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Sportvenerdì 12 giugno 2026

Poltrone vuote e tifosi in piedi: la Fifa difende i numeri, ma i biglietti cari svuotano gli stadi

Dopo le immagini degli spalti semideserti a Guadalajara, l’organizzazione mondiale del calcio parla di pubblico ammassato nei corridoi, mentre le inchieste negli Stati Uniti mettono sotto accusa i prezzi fino a 2.735 dollari.

La seconda partita del gruppo A tra Corea del Sud e Repubblica Ceca, trasmessa in mondovisione, ha rivelato un contrasto stridente: migliaia di seggiolini rossi scoperti in settori chiave, nonostante la Fifa comunicasse un’affluenza ufficiale di 44.985 spettatori su una capienza di 45.664 posti. L’immagine è diventata subito virale. La risposta del massimo organismo calcistico è stata immediata: non di assenti si trattava, ma di tifosi che, muniti di regolare biglietto, avevano preferito assieparsi in piedi nei corridoi e nelle aree di ristoro piuttosto che occupare i posti assegnati.

La giustificazione, inedita per un torneo che si vanta di un “interesse senza precedenti”, ha riacceso un dibattito che covava da mesi. Prima dell’inizio del torneo, solo 29 dei 104 incontri avevano registrato il tutto esaurito. E non è un caso isolato. All’esordio degli Stati Uniti contro il Paraguay a Los Angeles, come pure al debutto del Canada contro la Bosnia-Erzegovina a Toronto, le telecamere hanno inquadrato ampie chiazze di seggiolini vuoti, malgrado i dati ufficiali parlassero di stadio pieno. Il denominatore comune, denunciano i tifosi, è la politica tariffaria aggressiva della Fifa, che per alcune partite ha toccato i 2.735 dollari a biglietto, un record assoluto per la fase a gironi.

Le reazioni internazionali disegnano una geografia del malcontento. In Messico, paese di profonda cultura calcistica, il confronto con il tutto esaurito dell’Azteca per la partita inaugurale contro il Sudafrica (oltre 80mila spettatori) ha reso ancora più evidente lo scarto. Dagli osservatori europei, abituati a una tradizione di biglietti popolari, il timore è che il modello commerciale della Fifa stia trasformando il Mondiale in un evento elitario, tagliando fuori le curve popolari e la coreografia di bandiere che da sempre lo caratterizza. Non sono mancate le voci critiche dei media asiatici, con alcuni tifosi sudcoreani che hanno raccontato di aver rinunciato alla trasferta proprio a causa dei costi proibitivi.

La tensione si è già spostata sul piano legale: alcune procure generali statunitensi hanno notificato mandati di comparizione alla Fifa, ipotizzando pratiche di “gonfiamento artificioso dei prezzi” e “comunicazioni ingannevoli ai tifosi”. L’accusa è che il sistema di prezzi variabili, simile a quello ormai in uso per i concerti, gonfi i biglietti in modo opaco. Se l’inchiesta dovesse rivelare irregolarità, il rischio per il calcio mondiale non sarebbe soltanto di immagine: metterebbe in discussione l’equità dell’accesso allo sport più popolare del pianeta proprio nel momento in cui il formato a 48 squadre prometteva una maggiore inclusione. Che a vincere, alla fine, siano i vuoti in tribuna, è l’ironia amara di un Mondiale che per ora vende cifre ma svuota l’anima.

Divergenza — chi la racconta come
15%Bassa
4 blocchi · posizioni da −0.80 a −0.40
CriticoFavorevole
ATLLATSEAGLF
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa atlantica / anglosfera−0.80critical
Stampa latinoamericana−0.70critical
Stampa sud-est asiatica−0.60critical
Stampa del Golfo arabo−0.40critical
Stampa atlantica / anglosfera−0.80

La FIFA è sotto pesante accusa per aver difeso il dato di presenze quasi al completo quando le immagini televisive mostravano migliaia di posti vuoti. I tifosi non credono ai numeri ufficiali e la polemica si è trasformata in una crisi di credibilità per l'organismo. La difesa appare sorda e non fa che alimentare lo scetticismo su prezzi e accesso.

IndignazioneScetticismoUrgenza
Stampa latinoamericana−0.70

Le gradinate vuote a Guadalajara erano innegabili, eppure la FIFA ha offerto una scusa assurda, sostenendo che i tifosi guardassero dai corridoi. Il vero scandalo è il prezzo esorbitante dei biglietti che ha escluso i tifosi comuni, scatenando una furia diffusa. La versione ufficiale è percepita come una presa in giro delle prove visibili a milioni.

IndignazioneIroniaScetticismo
Stampa sud-est asiatica−0.60

I posti vuoti in diverse partite del Mondiale, dalla gara inaugurale all'esordio del Canada, hanno messo sotto accusa la politica dei prezzi della FIFA. La FIFA incolpa i tifosi che sostano nei corridoi, ma il costo stratosferico dei biglietti – migliaia di dollari – è visto come la vera ragione dell'assenza. La polemica non si placa e continua a gettare ombre sul torneo.

ScetticismoIndignazione
Stampa del Golfo arabo−0.40

Migliaia di posti vuoti al Mondiale hanno acceso un mistero: dove sono finiti i tifosi? La FIFA insiste che lo stadio era quasi pieno e spiega i vuoti dicendo che i tifosi preferivano stare in piedi nei corridoi. L'enorme divario tra i numeri ufficiali e ciò che milioni di persone hanno visto in tv ha alimentato un'ondata di scetticismo.

UrgenzaScetticismo
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venerdì 12 giugno 2026

Poltrone vuote e tifosi in piedi: la Fifa difende i numeri, ma i biglietti cari svuotano gli stadi

Dopo le immagini degli spalti semideserti a Guadalajara, l’organizzazione mondiale del calcio parla di pubblico ammassato nei corridoi, mentre le inchieste negli Stati Uniti mettono sotto accusa i prezzi fino a 2.735 dollari.

La seconda partita del gruppo A tra Corea del Sud e Repubblica Ceca, trasmessa in mondovisione, ha rivelato un contrasto stridente: migliaia di seggiolini rossi scoperti in settori chiave, nonostante la Fifa comunicasse un’affluenza ufficiale di 44.985 spettatori su una capienza di 45.664 posti. L’immagine è diventata subito virale. La risposta del massimo organismo calcistico è stata immediata: non di assenti si trattava, ma di tifosi che, muniti di regolare biglietto, avevano preferito assieparsi in piedi nei corridoi e nelle aree di ristoro piuttosto che occupare i posti assegnati.

La giustificazione, inedita per un torneo che si vanta di un “interesse senza precedenti”, ha riacceso un dibattito che covava da mesi. Prima dell’inizio del torneo, solo 29 dei 104 incontri avevano registrato il tutto esaurito. E non è un caso isolato. All’esordio degli Stati Uniti contro il Paraguay a Los Angeles, come pure al debutto del Canada contro la Bosnia-Erzegovina a Toronto, le telecamere hanno inquadrato ampie chiazze di seggiolini vuoti, malgrado i dati ufficiali parlassero di stadio pieno. Il denominatore comune, denunciano i tifosi, è la politica tariffaria aggressiva della Fifa, che per alcune partite ha toccato i 2.735 dollari a biglietto, un record assoluto per la fase a gironi.

Le reazioni internazionali disegnano una geografia del malcontento. In Messico, paese di profonda cultura calcistica, il confronto con il tutto esaurito dell’Azteca per la partita inaugurale contro il Sudafrica (oltre 80mila spettatori) ha reso ancora più evidente lo scarto. Dagli osservatori europei, abituati a una tradizione di biglietti popolari, il timore è che il modello commerciale della Fifa stia trasformando il Mondiale in un evento elitario, tagliando fuori le curve popolari e la coreografia di bandiere che da sempre lo caratterizza. Non sono mancate le voci critiche dei media asiatici, con alcuni tifosi sudcoreani che hanno raccontato di aver rinunciato alla trasferta proprio a causa dei costi proibitivi.

La tensione si è già spostata sul piano legale: alcune procure generali statunitensi hanno notificato mandati di comparizione alla Fifa, ipotizzando pratiche di “gonfiamento artificioso dei prezzi” e “comunicazioni ingannevoli ai tifosi”. L’accusa è che il sistema di prezzi variabili, simile a quello ormai in uso per i concerti, gonfi i biglietti in modo opaco. Se l’inchiesta dovesse rivelare irregolarità, il rischio per il calcio mondiale non sarebbe soltanto di immagine: metterebbe in discussione l’equità dell’accesso allo sport più popolare del pianeta proprio nel momento in cui il formato a 48 squadre prometteva una maggiore inclusione. Che a vincere, alla fine, siano i vuoti in tribuna, è l’ironia amara di un Mondiale che per ora vende cifre ma svuota l’anima.

Divergenza — chi la racconta come
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La FIFA è sotto pesante accusa per aver difeso il dato di presenze quasi al completo quando le immagini televisive mostravano migliaia di posti vuoti. I tifosi non credono ai numeri ufficiali e la polemica si è trasformata in una crisi di credibilità per l'organismo. La difesa appare sorda e non fa che alimentare lo scetticismo su prezzi e accesso.

IndignazioneScetticismoUrgenza
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Le gradinate vuote a Guadalajara erano innegabili, eppure la FIFA ha offerto una scusa assurda, sostenendo che i tifosi guardassero dai corridoi. Il vero scandalo è il prezzo esorbitante dei biglietti che ha escluso i tifosi comuni, scatenando una furia diffusa. La versione ufficiale è percepita come una presa in giro delle prove visibili a milioni.

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I posti vuoti in diverse partite del Mondiale, dalla gara inaugurale all'esordio del Canada, hanno messo sotto accusa la politica dei prezzi della FIFA. La FIFA incolpa i tifosi che sostano nei corridoi, ma il costo stratosferico dei biglietti – migliaia di dollari – è visto come la vera ragione dell'assenza. La polemica non si placa e continua a gettare ombre sul torneo.

ScetticismoIndignazione
Stampa del Golfo arabo−0.40

Migliaia di posti vuoti al Mondiale hanno acceso un mistero: dove sono finiti i tifosi? La FIFA insiste che lo stadio era quasi pieno e spiega i vuoti dicendo che i tifosi preferivano stare in piedi nei corridoi. L'enorme divario tra i numeri ufficiali e ciò che milioni di persone hanno visto in tv ha alimentato un'ondata di scetticismo.

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