
L’IA accelera la produttività, ma gli esperti avvertono: le decisioni cruciali restino umane
Dall’ingegneria del software agli audiolibri, l’intelligenza artificiale moltiplica l’efficienza, mentre allucinazioni, pregiudizi di genere e minacce informatiche spingono verso una governance più rigorosa.
«Le decisioni importanti devono ancora passare al vaglio dell’uomo». Lo ha dichiarato Victoria Wymark, direttrice AI e trasformazione dati di PwC Southeast Asia Consulting, intervenendo a una conferenza internazionale in Malaysia. L’avvertimento arriva mentre l’intelligenza artificiale si insinua in ogni ambito: dalla scrittura del codice alla produzione di audiolibri, fino alle aule universitarie. In risposta, i paesi ASEAN stanno preparando un accordo sull’economia digitale che includerà sicurezza online, condivisione dei dati e governance dell’IA, la cui firma è attesa per il vertice di novembre.
I guadagni di efficienza sono tangibili. Rahul Devikar, ingegnere senior di Microsoft, ha raccontato a Business Insider che progetti un tempo completati in un mese ora si chiudono in tre o quattro giorni, grazie a strumenti come Copilot e Claude. Il risparmio maggiore, spiega, non è nella stesura iniziale del codice ma nelle modifiche successive. Anche tra gli studenti universitari indonesiani l’IA è diventata un’ancora contro l’ansia da scadenza: genera schemi, riformula testi e chiarisce teorie complesse. Nel settore degli audiolibri, uno studio commissionato dalla società Spoken e condotto da Edison Research su oltre mille ascoltatori statunitensi ha rilevato che la narrazione IA multi-voce ha superato quella umana per coinvolgimento e qualità percepita, con il 65% dei partecipanti disposto all’ascolto dopo averne sperimentato un estratto.
Ma la stessa tecnologia che accelera i processi introduce rischi nuovi. Devikar avverte che i modelli possono «allucinare», e la vera difficoltà è accorgersene quando non si possiede già una conoscenza approfondita del compito. Un rapporto di UN Women, citato dal Times of India, ha esaminato 133 sistemi di IA: il 44% mostrava pregiudizi di genere, e oltre un quarto cumulava distorsioni di genere e razza. Un test condotto dal quotidiano su ChatGPT, Claude e Gemini ha rivelato che, pur evitando il sessismo esplicito, i chatbot associano ancora le donne a empatia, cura e bellezza, e gli uomini ad ambizione e leadership. Sul fronte della sicurezza, dalla stessa conferenza in Malaysia, Fazlan Abdullah di CyberSecurity Malaysia ha segnalato che le e-mail di phishing generate dall’IA sono oggi quasi perfette e i video falsi sempre più difficili da distinguere.
La necessità di una supervisione umana è ribadita da più fronti. Wymark ha sottolineato che l’IA non comprende valori né etica, ma si limita a riconoscere schemi nei dati: per questo le organizzazioni devono dotarsi di processi solidi di gestione e governance. In CelcomDigi, ha spiegato la responsabile AI e innovazione dati Azuree Hydani Misri, ogni soluzione che coinvolge dati dei clienti passa attraverso valutazioni di sicurezza e privacy prima di essere autorizzata. La serie “The Great Coding Reset” di Business Insider ha documentato come gli ingegneri più esperti traggano i maggiori benefici dall’IA, mentre il futuro dei programmatori junior resta incerto: se l’IA assorbe i compiti di base, come potranno acquisire le competenze tecniche necessarie?
Il quadro che emerge è quello di una tecnologia ormai pervasiva, i cui effetti si misurano tanto in termini di produttività quanto di nuove vulnerabilità. Devikar paragona l’IA all’arrivo di Internet: destinata a diventare così normale da non essere più notata. Ma affinché questa normalizzazione non si traduca in un impoverimento delle capacità umane, servono regole e consapevolezza. L’accordo sull’economia digitale dell’ASEAN, con i suoi capitoli su sicurezza e governance, rappresenta un passo concreto in questa direzione. La firma è prevista per novembre.
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.20 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa indiana e sudasiatica | +0.50 | aligned |
La narrazione mette in guardia contro un'abbraccio acritico dell'IA, evidenziando la reazione negativa dei consumatori e lo scetticismo. Presenta una visione pragmatica per cui i prodotti 'fatti da umani' potrebbero diventare preziosi mentre l'IA satura i mercati, ma rileva anche le realtà commerciali del boom dell'IA attraverso la ripresa di Intel.
La storia celebra la leadership nell'IA attraverso la filantropia, inquadrando il CEO di Nvidia come un benefattore visionario. Ignora i problemi di distorsione e affidabilità, concentrandosi invece sul ruolo sociale positivo dei magnati dell'IA.
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