
Prabowo difende la sua politica estera: «Buono con Putin e Trump, fedele al non allineamento»
Il presidente indonesiano Prabowo Subianto ha rotto il silenzio sulle critiche che accompagnano la sua intensa agenda diplomatica, difendendo con vigore la strategia di politica estera del suo governo. Intervenendo al congresso dell’associazione dei giovani imprenditori indonesiani a Bandar Lampung, Prabowo ha rivelato di aver ricevuto inviti da ben diciotto ambasciatori stranieri, segno che «l’Indonesia è cercata». La replica arriva in un momento in cui l’opinione pubblica e alcuni osservatori locali lo accusano di trascurare i problemi interni per dedicarsi troppo ai viaggi all’estero. Ma il presidente ha ribaltato la prospettiva: se il suo predecessore Joko Widodo veniva criticato per non viaggiare abbastanza, ora lui viene biasimato per l’eccesso. «Il rumore c’è sempre», ha commentato, «l’importante è sapere qual è la nostra linea».
Prabowo ha voluto sgombrare il campo anche da un altro equivoco: quello secondo cui il suo esecutivo sarebbe ostile agli investimenti stranieri. «C’è chi dice che Prabowo non ama il capitale estero e caccerà via gli investitori», ha dichiarato, «ma non è così: incontro molti investitori pronti a entrare». La precisazione arriva in un contesto in cui il governo cerca di attrarre capitali per sostenere la crescita, e il presidente ha sottolineato che i contatti con gli operatori internazionali procedono regolarmente. La mossa sembra pensata per rassicurare i mercati e gli alleati economici, in particolare in un’Asia sudorientale sempre più competitiva.
Sul fronte delle relazioni con le grandi potenze, Prabowo ha rivendicato con orgoglio la sua capacità di mantenere buoni rapporti sia con Vladimir Putin sia con Donald Trump, in un momento di aspre tensioni globali. «Sono in buoni rapporti con il presidente Putin, ma anche con il presidente Trump», ha affermato, ribadendo la fedeltà alla dottrina del «mille amici, un nemico è troppo». Per gli analisti di Giacarta, questa dichiarazione mira a rassicurare tanto l’Occidente quanto l’Oriente, in un equilibrio che ricorda la tradizione del movimento dei non allineati. Da Pechino, dove si segue con attenzione la politica indonesiana, la posizione di Prabowo viene vista come una conferma della volontà di non schierarsi, mentre a Bruxelles si apprezza la continuità con una linea che ha sempre permesso all’Indonesia di giocare un ruolo di ponte.
Infine, il presidente ha offerto uno sguardo sulle motivazioni profonde della sua ambizione politica, rivelando di aver voluto la carica perché «l’Indonesia ha preso una strada sbagliata dagli anni Novanta». Dopo quattro sconfitte elettorali, Prabowo ha finalmente raggiunto la presidenza nel 2024, e oggi si presenta come il correttore di una rotta che ritiene deviata. Per gli osservatori europei, questa narrazione rischia di alimentare una deriva nazionalista, ma per ora il presidente sembra voler coniugare fermezza interna e apertura internazionale. Il futuro dirà se questa doppia scommessa reggerà, ma intanto Prabowo ha scelto di non farsi intimidire dalle critiche, rivendicando per sé e per l’Indonesia un ruolo da protagonista sulla scena mondiale.
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