
La guerra in Iran soffoca il traffico aereo: Air India taglia quasi cento voli
La crisi innescata dal conflitto tra Stati Uniti e Iran ha prodotto la prima vittima di rilievo nel trasporto aereo globale: Air India ha annunciato il taglio di quasi un centinaio di voli internazionali, con effetto immediato fino a luglio. Il CEO Campbell Wilson ha spiegato che l’impennata del prezzo del carburante per aerei, più che raddoppiato dopo la chiusura dello Stretto di Hormuz, unita alla chiusura di ampie porzioni di spazio aereo in Medio Oriente, ha reso molte rotte non più sostenibili dal punto di vista economico. La compagnia di bandiera indiana, già gravata da perdite per oltre ventiduemila crore di rupie, ha così ridotto i collegamenti verso Europa e Nordamerica, quelli più esposti ai rincari e ai percorsi alternativi più lunghi.
Se New Delhi subisce in prima linea l’effetto domino, a Bruxelles e Londra si moltiplicano le preoccupazioni per la tenuta della stagione turistica estiva. Il governo britannico ha annunciato misure d’emergenza per consentire alle compagnie aeree di cancellare più facilmente i voli, nel tentativo di salvare le vacanze delle famiglie inglesi. Il primo ministro ha persino accennato alla possibilità che gli inglesi debbano rivedere le proprie destinazioni, qualora la crisi nello Stretto di Hormuz non si risolva rapidamente. Il costo del carburante per aerei è infatti raddoppiato dallo scoppio del conflitto, e le compagnie di tutto il mondo stanno già applicando sovrapprezzi e riducendo le frequenze.
L’Italia, hub tradizionale del turismo mediterraneo, non è immune. Le rotte verso il Medio Oriente e l’Asia subiscono già ritardi e cancellazioni, mentre i vettori europei valutano aumenti tariffari che potrebbero scoraggiare i flussi verso mete come la Grecia o la Sicilia. Gli analisti di Francoforte sottolineano che, se lo Stretto dovesse rimanere chiuso per settimane, l’intera filiera del trasporto aereo – dalle compagnie low cost ai cargo – sarebbe costretta a ristrutturarsi, con un impatto diretto sui prezzi dei biglietti e sulla connettività globale.
Lo scenario che si delinea è quello di un’estate di sacrifici per i passeggeri, ma anche di una possibile svolta strutturale. La guerra in Iran ha già dimostrato quanto il sistema dell’aviazione civile sia fragile di fronte a shock geopolitici concentrati in un punto nevralgico come il Golfo Persico. In assenza di una de-escalation, il settore potrebbe dover ridefinire le proprie rotte e i propri modelli di business, con conseguenze che andranno ben oltre la stagione delle vacanze.
Allarga lo sguardo
Washington annuncia un’intesa su Hormuz “in poche ore”, ma Teheran nega trattative dirette
6 lingue · 52 testate
Da Economy & MarketsI giganti del petrolio incassano utili record sulla guerra in Iran, Trump accusa le major americane
2 lingue · 21 testate
Da TechnologyGli Emirati Arabi Uniti adottano Aani e Jaywan per i pagamenti federali
1 lingua · 8 testate