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venerdì 8 maggio 2026

West Bengal, il delitto che scuote la nuova maggioranza: ucciso l'assistente di Suvendu Adhikari

La notte dopo la vittoria storica del Bjp, un omicidio politico a Kolkata fa temere una deriva. Tre morti in 48 ore di scontri post-elettorali.

A quarantotto ore dalla storica vittoria del Bharatiya Janata Party in Bengala Occidentale, l'uccisione di Chandranath Rath – assistente personale di Suvendu Adhikari, il vincitore del seggio di Bhabanipur contro la premier uscente Mamata Banerjee – ha trasformato la resa dei conti elettorale in un test sulla tenuta democratica dello Stato. Rath è stato freddato sotto la pioggia a Madhyamgram, alla periferia di Kolkata, da almeno quattro sicari che hanno bloccato la sua auto, sparato otto colpi di Glock 47X da distanza ravvicinata e abbandonato il veicolo con targa falsa. Gli investigatori dell’SIT, guidati da un ufficiale con il grado di Ispettore generale, parlano di un’esecuzione professionale preparata con una ricognizione di settantadue ore: un “omicidio da cinquanta secondi” che per la rapidità e la scelta dell’ora e del luogo sembra un messaggio politico più che un regolamento di conti criminale.

Nell’ottica di Nuova Delhi, il delitto rappresenta la cartina di tornasole di una transizione già segnata da oltre quattrocento arresti per violenze post-elettorali e due precedenti vittime. Il governo centrale, attraverso le parole del ministro Chirag Paswan, ha parlato di “politica della violenza” che gli elettori bengalesi avrebbero voluto respingere. Da Kolkata, invece, la madre di Rath – Hasirani Rath – ha chiesto l’ergastolo per i colpevoli, attribuendo l’agguato alla sconfitta di Mamata Banerjee nel suo storico collegio: “Hanno ucciso mio figlio perché Adhikari ha vinto a Bhabanipur”. Banerjee, che rifiuta di dimettersi e accusa la Commissione elettorale di collusione con il Bjp, si trova ora a gestire un’accusa di omicidio politico che rischia di radicalizzare la già fragile dialettica tra la nuova maggioranza e l’opposizione uscente.

L’ombra del 2013 – quando un altro assistente di Adhikari, Pradip Jha, fu trovato morto a Kolkata quando Adhikari era ancora nel Tmc – pesa sulla narrazione pubblica. Per gli analisti di Bruxelles, l’escalation di violenza in uno Stato che ha appena voltato pagina dopo quindici anni di governo Banerjee interroga la capacità del Bjp di rompere con la prassi del clientelismo armato. Lo stesso Adhikari, ora candidato frontrunner alla carica di primo ministro regionale, ha alternato accuse durissime contro il Tmc (“partito di assassini”) a un appello alla calma che appare insieme necessario e precario. Il suo autista, Buddhadeb Bera, è ancora in condizioni critiche dopo due interventi chirurgici: le sue parole potrebbero fornire il tassello decisivo per capire se il proiettile era destinato solo a Rath o se l’operazione aveva un obiettivo più ampio.

Il futuro immediato del Bengala Occidentale dipende dalla capacità del nuovo esecutivo di garantire ordine senza trasformare la reazione in repressione. Da Londra e da Washington, dove gli investitori guardano con attenzione alla stabilità della quarta economia asiatica, il segnale di una classe politica disposta a risolvere i contenziosi elettorali con armi da fuoco professionale rischia di allontanare capitali e fiducia. La vera sfida, per il Bjp, non è solo vincere le elezioni, ma dimostrare di saper governare uno Stato dove il sangue versato può ancora dettare l’agenda.

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West Bengal, il delitto che scuote la nuova maggioranza: ucciso l'assistente di Suvendu Adhikari

La notte dopo la vittoria storica del Bjp, un omicidio politico a Kolkata fa temere una deriva. Tre morti in 48 ore di scontri post-elettorali.

A quarantotto ore dalla storica vittoria del Bharatiya Janata Party in Bengala Occidentale, l'uccisione di Chandranath Rath – assistente personale di Suvendu Adhikari, il vincitore del seggio di Bhabanipur contro la premier uscente Mamata Banerjee – ha trasformato la resa dei conti elettorale in un test sulla tenuta democratica dello Stato. Rath è stato freddato sotto la pioggia a Madhyamgram, alla periferia di Kolkata, da almeno quattro sicari che hanno bloccato la sua auto, sparato otto colpi di Glock 47X da distanza ravvicinata e abbandonato il veicolo con targa falsa. Gli investigatori dell’SIT, guidati da un ufficiale con il grado di Ispettore generale, parlano di un’esecuzione professionale preparata con una ricognizione di settantadue ore: un “omicidio da cinquanta secondi” che per la rapidità e la scelta dell’ora e del luogo sembra un messaggio politico più che un regolamento di conti criminale.

Nell’ottica di Nuova Delhi, il delitto rappresenta la cartina di tornasole di una transizione già segnata da oltre quattrocento arresti per violenze post-elettorali e due precedenti vittime. Il governo centrale, attraverso le parole del ministro Chirag Paswan, ha parlato di “politica della violenza” che gli elettori bengalesi avrebbero voluto respingere. Da Kolkata, invece, la madre di Rath – Hasirani Rath – ha chiesto l’ergastolo per i colpevoli, attribuendo l’agguato alla sconfitta di Mamata Banerjee nel suo storico collegio: “Hanno ucciso mio figlio perché Adhikari ha vinto a Bhabanipur”. Banerjee, che rifiuta di dimettersi e accusa la Commissione elettorale di collusione con il Bjp, si trova ora a gestire un’accusa di omicidio politico che rischia di radicalizzare la già fragile dialettica tra la nuova maggioranza e l’opposizione uscente.

L’ombra del 2013 – quando un altro assistente di Adhikari, Pradip Jha, fu trovato morto a Kolkata quando Adhikari era ancora nel Tmc – pesa sulla narrazione pubblica. Per gli analisti di Bruxelles, l’escalation di violenza in uno Stato che ha appena voltato pagina dopo quindici anni di governo Banerjee interroga la capacità del Bjp di rompere con la prassi del clientelismo armato. Lo stesso Adhikari, ora candidato frontrunner alla carica di primo ministro regionale, ha alternato accuse durissime contro il Tmc (“partito di assassini”) a un appello alla calma che appare insieme necessario e precario. Il suo autista, Buddhadeb Bera, è ancora in condizioni critiche dopo due interventi chirurgici: le sue parole potrebbero fornire il tassello decisivo per capire se il proiettile era destinato solo a Rath o se l’operazione aveva un obiettivo più ampio.

Il futuro immediato del Bengala Occidentale dipende dalla capacità del nuovo esecutivo di garantire ordine senza trasformare la reazione in repressione. Da Londra e da Washington, dove gli investitori guardano con attenzione alla stabilità della quarta economia asiatica, il segnale di una classe politica disposta a risolvere i contenziosi elettorali con armi da fuoco professionale rischia di allontanare capitali e fiducia. La vera sfida, per il Bjp, non è solo vincere le elezioni, ma dimostrare di saper governare uno Stato dove il sangue versato può ancora dettare l’agenda.

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