
Padre accusato di omicidio per la morte del figlio di 18 mesi a Johor Bahru
La magistratura malese ha formalizzato l'accusa di omicidio contro un uomo di 40 anni per il decesso del figlioletto, avvenuto nel 2023 e inizialmente classificato in modo diverso dalle autorità.
Un uomo di 40 anni, G. Thevendhiran, è stato ufficialmente accusato di omicidio per la morte del figlio di diciotto mesi, avvenuta in un condominio di Bandar Baru Permas Jaya, a Johor Bahru. L’imputato, ex impiegato a Singapore nel settore del servizio clienti, si è presentato davanti al magistrato senza avvocato difensore e non ha potuto dichiararsi colpevole o innocente poiché i casi di omicidio rientrano nella giurisdizione dell’Alta Corte malese.
Secondo le autorità, il bambino sarebbe stato ucciso tra le 8:30 e le 10 del mattino del 12 settembre 2023 all’interno dell’abitazione. Portato il giorno successivo all’ospedale Sultan Ismail dal padre, ne fu constatata la morte. I referti medici indicavano la presenza di ecchimosi sulla zona addominale, gonfiore e lesioni anali, circostanze che hanno successivamente spinto la polizia a riclassificare il caso. L’accusa è contestata ai sensi dell’articolo 302 del codice penale, che prevede la pena capitale oppure una detenzione da 30 a 40 anni e, in assenza della condanna a morte, un minimo di dodici colpi di frusta.
La morte del piccolo era stata inizialmente trattata in modo differente, ma nel luglio 2026 le indagini hanno preso una svolta: il 18 luglio la polizia ha arrestato il padre, identificato come sospettato principale, e ha modificato la classificazione giuridica dell’accaduto in omicidio. L’imputato è stato trattenuto senza possibilità di cauzione e il tribunale ha fissato al 1° ottobre 2026 l’udienza per il deposito dei rapporti relativi a DNA, esami tossicologici, forensi e patologici.
In un procedimento separato, Thevendhiran si è dichiarato colpevole di detenzione di materiale osceno all’interno del proprio telefono cellulare, reato commesso nel parcheggio dello stesso condominio il 18 luglio scorso. Per questa accusa, punita con una pena massima di tre anni di reclusione o una multa, è stato condannato a un mese di carcere e a un’ammenda di 3.000 ringgit. L’inchiesta sull’omicidio rimane aperta.
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