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domenica 26 aprile 2026

La Roma espugna Bologna e riapre la corsa Champions: l’asse Malen-El Aynaoui rilancia i giallorossi

Nel gelo di un Dall’Ara ammutolito, la Roma ha compiuto un passo che potrebbe rivelarsi decisivo nella volata per l’Europa che conta: un 2-0 secco al Bologna, costruito interamente in un primo tempo di dominio tecnico e tattico. Non è stata una vittoria qualunque, perché con questi tre punti la squadra di Claudio Ranieri sale a quota 61, portandosi a soli due passi dalla Juventus quarta e gettando un’ombra concreta sulle ambizioni di Milan e della stessa Vecchia Signora. La Champions League, traguardo che a inizio stagione sembrava una chimera, ora è un orizzonte visibile e misurabile.

A firmare il blitz emiliano sono stati due interpreti che incarnano la nuova anima cosmopolita della Serie A: l’olandese Donyell Malen e il marocchino Neil El Aynaoui, autentici mattatori della serata. Dopo appena sette minuti, un’imbucata geniale di El Aynaoui ha liberato Malen in area, e l’attaccante ha infilato Ravaglia con una freddezza chirurgica. Poco prima dell’intervallo, i ruoli si sono invertiti: cross di Malen e tap-in ravvicinato del centrocampista nordafricano, a suggellare un’intesa che sa di laboratorio ben riuscito.

L’intesa tra i due ha messo a nudo le fragilità di un Bologna apparso irriconoscibile, alla seconda sconfitta consecutiva, fermo a 48 punti e ormai lontano dalla zona europea. L’eco della prestazione ha oltrepassato i confini italiani. A Rabat, l’attenzione per El Aynaoui è cresciuta in modo esponenziale: i media marocchini lo celebrano come il volto nuovo di una generazione che, dopo l’exploit in Qatar, continua a produrre talenti capaci di incidere nei maggiori campionati europei.

Non è un caso che l’asse con Malen venga letto, negli ambienti sportivi nordafricani, come il simbolo di un calcio liquido in cui la tecnica pura può farsi strada ovunque, persino in un torneo storicamente tattico come la Serie A. Anche altrove, la partita ha destato interesse. Le agenzie sudamericane, tradizionalmente attente al calcio italiano, hanno rimarcato come la rimonta romanista aggiunga pepe a un finale di stagione che potrebbe riscrivere le gerarchie del nostro massimo campionato.

Da Buenos Aires a San Paolo, la Serie A resta un osservatorio privilegiato per chi ama le resurrezioni e i colpi di scena, e la scalata giallorossa viene raccontata come una telenovela sportiva pronta a infiammare le ultime giornate. A Bruxelles, intanto, gli analisti del ranking UEFA osservano con una certa soddisfazione il riaccendersi della competizione per il quarto posto in Italia. L’eventuale qualificazione della Roma alla prossima Champions League, in aggiunta alle già solide contendenti, rinforzerebbe il coefficiente nazionale e consoliderebbe la presenza di cinque squadre italiane nella fase a campionato, un assetto che la riforma del torneo continentale ha reso finalmente possibile e che sta ridisegnando gli equilibri finanziari del nostro movimento.

Il futuro immediato della Roma, però, non ammette distrazioni. Il calendario riserva ancora incroci delicati, e la pressione di dover colmare il gap con la Juventus — che nel frattempo potrebbe perdere terreno — trasformerà ogni partita in una finale. Il vero banco di prova sarà la tenuta mentale di un gruppo che ha già dimostrato di saper soffrire ma che ora deve trovare continuità di risultati.

Se Malen ed El Aynaoui manterranno questa chimica, e se la difesa giallorossa continuerà a blindare le notti come quella emiliana, la suggestione Champions potrebbe presto farsi certezza. Per il Bologna, invece, la sconfitta suona come un campanello d’allarme in vista di un finale di stagione che rischia di scivolare nell’anonimato.

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La Roma espugna Bologna e riapre la corsa Champions: l’asse Malen-El Aynaoui rilancia i giallorossi

Nel gelo di un Dall’Ara ammutolito, la Roma ha compiuto un passo che potrebbe rivelarsi decisivo nella volata per l’Europa che conta: un 2-0 secco al Bologna, costruito interamente in un primo tempo di dominio tecnico e tattico. Non è stata una vittoria qualunque, perché con questi tre punti la squadra di Claudio Ranieri sale a quota 61, portandosi a soli due passi dalla Juventus quarta e gettando un’ombra concreta sulle ambizioni di Milan e della stessa Vecchia Signora. La Champions League, traguardo che a inizio stagione sembrava una chimera, ora è un orizzonte visibile e misurabile.

A firmare il blitz emiliano sono stati due interpreti che incarnano la nuova anima cosmopolita della Serie A: l’olandese Donyell Malen e il marocchino Neil El Aynaoui, autentici mattatori della serata. Dopo appena sette minuti, un’imbucata geniale di El Aynaoui ha liberato Malen in area, e l’attaccante ha infilato Ravaglia con una freddezza chirurgica. Poco prima dell’intervallo, i ruoli si sono invertiti: cross di Malen e tap-in ravvicinato del centrocampista nordafricano, a suggellare un’intesa che sa di laboratorio ben riuscito.

L’intesa tra i due ha messo a nudo le fragilità di un Bologna apparso irriconoscibile, alla seconda sconfitta consecutiva, fermo a 48 punti e ormai lontano dalla zona europea. L’eco della prestazione ha oltrepassato i confini italiani. A Rabat, l’attenzione per El Aynaoui è cresciuta in modo esponenziale: i media marocchini lo celebrano come il volto nuovo di una generazione che, dopo l’exploit in Qatar, continua a produrre talenti capaci di incidere nei maggiori campionati europei.

Non è un caso che l’asse con Malen venga letto, negli ambienti sportivi nordafricani, come il simbolo di un calcio liquido in cui la tecnica pura può farsi strada ovunque, persino in un torneo storicamente tattico come la Serie A. Anche altrove, la partita ha destato interesse. Le agenzie sudamericane, tradizionalmente attente al calcio italiano, hanno rimarcato come la rimonta romanista aggiunga pepe a un finale di stagione che potrebbe riscrivere le gerarchie del nostro massimo campionato.

Da Buenos Aires a San Paolo, la Serie A resta un osservatorio privilegiato per chi ama le resurrezioni e i colpi di scena, e la scalata giallorossa viene raccontata come una telenovela sportiva pronta a infiammare le ultime giornate. A Bruxelles, intanto, gli analisti del ranking UEFA osservano con una certa soddisfazione il riaccendersi della competizione per il quarto posto in Italia. L’eventuale qualificazione della Roma alla prossima Champions League, in aggiunta alle già solide contendenti, rinforzerebbe il coefficiente nazionale e consoliderebbe la presenza di cinque squadre italiane nella fase a campionato, un assetto che la riforma del torneo continentale ha reso finalmente possibile e che sta ridisegnando gli equilibri finanziari del nostro movimento.

Il futuro immediato della Roma, però, non ammette distrazioni. Il calendario riserva ancora incroci delicati, e la pressione di dover colmare il gap con la Juventus — che nel frattempo potrebbe perdere terreno — trasformerà ogni partita in una finale. Il vero banco di prova sarà la tenuta mentale di un gruppo che ha già dimostrato di saper soffrire ma che ora deve trovare continuità di risultati.

Se Malen ed El Aynaoui manterranno questa chimica, e se la difesa giallorossa continuerà a blindare le notti come quella emiliana, la suggestione Champions potrebbe presto farsi certezza. Per il Bologna, invece, la sconfitta suona come un campanello d’allarme in vista di un finale di stagione che rischia di scivolare nell’anonimato.

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