
Leone XIV accusa: il riarmo europeo è un tradimento della diplomazia. L’ira di Trump e l’ombra dell’Iran
Il pontefice denuncia l’aumento record delle spese militari in Europa: «Non chiamiamola difesa, è un riarmo che arricchisce le élite e tradisce la fiducia nella diplomazia».
Il discorso tenuto ieri nell’aula magna della Sapienza da papa Leone XIV ha squarciato il velo retorico su cui si regge la nuova corsa agli armamenti del Vecchio continente. Con parole nette, il pontefice ha definito il balzo record delle spese militari europee – il più alto dalla fine della Guerra Fredda – un atto di «tradimento» nei confronti della diplomazia. «Non chiamiamo “difesa” un riarmo che aumenta le tensioni e l’insicurezza, impoverisce gli investimenti in istruzione e sanità, tradisce la fiducia nella diplomazia e arricchisce élite che non si curano del bene comune», ha scandito davanti a una platea di studenti, evocando un mondo «mutilato dalle guerre».
Il contesto è noto: il massiccio incremento degli stanziamenti bellici – che secondo i dati dello Stockholm International Peace Research Institute ha superato i 400 miliardi di euro l’anno scorso – è stato imposto dall’amministrazione Trump, che da settimane preme sugli alleati europei perché raggiungano il fatidico 2% del Pil. Leone XIV, già nel mirino della Casa Bianca per le sue critiche alla guerra contro l’Iran, ha scelto il palcoscenico universitario per sottolineare il paradosso: si tagliano fondi a sanità e istruzione mentre si alimenta un circolo vizioso di insicurezza. Da Washington la reazione è stata fredda, con fonti diplomatiche che hanno bollato le parole del Papa come «incomprensione delle priorità strategiche». Ma nell’ottica di Bruxelles la voce del Vaticano arriva in un momento di profonda incertezza: mentre la Commissione europea prepara un nuovo fondo comune per la difesa, cresce il malumore tra gli Stati membri – Italia in prima linea – che temono di sacrificare la tradizione diplomatica sull’altare di un riarmo dettato da oltre Atlantico.
E mentre il dibattito si infiamma, il pontefice ha voluto alzare lo sguardo oltre la contingenza geopolitica, lanciando un monito sull’uso dell’intelligenza artificiale nei conflitti. «Dobbiamo vigilare che le nuove tecnologie non privino gli esseri umani della capacità di scegliere la pace», ha aggiunto, anticipando temi che la Santa Sede porterà al prossimo G7. L’asse Roma-Teheran, già incrinato dalle sanzioni, osserva con attenzione: per la Repubblica islamica, le parole di Leone XIV rappresentano una sponda preziosa dopo le condanne per i suoi programmi missilistici. Ma per l’Europa l’interrogativo resta aperto: come conciliare la pressione americana, la sicurezza collettiva e un modello di sviluppo che non sacrifichi le generazioni future sull’altare di un riarmo senza fine? La risposta, forse, è ancora tutta da scrivere.
| Stampa latinoamericana | −0.80 | critical |
|---|---|---|
| Stampa russa e CSI | −0.60 | critical |
| Stampa atlantica / anglosfera | 0.00 | neutral |
Il pontefice accusa l'Europa di aver tradito la diplomazia con un riarmo massiccio, spinto dalle pressioni di Washington. La sua denuncia sottolinea come gli aumenti spropositati delle spese militari sottraggano risorse a istruzione e sanità, mentre il mondo viene 'mutilato dalle guerre'. La stampa latinoamericana enfatizza il forte contrasto tra la retorica della difesa e la realtà di un riarmo che alimenta tensioni e arricchisce le élite.
La stampa russa riporta le critiche del papa all'aumento 'colossale' delle spese militari europee, sottolineando come ciò minacci la fiducia nella diplomazia. Viene evidenziato il paradosso di chiamare 'difesa' un riarmo che accresce l'instabilità e impoverisce i settori sociali. La narrazione trasmette un senso di compiacimento per le divisioni interne all'Occidente, confermando lo scetticismo russo verso le politiche di sicurezza europee.
L'agenzia riporta in modo neutrale la dura condanna del papa contro l'aumento delle spese militari europee, il più alto dalla fine della Guerra Fredda, avvenuto sotto la pressione di Trump. Viene citata la frase del pontefice secondo cui il mondo è 'mutilato dalle guerre', ma senza aggiungere commenti di parte. Il resoconto si concentra sui fatti e sul contesto politico, inclusi i precedenti attriti tra il papa e la Casa Bianca.
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