Accedi
Edizione delle 20:00 CETdomenica 2 agosto 2026
320 testate · 17 lingue168 briefing oggi
giovedì 7 maggio 2026

La minaccia di Aguirre mette in scacco il calcio messicano a un mese dal Mondiale

Ultimatum del ct ai giocatori: chi non si presenta entro le 20 al ritiro salta la Coppa del Mondo. Club in rivolta, ma tutti obbediscono.

A meno di cinque settimane dal fischio d’inizio del Mondiale 2026, il calcio messicano si è ritrovato sull’orlo di una crisi istituzionale. Il commissario tecnico Javier Aguirre ha imposto un ultimatum senza precedenti: ogni calciatore convocato dalla Liga MX che non si fosse presentato entro le 20 di mercoledì al Centro di Alto Rendimento di Città del Messico sarebbe stato escluso dalla rosa per la Coppa del Mondo. Una mossa draconiana, resa necessaria da un braccio di ferro che ha contrapposto la Federazione messicana ai club, gelosi dei propri interessi nei playoff di campionato e nella Concacaf Champions Cup.

Il detonatore è stata la decisione, apparentemente presa dai vertici federali più che dal tecnico, di concedere a Jesús Gallardo e Alexis Vega del Toluca il permesso di saltare il raduno per disputare la semifinale di ritorno contro il LAFC. Un’eccezione che ha subito acceso la protesta di Amaury Vergara, proprietario del Chivas, il quale ha ordinato ai suoi cinque convocati di presentarsi agli allenamenti del club, accusando la Federazione di aver violato un accordo che imponeva a tutti i selezionati di iniziare il ritiro contemporaneamente. Nelle ore successive la tensione è cresciuta, con dichiarazioni ambigue del tecnico del Toluca, Antonio Mohamed, e interventi duri di opinionisti come Javier Alarcón, che ha parlato di “più serietà in un asilo che nei dirigenti del calcio messicano”.

Tuttavia, il muro contro muro si è risolto quando Vergara ha fatto marcia indietro dopo la conferenza di Aguirre, consentendo ai suoi giocatori di raggiungere il CAR in tempo. Anche Gallardo e Vega, dopo aver brevemente accarezzato l’idea di giocare, hanno scelto di lasciare Toluca e unirsi alla selezione. La crisi, pur rientrata, ha messo in luce la fragilità dei rapporti tra federazione e club in un paese che si appresta a ospitare il Mondiale insieme a Stati Uniti e Canada.

Secondo gli analisti sportivi messicani, l’episodio rivela l’assenza di una governance capace di mediare interessi divergenti, mentre il “Tuca” Ferretti ha ironizzato sulla qualità della preparazione, sostenendo che molti dei convocati finiranno in panchina. Per l’Italia e l’Europa, la vicenda offre uno spunto di riflessione: il conflitto tra club e nazionali è una costante globale, ma in Messico, a un mese da un evento che dovrebbe unire il paese, la partita più difficile sembra giocarsi fuori dal campo. La prossima sfida di Aguirre sarà tenere unito un gruppo già segnato dalle schermaglie dirigenziali.

Ultim'ora
Trump annuncia colloqui con l’Iran su Ormuz e nucleare, attacco sospeso in extremis·Sorteggi CAF: giovedì al Cairo il via alla nuova stagione africana·Terremoto di Kumamoto: 38 morti, due decessi ancora sotto inchiesta·Bikini, parole e silenzi: le celebrità riprendono la scena sui social·Marte, il rover Curiosity scopre un 'mare di poligoni' che suggerisce antichi cicli umido-secco·Maduro dalla prigione saluta il dialogo tra governo e opposizione venezuelana·Agosto 2026: le Perseidi sotto un cielo senza Luna e un’eclissi lunare parziale·Israele esprime serie riserve sull’accordo di disarmo di Hamas, mentre emergono segnali contraddittori·Trump annuncia colloqui con l’Iran su Ormuz e nucleare, attacco sospeso in extremis·Sorteggi CAF: giovedì al Cairo il via alla nuova stagione africana·Terremoto di Kumamoto: 38 morti, due decessi ancora sotto inchiesta·Bikini, parole e silenzi: le celebrità riprendono la scena sui social·Marte, il rover Curiosity scopre un 'mare di poligoni' che suggerisce antichi cicli umido-secco·Maduro dalla prigione saluta il dialogo tra governo e opposizione venezuelana·Agosto 2026: le Perseidi sotto un cielo senza Luna e un’eclissi lunare parziale·Israele esprime serie riserve sull’accordo di disarmo di Hamas, mentre emergono segnali contraddittori·
Agg. 05:412 lingue · 8 testate
8 testate|2 lingue|2 min lettura
giovedì 7 maggio 2026

La minaccia di Aguirre mette in scacco il calcio messicano a un mese dal Mondiale

Ultimatum del ct ai giocatori: chi non si presenta entro le 20 al ritiro salta la Coppa del Mondo. Club in rivolta, ma tutti obbediscono.

A meno di cinque settimane dal fischio d’inizio del Mondiale 2026, il calcio messicano si è ritrovato sull’orlo di una crisi istituzionale. Il commissario tecnico Javier Aguirre ha imposto un ultimatum senza precedenti: ogni calciatore convocato dalla Liga MX che non si fosse presentato entro le 20 di mercoledì al Centro di Alto Rendimento di Città del Messico sarebbe stato escluso dalla rosa per la Coppa del Mondo. Una mossa draconiana, resa necessaria da un braccio di ferro che ha contrapposto la Federazione messicana ai club, gelosi dei propri interessi nei playoff di campionato e nella Concacaf Champions Cup.

Il detonatore è stata la decisione, apparentemente presa dai vertici federali più che dal tecnico, di concedere a Jesús Gallardo e Alexis Vega del Toluca il permesso di saltare il raduno per disputare la semifinale di ritorno contro il LAFC. Un’eccezione che ha subito acceso la protesta di Amaury Vergara, proprietario del Chivas, il quale ha ordinato ai suoi cinque convocati di presentarsi agli allenamenti del club, accusando la Federazione di aver violato un accordo che imponeva a tutti i selezionati di iniziare il ritiro contemporaneamente. Nelle ore successive la tensione è cresciuta, con dichiarazioni ambigue del tecnico del Toluca, Antonio Mohamed, e interventi duri di opinionisti come Javier Alarcón, che ha parlato di “più serietà in un asilo che nei dirigenti del calcio messicano”.

Tuttavia, il muro contro muro si è risolto quando Vergara ha fatto marcia indietro dopo la conferenza di Aguirre, consentendo ai suoi giocatori di raggiungere il CAR in tempo. Anche Gallardo e Vega, dopo aver brevemente accarezzato l’idea di giocare, hanno scelto di lasciare Toluca e unirsi alla selezione. La crisi, pur rientrata, ha messo in luce la fragilità dei rapporti tra federazione e club in un paese che si appresta a ospitare il Mondiale insieme a Stati Uniti e Canada.

Secondo gli analisti sportivi messicani, l’episodio rivela l’assenza di una governance capace di mediare interessi divergenti, mentre il “Tuca” Ferretti ha ironizzato sulla qualità della preparazione, sostenendo che molti dei convocati finiranno in panchina. Per l’Italia e l’Europa, la vicenda offre uno spunto di riflessione: il conflitto tra club e nazionali è una costante globale, ma in Messico, a un mese da un evento che dovrebbe unire il paese, la partita più difficile sembra giocarsi fuori dal campo. La prossima sfida di Aguirre sarà tenere unito un gruppo già segnato dalle schermaglie dirigenziali.

Divergenza delle fonti

— · 8 testate · 2 lingue

0%Bassa

Quanto le fonti raccontano gli stessi fatti in modo diverso.

Questa notizia è apparsa su

8 testate · 2 lingue

Allarga lo sguardo

Da Geopolitics & Politics

Trump sospende l’attacco all’Iran, ma Teheran smentisce di aver chiesto la tregua

3 lingue · 74 testate

Da Economy & Markets

Il Messico rimbalza dell’1,5% nel secondo trimestre, il miglior dato in oltre cinque anni

1 lingua · 18 testate

Da Technology

GIIAS 2026: Chery lancia la Q con prenotazione solo online, 6.000 ordini in poche settimane

1 lingua · 15 testate

Leggi di più