
Negoziati nucleari Usa-Iran: Witkoff e Kushner preparano il terreno tecnico. Mosca attende i due inviati
Mentre a Oak Ridge si studia la gestione dell'uranio iraniano, restano distanze su tempi e sanzioni. La Russia segue con interesse, l'energia globale è in gioco.
La visita riservata di Steve Witkoff e Jared Kushner al laboratorio nazionale di Oak Ridge, nel Tennessee, segna un salto di qualità nei negoziati nucleari tra Stati Uniti e Iran. Secondo fonti americane ed europee, i due inviati speciali del presidente Trump hanno incontrato un gruppo di esperti tecnici per preparare il terreno a un possibile accordo. L’obiettivo dichiarato della Casa Bianca è concludere un memorandum d’intesa che fermi la guerra e apra la strada a trattative approfondite sul programma atomico di Teheran. Ma, come confermano fonti regionali, le distanze restano significative.
Le divergenze più spinose riguardano il cronoprogramma della riduzione dell’arricchimento dell’uranio: Washington vorrebbe sessanta giorni, Teheran ne chiede novanta. Altrettanto delicato è il nodo dello sblocco dei beni iraniani congelati, con disaccordi sulle tempistiche e sull’entità. A ciò si aggiunge la retorica del presidente Trump, che pur definendo l’Iran «orgoglioso», ribadisce che «non avrà altra scelta che accordarsi» e che la questione nucleare «sarà risolta in un modo o nell’altro». Parole che a Teheran suonano come un avvertimento, ma che riflettono anche l’urgenza di una amministrazione desiderosa di incassare un successo diplomatico.
Parallelamente, da Mosca giungono segnali di un altro binario negoziale. Un alto consigliere del Cremlino, Yuri Ushakov, ha dichiarato che la Russia «attende la visita di Witkoff e Kushner», sebbene non vi siano date certe. Pochi giorni prima, l’inviato russo Kirill Dmitriev aveva avuto colloqui telefonici con entrambi. Il tempismo non è casuale: mentre l’Occidente cerca di arginare le ambizioni nucleari iraniane, il dialogo con Mosca potrebbe servire a Washington per bilanciare gli equilibri geopolitici, specie in un momento di tensione sui mercati energetici.
Proprio l’energia è il convitato di pietra. Il segretario all’Energia americano Chris Wright ha legato esplicitamente la soluzione della crisi iraniana alla riduzione dei prezzi dei carburanti, sottolineando che la normalizzazione dei flussi petroliferi attraverso lo Stretto di Hormuz è cruciale. Per l’Italia e l’Europa, che dipendono da quelle rotte, un’intesa rappresenterebbe una boccata d’ossigeno dopo mesi di instabilità. Tuttavia, gli analisti di Bruxelles avvertono che la partita è ancora aperta e che la fase tecnica, pur essendo un passo avanti, non garantisce un esito positivo.
In questo quadro, la mobilitazione di competenze tecniche a Oak Ridge – dove si studia come gestire le scorte di uranio altamente arricchito – indica che le diplomazie stanno preparando il “dopo”. La strada verso un’intesa è lastricata di diffidenze, ma il linguaggio della scienza nucleare potrebbe essere il più adatto a trovare un compromesso. Le prossime settimane diranno se il memorandum vedrà la luce o se, come già in passato, le speranze di pace si infrangeranno sullo scoglio delle garanzie reciproche.
| Stampa russa e CSI | 0.00 | neutral |
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| Stampa atlantica / anglosfera | 0.00 | neutral |
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La Russia attende la visita degli inviati Witkoff e Kushner, ma senza date fissate. I commenti russi inquadrano l’incontro atteso nel contesto dei negoziati tra Stati Uniti e Iran, ribadendo con distacco il ruolo di Mosca come interlocutore diplomatico.
L’inviato speciale e il genero di Trump hanno incontrato esperti nucleari a Oak Ridge, un passo tecnico verso un possibile accordo con l’Iran. L’amministrazione insiste affinché qualsiasi intesa impedisca a Teheran di dotarsi di armi nucleari. Non sono stati diffusi ulteriori dettagli.
I negoziati sono in fase finale, ma restano divergenze: Washington chiede 60 giorni per la riduzione dell’arricchimento, Teheran ne vuole 90. Esistono anche disaccordi su tempi e quantità dello sblocco dei fondi. Nonostante l’incontro tecnico americano, l’esito non è scontato.
Un incontro segreto tra inviati USA ed esperti nucleari solleva interrogativi sulla direzione dei colloqui con l’Iran. Mentre Trump giudica la situazione molto positiva, fonti indicano distanze sulle scadenze per l’arricchimento — 60 giorni per gli Stati Uniti, 90 per l’Iran. I negoziati vengono descritti come alle battute finali, ma permangono incertezze.
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