
Fifa ritira il piano di vendita del Mondiale dopo l’opposizione delle confederazioni
Gianni Infantino annuncia il ritiro della proposta di vendere quote dei tornei a investitori privati dopo la minaccia di boicottaggio di Uefa, Concacaf e Asia.
Il presidente della Fifa, Gianni Infantino, ha annunciato venerdì il ritiro del progetto noto come Fifa Forward Enterprise, che prevedeva la vendita di una partecipazione di minoranza in una nuova società commerciale incaricata di gestire i diritti dei Mondiali maschili e femminili e di altre competizioni. La decisione arriva dopo giorni di opposizione pubblica da parte delle confederazioni continentali, culminata nella minaccia di boicottaggio formulata dall’Uefa. «Ascoltando attentamente tutti i punti di vista, è apparso chiaro che il progetto ha creato divisioni che non sono più nell’interesse dell’obiettivo prefissato», ha dichiarato Infantino in una nota, aggiungendo che la proposta «non andrà avanti».
L’opposizione è partita dall’Uefa, i cui 55 membri hanno votato all’unanimità giovedì il boicottaggio di tutte le competizioni Fifa finché il piano fosse stato ritirato, definendo il Mondiale «un prodotto non in vendita». A stretto giro si sono allineate la Concacaf, che riunisce le federazioni del Nord e Centro America e dei Caraibi, e la Confederazione asiatica (Afc), che ha espresso «solidarietà» alle altre due. Complessivamente, secondo le stime disponibili, le tre confederazioni rappresentano una larga maggioranza dei 211 membri Fifa, rendendo di fatto impossibile il raggiungimento della maggioranza richiesta per l’approvazione.
La pressione è giunta anche dall’interno della stessa Fifa. Il consigliere senior Carlos Cordeiro, già banchiere della Goldman Sachs, si è dimesso con effetto immediato, definendo il progetto «un cattivo affare per il calcio» e accusando la governance di ipotecare il futuro del gioco. Il direttore operativo Kevin Lamour ha affermato che il personale della Fifa era stato «ingannato» da Infantino, definendo la proposta «un progetto di una sola persona». Anche il primo ministro britannico Andy Burnham ha criticato Infantino, definendolo «l’uomo sbagliato per guidare l’organizzazione». Il piano, che avrebbe raccolto fino a 4,2 miliardi di dollari cedendo circa il 20 per cento della nuova società valutata 20 miliardi, prevedeva un pagamento una tantum di 20 milioni di dollari per ogni federazione. Tra i potenziali investitori figurava Thrive Eternal, fondo gestito da Joshua Kushner, fratello del genero dell’ex presidente Usa Donald Trump.
Infantino ha dichiarato che nelle prossime settimane intende «riunire tutte le parti interessate» per proseguire il dialogo sullo sviluppo del calcio, in particolare nei paesi che necessitano di maggiore sostegno. Il fallimento della proposta arriva a pochi mesi dal congresso Fifa del marzo 2027, dove Infantino cercherà un quarto mandato. Secondo alcune indiscrezioni, il presidente della Concacaf Victor Montagliani starebbe valutando una candidatura alternativa. Il dossier è quindi chiuso per ora, ma il confronto sulla governance della Federcalcio mondiale resta aperto.
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.20 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa europea continentale | 0.00 | neutral |
| Stampa africana subsahariana | −0.30 | critical |
Le confederazioni calcistiche hanno imposto la loro volontà, costringendo la FIFA a fare marcia indietro.
Mettendo in risalto l'opposizione unificata di UEFA, Asia e CONCACAF, la stampa costruisce una narrazione di pressione irresistibile che non lascia alla FIFA altra scelta che abbandonare il piano.
L'offerta di 40 milioni di dollari a ciascuna federazione per ottenere sostegno non viene menzionata.
La FIFA ha deciso di ritirare la proposta perché non più sostenibile.
Non offrendo contesto né commento, la stampa presenta la decisione come un passo amministrativo naturale, minimizzando il conflitto.
Le minacce di boicottaggio da parte di UEFA e altre confederazioni non sono menzionate.
Infantino ha cercato di comprare i voti con 40 milioni, ma il rifiuto delle confederazioni lo ha messo all'angolo.
Giustapponendo l'incentivo finanziario alla forte opposizione, la stampa implica corruzione e una leadership minacciata.
I dettagli della valutazione di 20 miliardi di dollari e la percentuale del 20% non sono riportati.
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