
Oro in rialzo grazie a speranze diplomatiche tra Usa e Iran
I prezzi del metallo prezioso salgono martedì mentre gli investitori valutano gli sforzi di mediazione tra Washington e Teheran, che attenuano i timori inflazionistici legati al petrolio.
I prezzi dell’oro sono saliti martedì, con le quotazioni spot in aumento dello 0,9% a 4.042,69 dollari l’oncia e i futures americani in rialzo dello 0,8% a 4.047,40 dollari, secondo i dati di Reuters citati da diverse testate. Il rialzo è stato trainato dalle speranze di una de-escalation diplomatica tra Stati Uniti e Iran, che potrebbe ridurre i rischi inflazionistici legati al petrolio e influenzare il percorso dei tassi d’interesse della Federal Reserve. Il greggio si è attenuato dopo che i mercati hanno valutato le notizie di sforzi di mediazione tra i due Paesi, in contrasto con nuovi attacchi e la minaccia degli Houthi yemeniti di imporre un blocco navale all’Arabia Saudita. Lunedì il petrolio aveva raggiunto il massimo da oltre un mese.
Il conflitto tra Stati Uniti e Iran è entrato nel decimo giorno, con un’intensificazione degli attacchi. Secondo quanto riportato, gli Stati Uniti hanno perso tre soldati nel fine settimana, portando a 17 il numero delle vittime americane. Washington ha colpito installazioni marittime, centri di comando iraniani, centri di comunicazione e un sito nucleare nel sud-ovest dell’Iran. In risposta, Teheran ha attaccato installazioni statunitensi in Giordania, Kuwait e Bahrein, oltre a un impianto di desalinizzazione in Bahrein. Il presidente Trump ha dichiarato che continuerà a colpire l’Iran per degradare la sua capacità di controllare lo Stretto di Hormuz. L’Iran ha riferito di aver ricevuto “proposte” dai mediatori, segno che i contatti diplomatici proseguono, senza fornire dettagli.
Il dollaro si è attestato vicino ai massimi di una settimana, secondo i dati di mercato, ma l’oro ha comunque guadagnato terreno. La Federal Reserve, che si riunirà la prossima settimana, dovrebbe mantenere i tassi invariati, ma i trader scontano una probabilità del 64% di un rialzo a settembre, come indicato dal CME FedWatch Tool. Tassi più alti aumentano il costo opportunità di detenere oro, che non produce interessi. Il presidente della Fed, Warsh, nella sua prima testimonianza semestrale al Congresso, ha ribadito che la stabilità dei prezzi è l’obiettivo primario, sminuendo i dati di giugno più deboli come un singolo dato. I dati economici statunitensi hanno mostrato un calo dell’inflazione CPI a giugno per la prima volta in sei anni, con un incremento annuo del 3,5%, mentre l’indice PPI è salito del 5,5%.
Tra gli altri metalli preziosi, l’argento spot è salito del 2,2% a 57,67 dollari l’oncia, il platino dello 0,8% a 1.607,20 dollari e il palladio dello 0,8% a 1.263,73 dollari. Secondo gli analisti, l’oro sembra cercare un pavimento intorno ai 4.000 dollari per poi tentare un nuovo rialzo, ma l’attenzione del mercato verso le notizie dal Medio Oriente è sempre più superficiale. I prezzi dei metalli potrebbero continuare a registrare ampie oscillazioni, in attesa degli sviluppi diplomatici, dell’andamento del petrolio e dei segnali della Fed. La prossima tappa è la riunione della banca centrale americana della prossima settimana.
| Stampa arabo levante-Maghreb | −0.20 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa iraniana e affini | +0.30 | aligned |
| Stampa del Golfo arabo | 0.00 | neutral |
Il blocco inquadra l'aumento dell'oro come una reazione temporanea del mercato alle aperture diplomatiche, ma sottolinea la sottostante escalation del conflitto USA-Iran. Sottolinea che senza una risoluzione complessiva, la regione resta volatile e le minacce statunitensi di ulteriori attacchi minano ogni progresso diplomatico.
La stampa iraniana presenta l'aumento dell'oro come un segno del riconoscimento da parte del mercato della leva strategica iraniana. Respinge le aperture diplomatiche statunitensi come insincere e sottolinea la capacità dell'Iran di resistere alla pressione e controllare i punti di strozzatura chiave. La cornice proietta fiducia nella posizione iraniana a lungo termine.
La stampa del Golfo riporta il movimento del prezzo dell'oro come un evento di mercato neutrale guidato da sviluppi diplomatici. Si concentra sull'interazione fattuale tra prezzi del petrolio, aspettative di inflazione e politica della Fed, senza prendere posizione nel conflitto. La cornice è distaccata e analitica.
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