Accedi
Edizione delle 06:00 CETmercoledì 5 agosto 2026
320 testate · 17 lingue577 briefing oggi
Economia e Mercatigiovedì 4 giugno 2026

Meliá abbandona Cuba, il turismo isolano in agonia: l’assedio americano spinge le imprese europee al ritiro

Meliá cessa le attività a Cuba, seguita da Iberostar e Royalton. L’ordine esecutivo 14404 di Trump costringe le imprese europee a scegliere tra sanzioni e relazioni con l’Avana, mentre l’isola sprofonda nella crisi energetica e turistica.

Il gruppo spagnolo Meliá Hotels International ha annunciato l’immediata cessazione della gestione e della commercializzazione di quindici alberghi a Cuba, una decisione che scuote il già fragile settore turistico dell’isola, in caduta libera dal 2018. La mossa non è isolata: negli stessi giorni, anche la connazionale Iberostar ha ridotto le operazioni su dodici strutture, mentre la canadese Blue Diamond e Royalton hanno chiuso le filiali cubane. Tra gli operatori del trasporto aereo, Iberia ha cancellato diverse rotte, segnalando un disimpegno che si allarga rapidamente.

Dietro il ritiro si staglia la pressione crescente dell’amministrazione Trump, decisa a soffocare l’economia castrista. L’ordine esecutivo 14404, entrato in vigore all’inizio del 2025, autorizza Washington a congelare i beni negli Stati Uniti delle imprese che intrattengono rapporti con Gaesa, il conglomerato militare-economico sanzionato. La scadenza fissata al 5 giugno per recidere i legami con entità collegate all’apparato repressivo cubano ha innescato una fuga accelerata. Meliá, presente sull’isola dal 1990 e già ridimensionata a 34 alberghi, aveva preavvertito i proprietari il 26 maggio, concludendo la conferma proprio oggi, mentre Raúl Castro compiva 95 anni in un clima di cupo simbolismo.

La cornice economica aggrava la decisione: Cuba vive una crisi energetica paralizzante e un crollo verticale degli arrivi turistici, passati da oltre 4 milioni nel 2018 a poco più di un milione nel 2024. Le infrastrutture fatiscenti e l’iperdipendenza dalle importazioni di petrolio venezuelano e russo, ora ostacolate dal blocco americano, rendono l’isola una destinazione sempre meno appetibile per gli investitori.

Secondo analisti di Bruxelles, il progressivo sgombero delle imprese iberiche – che per decenni hanno rappresentato il principale ponte economico tra l’Europa e Cuba – rischia di aprire nuovi fronti di tensione transatlantici. L’extraterritorialità delle sanzioni statunitensi mette in discussione la sovranità commerciale dell’Unione e lascia le aziende europee esposte a un ricatto giuridico: restare a Cuba significa rischiare l’accesso al mercato americano, andarsene equivale ad abbandonare relazioni costruite in un quarto di secolo.

La diaspora aziendale potrebbe segnare l’inizio di una fase di isolamento ancora più profondo per l’Avana, già priva di appoggi politici solidi oltre a Cina e Russia. L’unico settore che reggeva l’economia – il turismo – si sta sgretolando sotto il peso combinato delle sanzioni e dell’inefficienza statale. Nei corridoi di Madrid, si valuta con preoccupazione la possibilità di una completa ritirata, mentre gli attori meno strutturati – catene mediorientali o russe – potrebbero tentare di riempire il vuoto, con profili di rischio e standard molto diversi.

Divergenza — chi la racconta come
50%Media
3 blocchi · posizioni da −0.50 a +0.70
CriticoFavorevole
LATEURATL
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa latinoamericana−0.30critical
Stampa europea continentale−0.50critical
Stampa atlantica / anglosfera+0.70aligned
Stampa latinoamericana−0.30

Le sanzioni americane stanno spingendo le catene alberghiere fuori da Cuba. L'avvicinarsi della scadenza per troncare i legami con il conglomerato militare Gaesa provoca un esodo senza precedenti. Le società non vedono alternative all'abbandono per evitare ritorsioni legali da Washington.

PragmatismoDistacco
Stampa europea continentale−0.50

La morsa di Washington infligge un duro colpo al turismo cubano, già allo stremo per la crisi energetica. Meliá chiude subito 15 hotel e Iberostar segue a ruota, soffocando l'economia dell'isola. Le sanzioni colpiscono gli operatori europei senza minare realmente il potere del governo dell'Avana.

AllarmeScetticismo
Stampa atlantica / anglosfera+0.70

L'offensiva di Trump contro il complesso militare-economico cubano produce risultati concreti. Le catene alberghiere in fuga dimostrano che le sanzioni stanno strangolando il regime. È una vittoria della linea dura che isola Cuba e taglia i fondi ai militari.

TrionfoSchadenfreude
Ultim'ora
Influencer messicano assassinato in diretta streaming a Culiacán·Messico, gli omicidi scendono ai minimi dal 2016 ma l’estorsione strangola il piccolo commercio·Forte scossa al largo di Mindanao, panico tra la folla ma nessun danno immediato·Quasi esaurite le scorte statunitensi di missili a lungo raggio nel conflitto con l’Iran·La sanità svedese tra code chilometriche e disparità di genere·Il deficit commerciale USA scende a giugno, ma si allarga con Asia e Messico·La voce su Idzes al PSG, i timori dei tifosi e la realtà del mercato: il Sassuolo punta sul suo capitano·Morte in allenamento, il club accusa il giocatore di negligenza·Influencer messicano assassinato in diretta streaming a Culiacán·Messico, gli omicidi scendono ai minimi dal 2016 ma l’estorsione strangola il piccolo commercio·Forte scossa al largo di Mindanao, panico tra la folla ma nessun danno immediato·Quasi esaurite le scorte statunitensi di missili a lungo raggio nel conflitto con l’Iran·La sanità svedese tra code chilometriche e disparità di genere·Il deficit commerciale USA scende a giugno, ma si allarga con Asia e Messico·La voce su Idzes al PSG, i timori dei tifosi e la realtà del mercato: il Sassuolo punta sul suo capitano·Morte in allenamento, il club accusa il giocatore di negligenza·
Agg. 05:043 lingue · 7 testate
7 testate|3 lingue|3 min lettura
giovedì 4 giugno 2026

Meliá abbandona Cuba, il turismo isolano in agonia: l’assedio americano spinge le imprese europee al ritiro

Meliá cessa le attività a Cuba, seguita da Iberostar e Royalton. L’ordine esecutivo 14404 di Trump costringe le imprese europee a scegliere tra sanzioni e relazioni con l’Avana, mentre l’isola sprofonda nella crisi energetica e turistica.

Il gruppo spagnolo Meliá Hotels International ha annunciato l’immediata cessazione della gestione e della commercializzazione di quindici alberghi a Cuba, una decisione che scuote il già fragile settore turistico dell’isola, in caduta libera dal 2018. La mossa non è isolata: negli stessi giorni, anche la connazionale Iberostar ha ridotto le operazioni su dodici strutture, mentre la canadese Blue Diamond e Royalton hanno chiuso le filiali cubane. Tra gli operatori del trasporto aereo, Iberia ha cancellato diverse rotte, segnalando un disimpegno che si allarga rapidamente.

Dietro il ritiro si staglia la pressione crescente dell’amministrazione Trump, decisa a soffocare l’economia castrista. L’ordine esecutivo 14404, entrato in vigore all’inizio del 2025, autorizza Washington a congelare i beni negli Stati Uniti delle imprese che intrattengono rapporti con Gaesa, il conglomerato militare-economico sanzionato. La scadenza fissata al 5 giugno per recidere i legami con entità collegate all’apparato repressivo cubano ha innescato una fuga accelerata. Meliá, presente sull’isola dal 1990 e già ridimensionata a 34 alberghi, aveva preavvertito i proprietari il 26 maggio, concludendo la conferma proprio oggi, mentre Raúl Castro compiva 95 anni in un clima di cupo simbolismo.

La cornice economica aggrava la decisione: Cuba vive una crisi energetica paralizzante e un crollo verticale degli arrivi turistici, passati da oltre 4 milioni nel 2018 a poco più di un milione nel 2024. Le infrastrutture fatiscenti e l’iperdipendenza dalle importazioni di petrolio venezuelano e russo, ora ostacolate dal blocco americano, rendono l’isola una destinazione sempre meno appetibile per gli investitori.

Secondo analisti di Bruxelles, il progressivo sgombero delle imprese iberiche – che per decenni hanno rappresentato il principale ponte economico tra l’Europa e Cuba – rischia di aprire nuovi fronti di tensione transatlantici. L’extraterritorialità delle sanzioni statunitensi mette in discussione la sovranità commerciale dell’Unione e lascia le aziende europee esposte a un ricatto giuridico: restare a Cuba significa rischiare l’accesso al mercato americano, andarsene equivale ad abbandonare relazioni costruite in un quarto di secolo.

La diaspora aziendale potrebbe segnare l’inizio di una fase di isolamento ancora più profondo per l’Avana, già priva di appoggi politici solidi oltre a Cina e Russia. L’unico settore che reggeva l’economia – il turismo – si sta sgretolando sotto il peso combinato delle sanzioni e dell’inefficienza statale. Nei corridoi di Madrid, si valuta con preoccupazione la possibilità di una completa ritirata, mentre gli attori meno strutturati – catene mediorientali o russe – potrebbero tentare di riempire il vuoto, con profili di rischio e standard molto diversi.

Divergenza — chi la racconta come
50%Media
3 blocchi · posizioni da −0.50 a +0.70
CriticoFavorevole
LATEURATL
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa latinoamericana−0.30critical
Stampa europea continentale−0.50critical
Stampa atlantica / anglosfera+0.70aligned
Stampa latinoamericana−0.30

Le sanzioni americane stanno spingendo le catene alberghiere fuori da Cuba. L'avvicinarsi della scadenza per troncare i legami con il conglomerato militare Gaesa provoca un esodo senza precedenti. Le società non vedono alternative all'abbandono per evitare ritorsioni legali da Washington.

PragmatismoDistacco
Stampa europea continentale−0.50

La morsa di Washington infligge un duro colpo al turismo cubano, già allo stremo per la crisi energetica. Meliá chiude subito 15 hotel e Iberostar segue a ruota, soffocando l'economia dell'isola. Le sanzioni colpiscono gli operatori europei senza minare realmente il potere del governo dell'Avana.

AllarmeScetticismo
Stampa atlantica / anglosfera+0.70

L'offensiva di Trump contro il complesso militare-economico cubano produce risultati concreti. Le catene alberghiere in fuga dimostrano che le sanzioni stanno strangolando il regime. È una vittoria della linea dura che isola Cuba e taglia i fondi ai militari.

TrionfoSchadenfreude

Questa notizia è apparsa su

7 testate · 3 lingue

Allarga lo sguardo

Da Geopolitics & Politics

Washington annuncia un’intesa su Hormuz “in poche ore”, ma Teheran nega trattative dirette

6 lingue · 52 testate

Da Technology

Gli Emirati Arabi Uniti adottano Aani e Jaywan per i pagamenti federali

1 lingua · 8 testate

Da Science & Health

Finestra alimentare di 8-9 ore: benefici cognitivi in donne in sovrappeso, ma lo studio è preliminare

4 lingue · 10 testate

Leggi di più