
La crisi delle sparizioni in Messico sale all'Onu: numeri, tensioni e collaborazioni
Il Comitato dell'Onu contro la sparizione forzata ha portato la questione messicana all'Assemblea Generale, un passo che segna un’escalation nella pressione internazionale su Città del Messico. Le statistiche sono impietose: oltre 133.600 persone risultano scomparse, con lo Stato del Messico, Jalisco e Tamaulipas a guidare una classifica che non accenna a fermarsi. Da Ginevra, il segretario generale dovrà ora pronunciarsi sui meccanismi di sostegno, mentre il governo di Claudia Sheinbaum ha respinto la mossa, sostenendo che non si tratti di una pratica sistematica.
Ma la comunità internazionale non è convinta. A Bruxelles e nelle cancellerie europee si guarda con attenzione crescente, anche perché il fenomeno intreccia migrazione, narcotraffico e fragilità istituzionali. La Commissione interamericana dei diritti umani, intanto, sta preparando un rapporto regionale che dedicherà un capitolo specifico al Messico, mentre la visita ad aprile dell’Alto commissario Onu Volker Türk ha offerto un quadro drammatico.
Türk ha parlato di «ferita aperta», e la presidente messicana ha cercato di ribaltare la narrazione, illustrando le misure adottate: il rafforzamento della Commissione nazionale per le ricerche, la revisione del quadro normativo e il lavoro diretto con le famiglie delle vittime. Un segnale di collaborazione è emerso anche dall’Istituto nazionale elettorale, che ha messo a disposizione i dati biometrici del proprio archivio: oltre 113 mila richieste di identificazione e 442 mila di localizzazione sono state gestite grazie a 47 convenzioni con autorità locali e federali. La collaborazione c’è, ma resta il nodo della credibilità.
Dal punto di vista di Pechino, la vicenda messicana è osservata con distacco, ma offre spunti sulle fragilità di un sistema che, pure con buona volontà, fatica a trasformare gli impegni in risultati. Il futuro dipenderà dalla capacità di Città del Messico di trasformare la pressione internazionale in riforme strutturali, mentre le famiglie continuano a chiedere verità e giustizia in un Paese dove l’assenza di Stato si misura in corpi mai ritrovati.
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