
Capo Verde firma l'impresa: Uruguay sconfitto 1-0, Bielsa a un passo dal baratro
Un calcio di punizione di Kevin Pina regala agli esordienti africani la prima storica vittoria in un Mondiale, complicando il cammino della Celeste nel Gruppo H.
Un lampo di Kevin Pina al ventesimo minuto ha deciso la sfida dell’Hard Rock Stadium di Miami, consegnando a Capo Verde la prima vittoria della sua storia in una fase finale dei Mondiali. L’1-0 inflitto all’Uruguay costringe i sudamericani a un complicatissimo scenario per la qualificazione e lancia i ‘Tubarões Azuis’ verso un traguardo insperato. La punizione telecomandata dal ventiduenne centrocampista, scoccata dai venti metri, si è insinuata tra gli uomini della barriera e ha sorpreso un incolpevole Fernando Muslera, regalando agli africani una gioia inattesa.
I ragazzi di Pedro Leitão Brito, detto Bubista, hanno ripetuto la ricetta che già aveva messo in difficoltà la Spagna campione d’Europa all’esordio: una difesa compatta, un baricentro bassissimo e la capacità di esaltarsi negli uno contro uno. Il portiere quarantenne Vozinha, già eroe nel pareggio a reti bianche contro gli iberici, ha diretto la retroguardia con autorità e ha compiuto almeno due interventi decisivi su Agustín Canobbio e Federico Valverde, confermando la solidità di un collettivo che non ha mai smesso di crederci. Dall’altro lato, la squadra di Marcelo Bielsa ha prodotto una mole di gioco sterile, insistendo sugli esterni ma senza trovare varchi nella selva di gambe avversaria.
La tensione in casa uruguaiana sale alle stelle dopo un secondo pareggio complessivo nel torneo. Il punto raccolto contro l’Arabia Saudita era già stato vissuto come una mezza sconfitta, ma questo ko complica in modo radicale il percorso verso gli ottavi di finale. Con la Spagna saldamente in testa al Gruppo H a quota 4 punti (e una differenza reti di +4 dopo il 4-0 inflitto agli arabi), Capo Verde aggancia gli iberici a quota 4, mentre la Celeste resta ferma a 1. Nell’ultimo turno, l’Uruguay dovrà battere la Spagna e sperare in un passo falso di Capo Verde contro l’Arabia Saudita, oltre a dover guardare con attenzione alla differenza reti. Un’eventuale eliminazione alla fase a gironi rappresenterebbe un trauma per una nazionale due volte campione del mondo e che, sulla carta, puntava a ben altri traguardi.
Per Capo Verde, già il solo approdo a Stati Uniti 2026 rappresentava un trionfo: ora la favola si arricchisce di un capitolo che profuma di qualificazione. Il 26 giugno, contro i sauditi, Bibe e compagni avranno la possibilità di confermarsi e magari di scrivere la pagina più gloriosa del calcio dell’arcipelago. Per l’Uruguay, invece, comincia un vero e proprio spareggio anticipato contro la Spagna: servirà un’impresa per evitare la resa dei conti con un fallimento che avrebbe il sapore amaro di una generazione sprecata.
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