
L’Alta Corte di Gauhati nega la cauzione a Khera: il caso dei passaporti infiamma la politica indiana
Il tribunale superiore di Gauhati ha respinto la richiesta di cauzione preventiva presentata dal leader del Congresso Pawan Khera, segnando una battuta d’arresto significativa per l’opposizione indiana. La decisione, firmata dal giudice Parthivjyoti Saikia, arriva in un clima di forte tensione politica, dopo che Khera era stato denunciato per diffamazione, falsificazione e cospirazione criminale da Riniki Bhuyan Sharma, moglie del primo ministro dell’Assam, Himanta Biswa Sarma. Il caso ruota attorno all’accusa – lanciata da Khera in una conferenza stampa – secondo cui la signora Sharma possederebbe più passaporti e proprietà all’estero non dichiarati nei documenti elettorali del marito.
Secondo fonti del Ministero degli Esteri indiano, i passaporti mostrati dal leader congressista sarebbero falsi, e la signora Sharma non detiene alcuna cittadinanza straniera. L’ottica di Delhi, dove il partito al governo Bharatiya Janata Party ha prontamente utilizzato la vicenda per attaccare l’opposizione, si scontra con la posizione della difesa di Khera, che parla di un’iniziativa giudiziaria politicamente motivata, una ritorsione per le critiche mosse al governo dell’Assam. La difesa aveva già ottenuto una cauzione provvisoria dalla Corte Suprema, che però ha poi invitato Khera a rivolgersi al tribunale locale, aprendo la strada alla decisione odierna.
Da Bruxelles e da altre capitali europee, gli osservatori seguono con attenzione un caso che solleva interrogativi sulla separazione dei poteri e sull’uso del sistema giudiziario per fini di parte in India. Sebbene la magistratura indiana goda di una consolidata autonomia, episodi come questo alimentano il dibattito sulla strumentalizzazione delle querele penali contro esponenti dell’opposizione, un tema che tocca da vicino anche l’Italia, dove il confine tra giustizia e politica è spesso oggetto di discussione.
Guardando al futuro, la sconfitta legale di Khera potrebbe inasprire ulteriormente il confronto tra il Congresso e la maggioranza di Modi, in un anno elettorale che si preannuncia cruciale per la tenuta democratica del paese. La decisione dell’Alta Corte, infatti, non chiude la vicenda: il processo proseguirà nelle aule di Gauhati, e il partito di opposizione potrebbe tentare di trasformare il banco degli imputati in una tribuna politica. Nel frattempo, la credibilità delle istituzioni giudiziarie resta sotto la lente degli analisti, che si chiedono se la bilancia della giustizia saprà mantenersi in equilibrio al di sopra delle pressioni di partito.
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