
La FIFA ritira il progetto di privatizzazione del Mondiale dopo la rivolta delle confederazioni
Gianni Infantino ha annunciato l'abbandono del FIFA Forward Enterprise, travolto dal rifiuto di UEFA, CONCACAF e AFC e dalle dimissioni del suo consigliere senior.
Venerdì 31 luglio, il presidente della FIFA Gianni Infantino ha annunciato il ritiro definitivo del progetto FIFA Forward Enterprise (FFE), l'iniziativa che prevedeva l'apertura del capitale delle competizioni mondiali a investitori privati. «Il progetto ha generato divisioni di natura tale che, a prescindere dal livello di sostegno, non sono più nell'interesse dell'obiettivo stabilito», ha dichiarato Infantino in un comunicato, aggiungendo che «questa proposta non andrà avanti». La marcia indietro è giunta appena quattro giorni dopo la presentazione del piano, avvenuta martedì 29 luglio, e dopo una reazione senza precedenti da parte delle principali confederazioni continentali.
La UEFA era stata la prima a esprimere un rifiuto unanime, minacciando di ritirare tutte le sue 55 nazionali dalle competizioni FIFA, inclusi i Mondiali, finché la proposta fosse rimasta in discussione. La CONCACAF, che riunisce le federazioni del Nord e Centro America e dei Caraibi, aveva respinto il progetto, seguita dalla Confederazione Asiatica (AFC), che in un duro comunicato ha parlato di «deficienze fondamentali nei processi di consultazione e decisione della FIFA» e ha chiesto una revisione urgente della governance. L'AFC ha inoltre sottolineato come la situazione avesse raggiunto il punto in cui «la possibilità reale di un boicottaggio della Coppa del Mondo è entrata nel discorso pubblico».
La CONMEBOL, unica tra le grandi confederazioni, ha evitato di schierarsi apertamente contro il progetto. In un comunicato intitolato «Primero está el fútbol», l'organismo sudamericano ha annunciato di aver avviato consultazioni con le sue dieci associazioni membro e di aver chiesto alla FIFA «informazioni aggiuntive e chiarimenti sulla portata, la struttura, la governance e i possibili effetti del progetto FFE». Pur ribadendo che «il calcio viene sempre prima di tutto», la CONMEBOL non ha aderito al fronte del rifiuto, mantenendo un profilo di cautela istituzionale che alcuni osservatori hanno letto come un sostegno indiretto a Infantino, già appoggiato dalla confederazione per la rielezione.
Il progetto FFE prevedeva la creazione di una società commerciale valutata circa 20 miliardi di dollari, di cui fino al 20% sarebbe stato ceduto a investitori privati per un incasso stimato di 4,2 miliardi. La FIFA avrebbe mantenuto il controllo maggioritario e prometteva a ciascuna delle 211 federazioni un pagamento straordinario di 20 milioni di dollari all'inizio del 2027. Tuttavia, la proposta è stata interpretata da molti come un passo verso la privatizzazione del principale asset del calcio mondiale. Le dimissioni del consigliere senior Carlos Cordeiro, che ha definito l'operazione «un cattivo affare per il calcio», hanno ulteriormente indebolito la posizione di Infantino.
La crisi ha già conseguenze concrete sul calendario internazionale. La prima competizione a rischio è il Mondiale femminile Under 20, in programma in Polonia dal 5 settembre, con sei nazionali europee già qualificate. Se la minaccia di boicottaggio della UEFA dovesse concretizzarsi, il torneo potrebbe essere stravolto. Infantino ha promesso di riunire «tutte le parti interessate nei prossimi giorni e settimane» per ricostruire il consenso, ma la frattura aperta nel governo del calcio mondiale appare profonda.
| Stampa latinoamericana | −0.60 | critical |
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| Stampa del Golfo arabo | −0.70 | critical |
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.60 | critical |
La Conmebol si erge a custode dei valori del calcio, chiedendo trasparenza e respingendo l'ingerenza del capitale privato.
Si utilizza l'appello a valori universalmente riconosciuti (il calcio, la passione, la gente) per giustificare una posizione di attesa e per delegittimare il piano senza condannarlo esplicitamente.
L'ex banchiere Cordeiro, ora consigliere, smonta il piano sostenendo che vendere una partecipazione permanente non ha senso economico e ipoteca il futuro del calcio.
Si fa leva sull'autorevolezza di un esperto finanziario che è stato dentro il processo decisionale per dare credito alla critica e presentare il piano come irrazionale.
Non menziona il ritiro ufficiale del piano da parte della FIFA, presentando la storia come ancora in corso.
La comunità calcistica mondiale si ribella compatta: UEFA minaccia di boicottare i Mondiali, AFC e Concacaf si uniscono, e il consigliere di Infantino si dimette per protesta.
Accumulando le opposizioni una sull'altra (UEFA, Concacaf, AFC, dimissioni), si crea un effetto di tracimazione che rende la sconfitta di Infantino inevitabile e la sua posizione insostenibile.
Non riporta il ritiro ufficiale del piano, concentrandosi sull'escalation delle opposizioni.
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