Accedi
Edizione delle 06:00 CETsabato 8 agosto 2026
320 testate · 17 lingue578 briefing oggi
mercoledì 6 maggio 2026

Terzo rialzo dei tassi in Australia: ‘Siamo più poveri’, la guerra in Iran colpisce le famiglie

La Reserve Bank alza il tasso al 4,35%. Il governatore Bullock: ‘Non c’è via d’uscita’. Colpa del conflitto in Medio Oriente. Il governo sotto pressione.

La Reserve Bank australiana ha alzato per la terza volta consecutiva il tasso di interesse ufficiale, portandolo al 4,35 per cento, un livello che cancella di fatto tutti i tagli decisi nel corso del 2025. La decisione, presa con otto voti favorevoli e uno contrario, è stata accompagnata da un’ammissione tanto rara quanto cruda: il governatore Michele Bullock ha dichiarato senza giri di parole che gli australiani sono diventati più poveri a causa della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, e che non esiste una via d’uscita immediata. L’impennata dei prezzi del petrolio e delle materie prime legate al conflitto ha infatti generato una nuova ondata inflazionistica, costringendo la banca centrale a intervenire nonostante le conseguenze recessive che ciò comporta.

Secondo gli analisti di Sydney, l’impatto sulle famiglie è già tangibile: per un mutuo medio di seicentomila dollari, la rata mensile aumenta di circa cento dollari. I brokers immobiliari riferiscono di un livello di cautela tra i potenziali acquirenti mai visto negli ultimi dieci anni, con il caro-carburante che si aggiunge al rialzo dei tassi e al costo della vita. La Reserve Bank ha rivisto al ribasso le stime di crescita economica, ferma all’1,3 per cento per quest’anno, e prevede un aumento della disoccupazione entro il 2027. La speranza di un rapido rientro dell’inflazione, che secondo le proiezioni dovrebbe scendere solo tra due anni, è condizionata a un calo dei prezzi dei carburanti che appare tutt’altro scontato.

Nell’ottica del governo di Canberra, il tesoriere Jim Chalmers ha respinto le critiche, sostenendo che la sua prossima legge di bilancio sarà “responsabile” e non conterrà stimoli eccessivi. Bullock, tuttavia, ha avvertito che eventuali sussidi alle famiglie, se non mirati, rischiano di alimentare ulteriormente l’inflazione e di obbligare la banca centrale a nuovi rialzi. Una posizione che ha messo in difficoltà l’esecutivo, alle prese con entrate fiscali record ma anche con la necessità di non aggravare la stretta monetaria. Dalle cancellerie europee arriva un’attenzione preoccupata: il caso australiano mostra quanto i conflitti globali possano trasmettere shock inflazionistici a economie lontane, mettendo in crisi il patto sociale tra Stato e cittadini.

Guardando avanti, l’incertezza resta alta. Se il conflitto in Medio Oriente dovesse protrarsi, la Reserve Bank si troverebbe di fronte a un dilemma sempre più stretto: continuare ad alzare i tassi, rischiando una recessione, o accettare un’inflazione più alta, erodendo il potere d’acquisto. Per ora, la priorità dichiarata resta il contenimento dei prezzi, anche a costo di sacrificare la crescita. Un messaggio che, per i mutuatari australiani, significa mesi ancora difficili.

Ultim'ora
Il crollo dell’occupazione USA spiazza i mercati: dollaro in calo, yen in rialzo e scommesse sui tassi Fed in ritirata·Glasgow 2026, il pugilato indiano firma un’edizione da record: sette ori e il primato tra le nazioni·Riad invia il capo dell’intelligence a Baghdad, le milizie filo-iraniane rinviano la rappresaglia·Il primo giorno di scuola, tra riforme e porte chiuse·Camminare dopo i pasti e allenare la forza: il movimento come medicina quotidiana·Bruxelles intima a Meta e TikTok: più rigore contro la disinformazione dopo la crisi di Ceuta·Toronto, Rybakina e Gauff avanzano, Andreeva eliminata da Fernandez·Teheran invoca l’unità musulmana dopo il patto di difesa tra Riad, Ankara e Islamabad·Il crollo dell’occupazione USA spiazza i mercati: dollaro in calo, yen in rialzo e scommesse sui tassi Fed in ritirata·Glasgow 2026, il pugilato indiano firma un’edizione da record: sette ori e il primato tra le nazioni·Riad invia il capo dell’intelligence a Baghdad, le milizie filo-iraniane rinviano la rappresaglia·Il primo giorno di scuola, tra riforme e porte chiuse·Camminare dopo i pasti e allenare la forza: il movimento come medicina quotidiana·Bruxelles intima a Meta e TikTok: più rigore contro la disinformazione dopo la crisi di Ceuta·Toronto, Rybakina e Gauff avanzano, Andreeva eliminata da Fernandez·Teheran invoca l’unità musulmana dopo il patto di difesa tra Riad, Ankara e Islamabad·
Agg. 05:222 lingue · 9 testate
9 testate|2 lingue|3 min lettura
mercoledì 6 maggio 2026

Terzo rialzo dei tassi in Australia: ‘Siamo più poveri’, la guerra in Iran colpisce le famiglie

La Reserve Bank alza il tasso al 4,35%. Il governatore Bullock: ‘Non c’è via d’uscita’. Colpa del conflitto in Medio Oriente. Il governo sotto pressione.

La Reserve Bank australiana ha alzato per la terza volta consecutiva il tasso di interesse ufficiale, portandolo al 4,35 per cento, un livello che cancella di fatto tutti i tagli decisi nel corso del 2025. La decisione, presa con otto voti favorevoli e uno contrario, è stata accompagnata da un’ammissione tanto rara quanto cruda: il governatore Michele Bullock ha dichiarato senza giri di parole che gli australiani sono diventati più poveri a causa della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, e che non esiste una via d’uscita immediata. L’impennata dei prezzi del petrolio e delle materie prime legate al conflitto ha infatti generato una nuova ondata inflazionistica, costringendo la banca centrale a intervenire nonostante le conseguenze recessive che ciò comporta.

Secondo gli analisti di Sydney, l’impatto sulle famiglie è già tangibile: per un mutuo medio di seicentomila dollari, la rata mensile aumenta di circa cento dollari. I brokers immobiliari riferiscono di un livello di cautela tra i potenziali acquirenti mai visto negli ultimi dieci anni, con il caro-carburante che si aggiunge al rialzo dei tassi e al costo della vita. La Reserve Bank ha rivisto al ribasso le stime di crescita economica, ferma all’1,3 per cento per quest’anno, e prevede un aumento della disoccupazione entro il 2027. La speranza di un rapido rientro dell’inflazione, che secondo le proiezioni dovrebbe scendere solo tra due anni, è condizionata a un calo dei prezzi dei carburanti che appare tutt’altro scontato.

Nell’ottica del governo di Canberra, il tesoriere Jim Chalmers ha respinto le critiche, sostenendo che la sua prossima legge di bilancio sarà “responsabile” e non conterrà stimoli eccessivi. Bullock, tuttavia, ha avvertito che eventuali sussidi alle famiglie, se non mirati, rischiano di alimentare ulteriormente l’inflazione e di obbligare la banca centrale a nuovi rialzi. Una posizione che ha messo in difficoltà l’esecutivo, alle prese con entrate fiscali record ma anche con la necessità di non aggravare la stretta monetaria. Dalle cancellerie europee arriva un’attenzione preoccupata: il caso australiano mostra quanto i conflitti globali possano trasmettere shock inflazionistici a economie lontane, mettendo in crisi il patto sociale tra Stato e cittadini.

Guardando avanti, l’incertezza resta alta. Se il conflitto in Medio Oriente dovesse protrarsi, la Reserve Bank si troverebbe di fronte a un dilemma sempre più stretto: continuare ad alzare i tassi, rischiando una recessione, o accettare un’inflazione più alta, erodendo il potere d’acquisto. Per ora, la priorità dichiarata resta il contenimento dei prezzi, anche a costo di sacrificare la crescita. Un messaggio che, per i mutuatari australiani, significa mesi ancora difficili.

Divergenza delle fonti

— · 9 testate · 2 lingue

0%Bassa

Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Questa notizia è apparsa su

9 testate · 2 lingue

Allarga lo sguardo

Da Geopolitics & Politics

Il Senato Usa approva sanzioni dure contro Mosca e Teheran, ora la Camera

10 lingue · 36 testate

Da Economy & Markets

Dazi USA del 15% sul polisilicio: la mossa di Trump per contrastare il dominio cinese

4 lingue · 16 testate

Da Technology

Passeggiata spaziale sulla Iss per preparare i nuovi pannelli solari Irosa

3 lingue · 7 testate

Leggi di più