
Attal sfida la destra, ma Philippe è il favorito: incognita centrista in Francia
L'ex premier annuncia la corsa all'Eliseo, ma il Rassemblement National lo liquida: durerà fino all'autunno. I sondaggi premiano l'altro centrista, Philippe, come unico in grado di sbarrare la strada all'estrema destra.
L'immagine ha un che di testamentario: l'ex premier più giovane della storia francese, Gabriel Attal, sceglie la piazza assolata di Mur-de-Barrez, nel sud rurale, per annunciare la sua candidatura all'Eliseo. «Non sopporto più una politica che ha solo cinquanta sfumature di gestione del declino», ha dichiarato il trentasettenne, già delfino di Macron e oggi segretario di Renaissance. Ma dal fronte sovranista la replica è arrivata ancor prima che i riflettori si spegnessero. Il vicepresidente del Rassemblement National, Sébastien Chenu, ha gelato l'iniziativa: «Sarà candidato fino all'autunno, poi si farà da parte per Édouard Philippe. Sono due facce della stessa medaglia», e ha aggiunto che Attal è stato «un pessimo primo ministro». Dietro lo scambio di cortesie si consuma il dramma di un campo moderato che non riesce a trovare un baricentro.
La frammentazione centrista è la vera posta in gioco a dodici mesi dal voto che dovrà scegliere il successore di Emmanuel Macron. Oltre ad Attal, è già sceso in campo l'ex premier Édouard Philippe, cinquantacinque anni, uomo di centro-destra con un profilo più esperto e rassicurante per l'elettorato moderato. Secondo gli analisti di Londra, gli ultimi sondaggi indicano che Philippe è l'unica figura in grado di battere un candidato della destra radicale al secondo turno, sia esso Marine Le Pen o il suo giovane vice Jordan Bardella. In qualunque altro scenario, inclusa una sfida con lo stesso Attal o con il leader della sinistra radicale Jean-Luc Mélenchon – anche lui candidato –, la Francia si sveglierebbe con un presidente populista. La scelta di Attal di lanciare la sua campagna in un villaggio rurale non è casuale: è lì che il centro molla la presa, e lì che il Rassemblement National ha costruito la propria ascesa.
Dal punto di vista di Bruxelles e delle cancellerie europee, il rischio di una presidenza di estrema destra – o, in subordine, di un'estrema sinistra – è fonte di allarme costante. L'Italia, che ha già sperimentato governi a trazione sovranista, osserva con la consapevolezza di chi conosce la fragilità del «fronte repubblicano». Eppure, proprio lo schema del fronte repubblicano, che in passato ha unito forze eterogenee contro il lepenismo, appare oggi logorato: la competizione interna ai centristi rischia di disperdere voti già al primo turno, consegnando il ballottaggio a uno scontro tra estremi. Chenu scommette su un rapido assorbimento di Attal nell'orbita di Philippe, ma la partita rimane aperta anche sul fronte della sinistra radicale, dove Mélenchon punta a capitalizzare il malcontento sociale.
Guardare avanti significa chiedersi se la campagna che si apre porterà a una sintesi o a una frammentazione irreversibile. Philippe incarna la continuità di un riformismo pragmatico che parla all'Europa e ai mercati; Attal rappresenta la scommessa generazionale di un macronismo che prova a rigenerarsi nelle periferie agricole. La cronaca delle prime ore consegna già un verdetto: il tempo della scelta è più breve di quanto i protagonisti vorrebbero, perché la destra lepenista non aspetta e i numeri, per ora, non mentono. Se il centro non troverà un candidato unico in fretta, la corsa all'Eliseo potrebbe decidersi per difetto, sulla pelle di un’Europa sempre più inquieta.
| Stampa europea continentale | −0.30 | critical |
|---|---|---|
| Stampa russa e CSI | 0.00 | neutral |
| Stampa atlantica / anglosfera | 0.00 | neutral |
Gabriel Attal's candidacy announcement for the 2027 presidential election was anticipated but meets with skepticism. Outlets highlight his weakened position against Édouard Philippe and note the uphill battle to distance himself from Macron's legacy. The focus is on infighting within the centrist bloc.
Russian press reports Gabriel Attal's candidacy soberly, with no commentary or analysis. The information is presented as a routine political fact, alongside Edouard Philippe's. There is no judgment on his chances or the impact on French politics.
Atlantic media cover Attal's candidacy neutrally and factually. They note he joins the race already opened by Edouard Philippe and that the incumbent cannot run again. The focus is on electoral dynamics and upcoming polls.
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