
Morte del giudice che aggravò la pena all'ex first lady: nuova scossa in Corea del Sud
Il magistrato Shin Jong-o trovato senza vita a Seul dopo la condanna a quattro anni di Kim Keon Hee. Contemporaneamente, ridotta la pena all'ex premier Han Duck-soo.
Il corpo senza vita del giudice Shin Jong-o è stato rinvenuto all'alba di mercoledì nei pressi del complesso dell'Alta Corte di Seul, su un'aiuola fiorita. Cinquantacinque anni, in tasca una lettera di scuse scritta a mano in cui non si faceva però menzione del processo che lo aveva reso celebre. La polizia, che non ha ipotizzato una morte violenta, sta lavorando all'ipotesi del suicidio per caduta dall'alto. Shin presiedeva il collegio che otto giorni prima aveva ribaltato la sentenza di primo grado nei confronti di Kim Keon Hee, moglie dell'ex presidente Yoon Suk Yeol, aggravandone la pena da venti mesi a quattro anni di reclusione per manipolazione del mercato azionario e accettazione di doni di lusso da parte della Chiesa dell'Unificazione. Quella condanna rappresentava un punto di svolta in una vicenda giudiziaria già segnata da forti tensioni politiche.
La morte del magistrato si inserisce in un clima politico incandescente. Il tentativo di golpe del dicembre 2024, quando Yoon tentò di imporre la legge marziale per sei ore prima che il parlamento la revocasse, ha innescato una crisi istituzionale senza precedenti. Proprio giovedì, la corte d'appello di Seul ha ridotto da 23 a 15 anni la condanna dell'ex primo ministro Han Duck-soo, riconosciuto colpevole di aver favorito l'insurrezione, di aver reso falsa testimonianza e di aver distrutto documenti ufficiali. La pena, inizialmente più severa del previsto, è stata allineata alla richiesta dell'accusa, in un segnale che gli analisti di Seul leggono come un tentativo di ricucire una frattura giudiziaria sempre più esposta al fuoco incrociato della politica.
Per gli osservatori di Bruxelles, il deflagrare di episodi così gravi in una democrazia consolidata come quella coreana solleva interrogativi profondi sulla tenuta dello stato di diritto in Asia orientale. L'Italia e l'Europa, abituate a vedere nella Corea del Sud un alleato affidabile e un modello di sviluppo liberale, seguono con apprensione l'evolversi di una crisi che potrebbe ridisegnare gli equilibri regionali. La coincidenza temporale tra la morte di Shin e la riduzione di pena per Han non fa che alimentare il sospetto che la magistratura coreana sia diventata un campo di battaglia politico. Resta da capire quale sarà l'impatto sulle elezioni anticipate e sul processo di riforma del sistema giudiziario, mentre la società civile chiede trasparenza e la comunità internazionale osserva, in attesa che la Corea dimostri di saper trasformare una tragedia in un'occasione di maturità democratica.
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