
Pyongyang intensifica i test: missili balistici con testate a grappolo osservati da Kim e dalla figlia
La Corea del Nord ha confermato di aver testato domenica scorsa una serie di missili balistici a corto raggio equipaggiati con testate a grappolo, in una dimostrazione di forza osservata personalmente dal leader Kim Jong Un e da sua figlia adolescente. Le immagini diffuse dall'agenzia di stampa ufficiale KCNA mostrano i due, in giubbotti di pelle nera, mentre seguono il lancio da un punto di osservazione costiero: un'iconografia che mescola la tecnocrazia militare alla dinastia familiare, sottolineando la continuità del regime. Secondo i resoconti di Pyongyang, i lanci hanno coinvolto cinque ordigni del tipo 'Hwasong-11 RA', diretti verso un'isola a circa 136 chilometri di distanza, dove hanno colpito un'area di 12-13 ettari con 'alta densità'. Il regime ha definito l'esperimento una prova della capacità di condurre attacchi concentrati e letali, con Kim che ha elogiato l'introduzione di testate progettate per missioni diverse, in grado di combinare precisione e potenza di fuoco. Si tratta del quarto test missilistico in un solo mese e del settimo dall'inizio dell'anno, a segnare un'intensificazione preoccupante delle attività belliche.
Da Seul, come da Tokyo, l'episodio è stato immediatamente condannato come una violazione delle risoluzioni Onu e una minaccia diretta alla sicurezza regionale. Gli analisti sudcoreani evidenziano come lo sviluppo di testate a grappolo, proibite da molte convenzioni internazionali per la loro natura indiscriminata, miri a vanificare le difese missilistiche degli Stati Uniti e della Corea del Sud, potenzialmente aprendo la strada a offensive su vasta scala contro installazioni militari o centri urbani. La prospettiva di Washington, allertata dal rilevamento congiunto con gli alleati, è che Pyongyang stia cercando di acquisire levatura strategica in un momento delicato, con alcuni che collegano il timing ai prossimi colloqui tra l'ex presidente Trump e Xi Jinping.
A Bruxelles, dove si monitorano con apprensione le escalation militari ai confini dell'Europa, il riarmo nordcoreano è visto come un fattore di destabilizzazione globale che rischia di inasprire le rivalità tra grandi potenze. Per l'Italia e i partner europei, già alle prese con le conseguenze della guerra in Ucraina, una nuova crisi in Asia orientale complicherebbe ulteriormente gli scenari diplomatici e commerciali, minacciando le catene di approvvigionamento e accentuando le pressioni migratorie. L'Unione Europea, già impegnata nel sostenere le sanzioni contro Pyongyang, potrebbe trovarsi a dover bilanciare la deterrenza con tentativi di riavviare i negoziati a sei.
L'ottica di Pechino rimane ambigua: da un lato, la Cina non gradisce le provocazioni che alimentano la presenza militare americana nella regione; dall'altro, strumentalizza l'instabilità per negoziare da una posizione di forza. In avanti, il pericolo è che questa spirale di test rafforzi la deterrenza ma eroda ogni spazio per il dialogo, lasciando la comunità internazionale con poche opzioni oltre a sanzioni sempre più severe e a una vigilanza armata che, come dimostra la presenza della figlia di Kim al poligono, si trasmette ormai anche alla successione dinastica.
| Stampa europea continentale | 0.00 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa del Golfo arabo | −0.40 | critical |
| Stampa arabo levante-Maghreb | −0.80 | critical |
La Corea del Nord ha confermato di aver testato missili balistici con testate a grappolo. I media statali hanno riferito che Kim Jong-un ha supervisionato il lancio di cinque missili Hwasong-11 Ra, che hanno colpito un'area bersaglio di 12-13 ettari con alta densità. Si tratta del quarto test del mese e del settimo dell'anno, condotto per valutare l'efficacia delle testate.
L'ultimo test di munizioni a grappolo della Corea del Nord è visto come una mossa strategica per mostrare il proprio arsenale e ottenere leva prima dei colloqui Trump-Xi. Il lancio, osservato da Kim e sua figlia, sottolinea la spinta di Pyongyang a penetrare le difese statunitensi e sudcoreane. Il test evidenzia le crescenti capacità di bombe a grappolo del regime.
Il Ministero degli Esteri britannico ha condannato i lanci di missili balistici della Corea del Nord come un'altra violazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, che destabilizza la pace e la sicurezza regionale. La dichiarazione ha esortato lo Stato isolato a impegnarsi in una diplomazia costruttiva. I lanci, supervisionati da Kim Jong-un, hanno coinvolto missili a corto raggio potenziati.
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