
Luca Parmitano pilota di Artemis III: la Luna resta un miraggio, ma l'Italia vola in orbita
La Nasa ha svelato i nomi dell'equipaggio di Artemis III, la missione che nel 2027 dovrebbe segnare un passo cruciale verso il ritorno dell'uomo sulla Luna. Tra i quattro astronauti spicca l'italiano Luca Parmitano, primo europeo a ricoprire il ruolo di pilota in un programma lunare statunitense. Tuttavia, la retorica trionfalistica che accompagna l'annuncio stride con la realtà: l'allunaggio, inizialmente previsto per questa missione, è stato rinviato al 2028. Artemis III si svolgerà interamente in orbita terrestre bassa, dove la capsula Orion testerà le manovre di attracco con i prototipi di lander lunari sviluppati da SpaceX e Blue Origin. Un volo di prova complesso, come sottolineano gli analisti di Houston, ma che allontana ulteriormente la prospettiva di vedere impronte umane sulla polvere lunare.
La scelta di Parmitano non è solo un riconoscimento alle competenze dell'Agenzia Spaziale Europea, ma anche un segnale politico. In un contesto di competizione serrata con Pechino, che punta a portare i propri taikonauti sul suolo lunare entro il 2030, Washington cerca alleati solidi. Per l'Italia, la presenza di un proprio astronauta in una missione chiave rappresenta un'occasione per rafforzare il ruolo nel settore spaziale, come sottolineano fonti di Roma. Tuttavia, l'entusiasmo per il ritorno sulla Luna si scontra con le difficoltà tecniche: il recente esplosione del razzo New Glenn di Blue Origin durante i test ha sollevato dubbi sulla tempistica, mentre la Nasa insiste sulla necessità di ridurre i rischi prima di autorizzare un allunaggio.
Intanto, la moda italiana conquista lo spazio: Prada ha collaborato con Axiom Space per realizzare il sistema di raffreddamento e ventilazione delle nuove tute spaziali, un capo hi-tech che sarà indossato dagli astronauti durante le attività extraveicolari. Un connubio tra stile e funzionalità che, secondo gli osservatori di Milano, proietta il made in Italy in una nuova frontiera. Ma al di là delle collaborazioni commerciali, il programma Artemis resta un'impresa titanica, segnata da slittamenti e compromessi. La missione del 2027 sarà un banco di prova decisivo: se riuscirà a dimostrare l'affidabilità dei sistemi di attracco, si potrà finalmente guardare al 2028 con fiducia. In caso contrario, il sogno di rivedere un uomo sulla Luna potrebbe allontanarsi ancora, lasciando spazio a nuove favole, come quella della volpe e dell'uva.
| Stampa atlantica / anglosfera | +0.30 | aligned |
|---|---|---|
| Stampa europea continentale | +0.70 | aligned |
| Stampa russa e CSI | −0.50 | critical |
La missione Artemis III sarà un volo di prova senza allunaggio, ma vedrà per la prima volta un astronauta europeo al comando. Questo dimostra la solidità della collaborazione transatlantica, anche se alcuni analisti sottolineano che il ritardo del vero allunaggio riflette le attuali sfide tecniche.
Con Artemis III, l'Europa conquista per la prima volta il posto di comando in una missione lunare, seppur senza allunaggio. Un traguardo che conferma il ruolo crescente dell'ESA nei programmi spaziali internazionali e apre la strada a future missioni con equipaggio europeo sulla Luna.
Artemis III sarà solo un volo orbitale senza toccare la superficie lunare, ma gli europei già lo presentano come un successo. Mosca ricorda che la Russia ha una lunga storia di comando di missioni spaziali, mentre ora rimane esclusa da questi nuovi programmi occidentali.
Allarga lo sguardo
Trump annuncia un accordo per il disarmo di Hamas, ma Israele resta scettico
4 lingue · 103 testate
Da Economy & MarketsIl Messico rimbalza dell’1,5% nel secondo trimestre, il miglior dato in oltre cinque anni
1 lingua · 18 testate
Da Science & HealthOltre il ronroneo: cosa rivela la scienza sul benessere e l'affetto dei gatti domestici
2 lingue · 23 testate