
Jerez incorona Márquez tra epica e polemica, Ducati padrona sotto la pioggia
Il Gran Premio di Spagna ha regalato una sprint race destinata a entrare nella memoria del Motomondiale. Marc Márquez, con una prova al limite della verosimiglianza, ha conquistato una vittoria sospesa fra magia e controversia, riscrivendo la classifica proprio mentre il cielo di Jerez si apriva in un diluvio improvviso. Scivolato all’ingresso della corsia box nel momento cruciale in cui quasi tutti si affrettavano a cambiare le moto per montare gomme da bagnato, il catalano è riuscito a mantenere il motore acceso, risollevare la Ducati e immettersi in pit lane attraverso una traiettoria che la direzione gara sta ancora esaminando. Un episodio che, secondo gli osservatori iberici, potrebbe persino costargli una sanzione, ma che nell’immediato gli ha permesso di rientrare in pista in terza posizione e di costruire una rimonta feroce.
La corsa era già stata un susseguirsi di colpi di scena. Álex Márquez, partito a razzo, aveva infilato il fratello maggiore e accarezzato il sogno del colpo grosso, salvo poi cadere quando l’asfalto è diventato una trappola. Davanti a un pubblico ammutolito, Marc ha ingaggiato un duello ruota a ruota con Francesco Bagnaia, lo ha infilato con un sorpasso da antologia alla curva Nieto-Peluqui e ha preso il largo, tagliando il traguardo davanti al campione piemontese e a Franco Morbidelli, terzo su una VR46 che conferma la solidità del progetto Ducati. Per la casa bolognese è una doppietta che sa di dominio tecnico e di gestione perfetta del flag-to-flag, ma è anche una giornata amara per il leader del mondiale Marco Bezzecchi, caduto due volte e ritiratosi, evento che da solo cambia gli equilibri della classifica.
Se dalla Spagna si leva un coro unanime per l’impresa di Márquez, celebrata come la rinascita di un fuoriclasse che sembrava ormai piegato dagli infortuni, non mancano le ombre. L’ingresso ai box dopo la caduta viene descritto da più parti come irregolare, e la stampa iberica non esita a parlare di “polemica” accanto all’epica. Nell’ottica di Borgo Panigale, invece, prevale l’orgoglio per una tripletta che rilancia le ambizioni di Bagnaia e mostra la maturità di Morbidelli, mentre a Madrid come a Buenos Aires si segue con interesse la presenza argentina in Moto3, dove Marco Morelli e Valentín Perrone hanno chiuso le qualifiche appena fuori dalla top ten, pronti a giocarsi un posto al sole nella gara domenicale.
La vittoria di Márquez, sette volte iridato, non è solo uno squillo isolato. Inserisce una variabile incandescente in un campionato sin qui dominato da Bezzecchi, che vede ora assottigliarsi il margine proprio mentre il calendario europeo entra nel vivo. L’eventuale sanzione potrebbe restituire qualche punto a Bagnaia o ridisegnare la griglia di partenza della gara lunga, alimentando le tensioni in un paddock italiano che si scopre più agguerrito che mai. A Jerez, intanto, le previsioni annunciano altra pioggia, e l’incertezza meteo promette di essere ancora una volta la vera regista di un weekend che ha già ribaltato ogni pronostico. Il circus della MotoGP lascia l’Andalusia con una certezza: nessun titolo si deciderà senza passare attraverso la nuova, dirompente competitività di Marc Márquez.
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