
L'India stringe la morsa sul narcotraffico: tre operazioni in un giorno smantellano reti di spaccio
L'India ha intensificato la lotta al narcotraffico con tre distinte operazioni condotte in un solo giorno, segnando un salto di qualità nella strategia di contrasto. A Kozhikode, nel Kerala, la polizia ha dispiegato per la prima volta droni e unità cinofile specializzate nell'ambito dell'operazione Toofan, setacciando stazioni degli autobus e parcheggi con un blitz coordinato da 35 agenti. L'uso di tecnologie avanzate, come il cane antidroga 296 Blacky e la sorveglianza aerea, riflette una nuova fase nella repressione, che punta a colpire non solo i pusher di strada ma le reti logistiche dello spaccio. Secondo gli analisti di Bruxelles, l'approccio indiano potrebbe diventare un modello per altri Paesi del Sud-est asiatico, dove il traffico di eroina e cannabis è in crescita.
Sempre in Kerala, a Perumbavoor, l'Excise department ha sequestrato 23,42 grammi di sospetta eroina nascosti in 240 piccoli contenitori nella stanza di un lodge dove alloggiava Noushad Alam, 27 anni, originario dell'Assam. L'uomo, già noto alle forze dell'ordine per precedenti soggiorni nella struttura, è riuscito a fuggire poco prima dell'irruzione, condotta nell'ambito dell'operazione Thunder. Il ritrovamento di contenitori vuoti suggerisce un'attività di confezionamento su piccola scala, tipica delle reti di spaccio gestite da corrieri provenienti dagli Stati nordorientali, spesso sfruttati dalle organizzazioni criminali. In un episodio separato, la polizia di Perumbavoor ha arrestato Shahida Khatoon, 25 anni, sempre dell'Assam, con 1,3 grammi di eroina.
Più a sud, ad Avadi, nel Tamil Nadu, la polizia ha arrestato tre persone con 18 chili di ganja, sequestrata in due distinti interventi. Arunkumar, fermato a Thirumullaivoyal, trasportava 8 chili di marijuana acquistata in Odisha, mentre Sujith e Roy Joy, intercettati a Parivakkam, ne avevano 5 chili ciascuno. La provenienza della droga dall'Odisha, regione nota per la coltivazione illegale di cannabis, conferma l'esistenza di rotte consolidate verso i centri urbani del Sud. Secondo l'ottica di Pechino, il traffico di cannabis dall'India verso il Sud-est asiatico è in aumento, e Pechino guarda con preoccupazione alla possibilità che parte della produzione indiana venga dirottata verso i mercati cinesi.
Queste operazioni, condotte in rapida successione, dimostrano la determinazione delle autorità indiane a contrastare un fenomeno che, secondo gli analisti di Delhi, ha assunto dimensioni allarmanti, con un aumento del consumo di eroina e cannabis tra i giovani. L'uso di droni e cani antidroga a Kozhikode potrebbe essere esteso ad altre città, mentre le forze di polizia locali intensificano i controlli sulle rotte provenienti dagli Stati nordorientali e dall'Odisha. Per l'Italia e l'Europa, il caso indiano offre spunti di riflessione: la combinazione di tecnologia e interventi mirati potrebbe essere replicata per contrastare il traffico di droga via mare e via terra, in un contesto in cui le rotte balcaniche e mediterranee restano le principali vie di ingresso della droga in Europa.
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