Accedi
Edizione delle 10:00 CETvenerdì 7 agosto 2026
320 testate · 17 lingue741 briefing oggi
Sportvenerdì 12 giugno 2026

Mondiali, l'Iran accusa Infantino: «Promesse infrante sui visti»

Quindici dirigenti iraniani senza visto per gli Usa, mentre cresce la critica dei gruppi per i diritti umani all'inerzia della Fifa.

A pochi giorni dal fischio d'inizio dei Mondiali 2026, il presidente della Fifa Gianni Infantino si ritrova al centro di una bufera diplomatica. Il supervisore della nazionale iraniana, Mahdi Mohammad Nabi, ha accusato Infantino di non aver mantenuto la promessa di garantire pieno accesso ai membri della federazione per le tre partite che l'Iran giocherà negli Stati Uniti. Nabi, a cui è stato negato il visto insieme ad altri quattordici dirigenti, ha parlato a poche ore dalla conferenza stampa in cui Infantino, da Città del Messico, celebrava la partecipazione iraniana come prova della capacità della Fifa di navigare tra le complessità politiche. «Speriamo che il signor Infantino trasformi in fatti le parole e mantenga gli impegni presi con la nostra squadra», ha dichiarato con amarezza.

La vicenda si inserisce in un clima già teso per le politiche di ingresso americane, che stanno segnando l'avvio del torneo. Da più aree geografiche giungono segnalazioni di tifosi, giornalisti e persino arbitri respinti alle frontiere. Le organizzazioni per i diritti umani, riunite nella Sports & Rights Alliance – che include Amnesty International, Human Rights Watch e Reporter senza Frontiere – hanno puntato il dito contro l'inerzia della Fifa. Secondo gli attivisti, il messaggio inviato è intimidatorio: se la federazione internazionale non riesce a proteggere i propri ufficiali, come potrà garantire il rispetto per i tifosi? È stato citato anche il caso di una donna iraniana, la cui vicenda resta avvolta nell'incertezza.

Dal punto di vista geopolitico, la grana dei visti rischia di minare la strategia di Infantino, che aveva fatto dell'inclusione un cavallo di battaglia. La presenza dell'Iran – nonostante le sanzioni e le tensioni con Washington – doveva rappresentare un successo della diplomazia sportiva. Invece, la mancata concessione dei visti ai dirigenti solleva interrogativi sulla reale capacità della Fifa di far rispettare gli impegni presi con le federazioni. Analisti da Bruxelles osservano che l'Unione Europea, di fronte a eventi internazionali, ha spesso preteso garanzie analoghe: il precedente americano potrebbe rafforzare la linea di chi chiede maggiore trasparenza nei rapporti tra governi ospitanti e organismi sportivi.

Per l'Italia, che osserva da spettatrice il mondiale nordamericano dopo due mancate qualificazioni consecutive, la lezione è comunque rilevante. Il nostro Paese, candidato a ospitare manifestazioni globali – dagli Europei del 2032 alle Olimpiadi invernali – dovrà riflettere su come bilanciare le esigenze di sicurezza con la fluidità degli ingressi. Intanto, mentre il calcio mondiale si interroga, Infantino è chiamato a sciogliere l'imbarazzo: riuscirà a garantire che la Coppa più attesa non resti per molti un miraggio?

Divergenza — chi la racconta come
15%Bassa
4 blocchi · posizioni da −0.70 a −0.30
CriticoFavorevole
ATLEURLATISR
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa atlantica / anglosfera−0.40critical
Stampa europea continentale−0.70critical
Stampa latinoamericana−0.50critical
Stampa israeliana−0.30critical
Stampa atlantica / anglosfera−0.40

La notizia riporta il fallimento del presidente della FIFA Infantino nell'ottenere visti per funzionari iraniani, citando promesse non mantenute. Sottolinea i fallimenti pratici di coordinamento tra FIFA e autorità statunitensi, inquadrando la questione come un problema logistico più che come uno scontro politico.

ScetticismoPragmatismo
Stampa europea continentale−0.70

La copertura è fortemente critica verso Infantino, accusato di tradire le promesse sui diritti umani. Dipinge i dinieghi di visto come un sintomo dell'impotenza e dell'indifferenza della FIFA, avvertendo che il fallimento dell'organizzazione nel proteggere i propri membri invia un segnale pericoloso a tifosi e giornalisti in tutto il mondo.

IndignazioneAllarme
Stampa latinoamericana−0.50

La narrazione enfatizza la condizione di vittima dell'Iran, inquadrando la promessa non mantenuta di Infantino come un tradimento della fiducia. Si concentra sull'impatto emotivo sui funzionari iraniani e sulla squadra, suggerendo che l'inazione della FIFA li espone a umiliazione e discriminazione da parte delle politiche immigratorie statunitensi.

VittimismoIndignazione
Stampa israeliana−0.30

La copertura tratta la disputa sui visti come un attrito geopolitico prevedibile, notando le più ampie preoccupazioni di sicurezza che giustificano le restrizioni statunitensi ai viaggi iraniani. Dipinge la pressione di Infantino come ingenua, e l'incidente come un piccolo contrattempo in una relazione antagonistica di lunga data tra Washington e Teheran.

PragmatismoDistacco
Ultim'ora
Il credito fragile dell'America Latina pesa sui bilanci delle banche·Dopo il miliardo di dollari, il biopic su Michael Jackson avrà un sequel: riprese entro l'anno·Iran, la Guida Suprema Mojtaba Khamenei sarebbe in fin di vita: le voci sulla successione·La vittoria di Abdul El-Sayed in Michigan radicalizza lo scontro sull’identità del Partito Democratico·L’indice FAO dei prezzi alimentari ai massimi da tre anni: guerre e clima infiammano i cereali·Ivan Toney incriminato per aggressione dopo incidente in un nightclub·Il capo negoziatore iraniano attacca Trump: "diplomazia teatrale" sullo Stretto·La FAA ordina ispezioni su 470 Boeing 737 MAX per rischio di cricche strutturali·Il credito fragile dell'America Latina pesa sui bilanci delle banche·Dopo il miliardo di dollari, il biopic su Michael Jackson avrà un sequel: riprese entro l'anno·Iran, la Guida Suprema Mojtaba Khamenei sarebbe in fin di vita: le voci sulla successione·La vittoria di Abdul El-Sayed in Michigan radicalizza lo scontro sull’identità del Partito Democratico·L’indice FAO dei prezzi alimentari ai massimi da tre anni: guerre e clima infiammano i cereali·Ivan Toney incriminato per aggressione dopo incidente in un nightclub·Il capo negoziatore iraniano attacca Trump: "diplomazia teatrale" sullo Stretto·La FAA ordina ispezioni su 470 Boeing 737 MAX per rischio di cricche strutturali·
Agg. 01:463 lingue · 5 testate
5 testate|3 lingue|3 min lettura
venerdì 12 giugno 2026

Mondiali, l'Iran accusa Infantino: «Promesse infrante sui visti»

Quindici dirigenti iraniani senza visto per gli Usa, mentre cresce la critica dei gruppi per i diritti umani all'inerzia della Fifa.

A pochi giorni dal fischio d'inizio dei Mondiali 2026, il presidente della Fifa Gianni Infantino si ritrova al centro di una bufera diplomatica. Il supervisore della nazionale iraniana, Mahdi Mohammad Nabi, ha accusato Infantino di non aver mantenuto la promessa di garantire pieno accesso ai membri della federazione per le tre partite che l'Iran giocherà negli Stati Uniti. Nabi, a cui è stato negato il visto insieme ad altri quattordici dirigenti, ha parlato a poche ore dalla conferenza stampa in cui Infantino, da Città del Messico, celebrava la partecipazione iraniana come prova della capacità della Fifa di navigare tra le complessità politiche. «Speriamo che il signor Infantino trasformi in fatti le parole e mantenga gli impegni presi con la nostra squadra», ha dichiarato con amarezza.

La vicenda si inserisce in un clima già teso per le politiche di ingresso americane, che stanno segnando l'avvio del torneo. Da più aree geografiche giungono segnalazioni di tifosi, giornalisti e persino arbitri respinti alle frontiere. Le organizzazioni per i diritti umani, riunite nella Sports & Rights Alliance – che include Amnesty International, Human Rights Watch e Reporter senza Frontiere – hanno puntato il dito contro l'inerzia della Fifa. Secondo gli attivisti, il messaggio inviato è intimidatorio: se la federazione internazionale non riesce a proteggere i propri ufficiali, come potrà garantire il rispetto per i tifosi? È stato citato anche il caso di una donna iraniana, la cui vicenda resta avvolta nell'incertezza.

Dal punto di vista geopolitico, la grana dei visti rischia di minare la strategia di Infantino, che aveva fatto dell'inclusione un cavallo di battaglia. La presenza dell'Iran – nonostante le sanzioni e le tensioni con Washington – doveva rappresentare un successo della diplomazia sportiva. Invece, la mancata concessione dei visti ai dirigenti solleva interrogativi sulla reale capacità della Fifa di far rispettare gli impegni presi con le federazioni. Analisti da Bruxelles osservano che l'Unione Europea, di fronte a eventi internazionali, ha spesso preteso garanzie analoghe: il precedente americano potrebbe rafforzare la linea di chi chiede maggiore trasparenza nei rapporti tra governi ospitanti e organismi sportivi.

Per l'Italia, che osserva da spettatrice il mondiale nordamericano dopo due mancate qualificazioni consecutive, la lezione è comunque rilevante. Il nostro Paese, candidato a ospitare manifestazioni globali – dagli Europei del 2032 alle Olimpiadi invernali – dovrà riflettere su come bilanciare le esigenze di sicurezza con la fluidità degli ingressi. Intanto, mentre il calcio mondiale si interroga, Infantino è chiamato a sciogliere l'imbarazzo: riuscirà a garantire che la Coppa più attesa non resti per molti un miraggio?

Divergenza — chi la racconta come
15%Bassa
4 blocchi · posizioni da −0.70 a −0.30
CriticoFavorevole
ATLEURLATISR
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa atlantica / anglosfera−0.40critical
Stampa europea continentale−0.70critical
Stampa latinoamericana−0.50critical
Stampa israeliana−0.30critical
Stampa atlantica / anglosfera−0.40

La notizia riporta il fallimento del presidente della FIFA Infantino nell'ottenere visti per funzionari iraniani, citando promesse non mantenute. Sottolinea i fallimenti pratici di coordinamento tra FIFA e autorità statunitensi, inquadrando la questione come un problema logistico più che come uno scontro politico.

ScetticismoPragmatismo
Stampa europea continentale−0.70

La copertura è fortemente critica verso Infantino, accusato di tradire le promesse sui diritti umani. Dipinge i dinieghi di visto come un sintomo dell'impotenza e dell'indifferenza della FIFA, avvertendo che il fallimento dell'organizzazione nel proteggere i propri membri invia un segnale pericoloso a tifosi e giornalisti in tutto il mondo.

IndignazioneAllarme
Stampa latinoamericana−0.50

La narrazione enfatizza la condizione di vittima dell'Iran, inquadrando la promessa non mantenuta di Infantino come un tradimento della fiducia. Si concentra sull'impatto emotivo sui funzionari iraniani e sulla squadra, suggerendo che l'inazione della FIFA li espone a umiliazione e discriminazione da parte delle politiche immigratorie statunitensi.

VittimismoIndignazione
Stampa israeliana−0.30

La copertura tratta la disputa sui visti come un attrito geopolitico prevedibile, notando le più ampie preoccupazioni di sicurezza che giustificano le restrizioni statunitensi ai viaggi iraniani. Dipinge la pressione di Infantino come ingenua, e l'incidente come un piccolo contrattempo in una relazione antagonistica di lunga data tra Washington e Teheran.

PragmatismoDistacco

Questa notizia è apparsa su

5 testate · 3 lingue

Allarga lo sguardo

Da Geopolitics & Politics

Washington revoca il visto all’ambasciatrice brasiliana: scontro diplomatico a due mesi dal voto

3 lingue · 43 testate

Da Economy & Markets

Dazi USA del 15% sul polisilicio: la mossa di Trump per contrastare il dominio cinese

6 lingue · 16 testate

Da Technology

L’amministrazione Trump esenta i modelli open-weight cinesi dai nuovi test di sicurezza sull’IA

3 lingue · 11 testate

Leggi di più