
Oro e valute in Iran: calo dei prezzi dei metalli preziosi, ma il dollaro sale nonostante la distensione
Nella giornata di mercoledì 20 Khordad 1405 (10 giugno 2025), il mercato iraniano dell'oro e delle valute ha registrato un andamento contrastante: mentre i prezzi dell'oro e delle monete d'oro sono calati, il dollaro e l'euro hanno continuato a salire. Secondo gli analisti di Teheran, il calo dell'oro è stato trainato principalmente dalla flessione del prezzo internazionale dell'once, sceso di 150 dollari a 4.166 dollari, e dalla temporanea riduzione delle tensioni geopolitiche dopo la breve escalation tra Iran e Israele. Il grammo d'oro 18 carati è sceso a 17.814.800 rial, mentre la moneta Emami è calata a 179,5 milioni di rial. Tuttavia, il dollaro ha continuato a rafforzarsi, salendo a 148.157 rial per le transazioni, segno che la fiducia nella valuta nazionale resta fragile.
La dinamica dei prezzi riflette una duplice pressione: da un lato, il calo dell'oro globale ha offerto un sollievo temporaneo ai compratori locali; dall'altro, la domanda di valuta forte rimane elevata a causa delle persistenti aspettative inflazionistiche. Secondo l'ottica di Bruxelles, l'economia iraniana continua a soffrire per le sanzioni e per l'incertezza politica, che spingono gli operatori a proteggersi con dollari e euro. Il tasso di cambio ufficiale dell'euro è salito a 171.220 rial, mentre il dirham degli Emirati ha raggiunto 40.342 rial. Questi aumenti, sebbene modesti, indicano che la distensione diplomatica non è sufficiente a invertire la tendenza al deprezzamento del rial.
Il calo dei prezzi dell'oro e delle monete potrebbe essere interpretato come un segnale di stabilizzazione, ma gli esperti avvertono che si tratta di un fenomeno temporaneo. Kamran Soltani, ex segretario dell'Associazione dei cambiavalute, ha dichiarato che nemmeno un eventuale accordo nucleare riuscirebbe a ridurre significativamente il prezzo del dollaro, a causa delle profonde distorsioni strutturali dell'economia iraniana. Per l'Italia e l'Europa, la situazione iraniana rappresenta un monito: la volatilità dei mercati emergenti, amplificata dalle sanzioni e dalle tensioni geopolitiche, può avere ripercussioni sulle catene di approvvigionamento e sui flussi commerciali, specialmente in un contesto di inflazione globale ancora elevata.
Guardando al futuro, gli analisti di Teheran prevedono che il prezzo dell'oro potrebbe riprendere a salire se le tensioni con Israele dovessero intensificarsi nuovamente, mentre il dollaro resterà sotto pressione a causa della domanda interna di copertura. La Banca centrale iraniana, nel tentativo di contenere la svalutazione, potrebbe intervenire con nuove misure di controllo dei capitali, ma l'efficacia di tali provvedimenti è limitata. In definitiva, il mercato iraniano rimane un termometro sensibile delle incertezze geopolitiche e delle fragilità economiche, con implicazioni che vanno oltre i confini nazionali.
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