d'oro per chiudere il girone, mostrando limiti in fase di finalizzazione che potrebbero costare caro.
Il blocco adotta un tono analitico e distaccato, sottolineando le statistiche di possesso e le occasioni mancate per giustificare la delusione.
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