
Putin in video con ex dipendente e maestra: la messa in scena per negare l'isolamento
Il Cremlino diffonde un video di Putin 'casualmente' incontrato da un ex guardia e dalla sua maestra. Una messa in scena per smentire le voci di bunker.
Il Cremlino ha rilasciato lunedì un video in cui Vladimir Putin, al volante di una lussuosa Aurus, si reca in un hotel nel centro di Mosca per incontrare la sua ex insegnante di scuola, Vera Gurevich. Le immagini lo mostrano mentre abbraccia la donna e la invita a cena al Cremlino, ma la parte più discussa è un'altra: nel percorso verso l'uscita, il presidente si ferma a scambiare poche battute con quello che viene presentato come un turista di Sochi, chiedendogli impressioni sulla metropolitana e sul tempo. Secondo gli analisti di Mosca, l'operazione è un tentativo orchestrato di smentire le voci, circolate con insistenza nelle ultime settimane, secondo cui Putin vivrebbe in un bunkre sotterraneo, isolato dai sudditi e ossessionato dal timore di un colpo di Stato o di un attentato.
L'identità del sedicente estraneo è stata rapidamente svelata dall'inchiesta del centro investigativo indipendente Agency: si tratta di Alexander Bazarny, ex guardia di sicurezza delle società che gestivano le proprietà immobiliari legate a Putin, compresa la residenza di Sochi. La scelta dell'albergo, l'“Arbat” in vicolo Plotnikov, non è casuale: fa parte della catena statale “President-Hotel”, tradizionalmente riservata alle visite ufficiali. L'ottica di Bruxelles legge in questa messa in scena il segnale di una crescente ansia del Cremlino per l'immagine pubblica del capo del Cremlino, in un momento in cui la guerra in Ucraina si protrae e le sanzioni stringono l'economia russa. Mostrare un Putin alla guida, vestito in modo informale e con uno scudo di sicurezza ridotto, serve a rassicurare l'élite interna e a proiettare all'esterno l'idea di un leader saldo e vicino alla gente.
L'insegnante Gurevich, intervistata dall'agenzia Tass, ha dichiarato di essere «orgogliosa del suo alunno», sottolineandone l'amore per la Russia e il rispetto per i lavoratori. «È sempre vicino al popolo», ha detto, ricalcando il lessico della propaganda. Per il pubblico italiano ed europeo, abituato a misurare la distanza tra le narrazioni del Cremlino e la realtà bellica, il video appare come un esercizio di realtà aumentata: un tentativo di umanizzare un leader che, da oltre due anni, guida un conflitto che ha trasformato la vita di milioni di persone. La domanda, a questo punto, è se basteranno qualche sorriso e una stretta di mano a cancellare l'immagine di un Putin blindato, lontano dai suoi concittadini e sempre più chiuso in un perimetro di sicurezza asfittico. Le immagini suggestive non mutano i fatti: il potere resta impermeabile, e la messa in scena, per quanto curata, rivela proprio ciò che intende nascondere.
| Stampa europea continentale | −0.80 | critical |
|---|---|---|
| Stampa russa e CSI | +0.90 | aligned |
| Stampa atlantica / anglosfera | −0.70 | critical |
L'incontro è stato meticolosamente preparato, con cittadini selezionati per simulare spontaneità. È l'ennesima messinscena del Cremlino per fabbricare un'immagine di sostegno popolare che maschera l'isolamento reale del regime.
Il presidente ha incontrato spontaneamente cittadini comuni, dimostrando un legame autentico con il popolo. L'evento ha messo in luce la fiducia e il calore che i russi nutrono verso il loro leader, smentendo le narrazioni occidentali sull'isolamento.
L'incontro coreografato di Putin è una classica tattica autoritaria per simulare legittimità. Mentre la guerra e la repressione interna continuano, il Cremlino mette in scena un finto faccia a faccia con il popolo per distrarre dai fallimenti e dalla condanna internazionale.
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