
Mosca chiude il consolato romeno a San Pietroburgo e dichiara il console persona non grata
La decisione russa è una ritorsione per l’espulsione del console di Costanza dopo la caduta di un drone in Romania, in un clima di crescenti sconfinamenti aerei che allarma l’intero fianco orientale dell’Unione.
Il Ministero degli Esteri russo ha notificato all’ambasciatore romeno a Mosca, Cristian Istrate, la chiusura del Consolato generale di Romania a San Pietroburgo e la dichiarazione di persona non grata per il console Gheorghe Nicolae Pahonea. La misura, comunicata il 25 giugno, costituisce una risposta diretta alla decisione di Bucarest di revocare, alla fine di maggio, il gradimento per il consolato russo di Costanza e di espellere il suo responsabile, Andrej Kosilin.
Secondo fonti diplomatiche a Mosca, il ritiro del consenso da parte romena è stato giudicato «privo di qualsiasi fondamento». La reazione russa si inquadra in una logica di stretta reciprocità, già preannunciata dalla portavoce del ministero, Marija Zacharova, che aveva avvertito come le contromisure non si sarebbero fatte attendere. Da parte romena, il presidente Nicușor Dan aveva collegato esplicitamente l’espulsione all’incidente del 29 maggio, quando un drone si è schiantato contro un edificio residenziale a Galați, ferendo due persone. Le autorità di Bucarest hanno attribuito la responsabilità dell’accaduto alla Russia, mentre il Cremlino ha respinto ogni addebito, ipotizzando che il velivolo potesse essere di fabbricazione ucraina e sollecitando una perizia tecnica sui rottami.
La chiusura incrociata dei consolati riduce la presenza diplomatica bilaterale ai soli canali delle ambasciate a Mosca e Bucarest, in un momento in cui gli sconfinamenti di droni nei cieli di Paesi NATO ed europei si fanno più frequenti. Episodi analoghi sono stati registrati in Lituania, Lettonia e Finlandia, alimentando, secondo analisti di Bruxelles, un dibattito sulla vulnerabilità dello spazio aereo dell’Unione e sulla necessità di protocolli di difesa coordinati. Per l’Italia, che partecipa ai pattugliamenti aerei della NATO sul fianco orientale, la moltiplicazione di questi incidenti rappresenta un fattore di attenzione strategica, pur senza implicazioni dirette immediate per la sicurezza nazionale.
Sul piano multilaterale, 56 membri delle Nazioni Unite hanno condannato l’incidente di Galați definendolo «inaccettabile», mentre Mosca continua a sostenere di non colpire deliberatamente obiettivi civili né territori di Paesi dell’Unione Europea o dell’Alleanza Atlantica. Il dossier resta aperto: al momento non sono stati annunciati ulteriori passi diplomatici, ma la dinamica di ritorsione speculare lascia presagire, secondo osservatori a Bucarest, un prolungato congelamento dei rapporti consolari, con possibili ripercussioni sull’assistenza ai cittadini e sulla cooperazione economica nella regione del Mar Nero.
| Stampa russa e CSI | +0.50 | aligned |
|---|---|---|
| Stampa europea continentale | −0.60 | critical |
La Russia reagisce con fermezza ma senza eccessi, riaffermando il principio di reciprocità diplomatica.
Si presenta la chiusura come una reazione automatica e giuridicamente ineccepibile, spostando la responsabilità dell'escalation sulla controparte romena.
L'Europa osserva con preoccupazione l'ennesima reazione muscolare di Mosca, che rischia di innescare una spirale di ritorsioni.
Si inquadra la mossa russa come una reazione sproporzionata, sottolineando la disparità tra l'espulsione iniziale e la chiusura del consolato, e si evocano le conseguenze negative per la stabilità regionale.
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