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Economia e Mercatimercoledì 29 luglio 2026

L’ANM rinvia al 2029 le restrizioni sulle dighe e rafforza i controlli sui garimpeiros

La decisione posticipa l’allontanamento dei lavoratori dalle aree più vulnerabili, mentre per i permessi di estrazione diventa obbligatorio dimostrare l’attività effettiva.

Il consiglio direttivo dell’Agência Nacional de Mineração (ANM) ha approvato mercoledì 29 il rinvio di una norma sulla sicurezza delle dighe minerarie e, contestualmente, nuove regole per il rinnovo dei permessi di garimpo. Il provvedimento più atteso, già sollecitato dall’industria, posticipa al 2029 l’entrata in vigore del divieto di mantenere lavoratori nelle aree di estrazione, trattamento e smaltimento sterili all’interno della Zona di Autosalvataggio (ZAS) delle dighe; in precedenza la scadenza era fissata all’agosto 2027. L’ANM motiva il differimento con la necessità di armonizzare il proprio calendario con le norme del Ministero del Lavoro, ma riconosce un allungamento del periodo transitorio di oltre due anni. Restano in vigore gli obblighi di sicurezza già previsti e la possibilità di interventi immediati in caso di rischio grave.

Parallelamente, l’ANM ha introdotto requisiti stringenti per la proroga delle concessioni di lavra garimpeira. D’ora in poi i titolari dovranno comprovare l’effettiva attività estrattiva presentando un rapporto annuale, la documentazione tecnica firmata da un responsabile e fotografie georeferenziate del sito. Le cooperative dovranno inoltre trasmettere entro il 15 marzo di ogni anno l’elenco aggiornato dei soci e dei garimpeiros legati da contratti di collaborazione. La misura punta a colpire i titoli dormienti e la concentrazione speculativa delle aree, chiudendo di fatto una via indiretta utilizzata per eludere i limiti già fissati nel 2025: 50 ettari per persone fisiche e imprese individuali, 1.000 ettari per le cooperative.

Le decisioni arrivano a pochi anni dalle due più gravi tragedie minerarie del Brasile: il crollo della diga di Fundão a Mariana (2015, 19 morti) e quello di Brumadinho (2019, 270 vittime), che hanno inasprito la regolamentazione del settore. Entrambi i provvedimenti mirano a rafforzare la sicurezza e la trasparenza, ma mentre il rinvio sulla ZAS concede più tempo alle imprese per adeguarsi, i nuovi obblighi sui garimpeiros promettono di sfoltire un universo di quasi 3.000 permessi attivi e oltre 8.500 richieste in attesa di decisione. L’impatto concreto dipenderà dalla capacità dell’ANM di condurre le ispezioni e di applicare le nuove regole senza spingere l’attività estrattiva verso l’informalità.

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mercoledì 29 luglio 2026

L’ANM rinvia al 2029 le restrizioni sulle dighe e rafforza i controlli sui garimpeiros

La decisione posticipa l’allontanamento dei lavoratori dalle aree più vulnerabili, mentre per i permessi di estrazione diventa obbligatorio dimostrare l’attività effettiva.

Il consiglio direttivo dell’Agência Nacional de Mineração (ANM) ha approvato mercoledì 29 il rinvio di una norma sulla sicurezza delle dighe minerarie e, contestualmente, nuove regole per il rinnovo dei permessi di garimpo. Il provvedimento più atteso, già sollecitato dall’industria, posticipa al 2029 l’entrata in vigore del divieto di mantenere lavoratori nelle aree di estrazione, trattamento e smaltimento sterili all’interno della Zona di Autosalvataggio (ZAS) delle dighe; in precedenza la scadenza era fissata all’agosto 2027. L’ANM motiva il differimento con la necessità di armonizzare il proprio calendario con le norme del Ministero del Lavoro, ma riconosce un allungamento del periodo transitorio di oltre due anni. Restano in vigore gli obblighi di sicurezza già previsti e la possibilità di interventi immediati in caso di rischio grave.

Parallelamente, l’ANM ha introdotto requisiti stringenti per la proroga delle concessioni di lavra garimpeira. D’ora in poi i titolari dovranno comprovare l’effettiva attività estrattiva presentando un rapporto annuale, la documentazione tecnica firmata da un responsabile e fotografie georeferenziate del sito. Le cooperative dovranno inoltre trasmettere entro il 15 marzo di ogni anno l’elenco aggiornato dei soci e dei garimpeiros legati da contratti di collaborazione. La misura punta a colpire i titoli dormienti e la concentrazione speculativa delle aree, chiudendo di fatto una via indiretta utilizzata per eludere i limiti già fissati nel 2025: 50 ettari per persone fisiche e imprese individuali, 1.000 ettari per le cooperative.

Le decisioni arrivano a pochi anni dalle due più gravi tragedie minerarie del Brasile: il crollo della diga di Fundão a Mariana (2015, 19 morti) e quello di Brumadinho (2019, 270 vittime), che hanno inasprito la regolamentazione del settore. Entrambi i provvedimenti mirano a rafforzare la sicurezza e la trasparenza, ma mentre il rinvio sulla ZAS concede più tempo alle imprese per adeguarsi, i nuovi obblighi sui garimpeiros promettono di sfoltire un universo di quasi 3.000 permessi attivi e oltre 8.500 richieste in attesa di decisione. L’impatto concreto dipenderà dalla capacità dell’ANM di condurre le ispezioni e di applicare le nuove regole senza spingere l’attività estrattiva verso l’informalità.

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