
Quando la geopolitica diventa una scommessa: dal Venezuela alle Malvinas, il caso Van Dyke e i nuovi mercati predittivi
L’immagine restituita dall’aula del tribunale federale di Manhattan ha il sapore amaro di un paradosso contemporaneo: un soldato delle forze speciali statunitensi, il sergente Gannon Ken Van Dyke, siede sul banco degli imputati con un’accusa che intreccia segreti di Stato e finanza decentralizzata. La sua dichiarazione di innocenza, resa martedì di fronte alla giudice Margaret Garnett, segna un punto di svolta in un’indagine che rivela come la frontiera della speculazione finanziaria abbia ormai perforato la cortina blindata delle operazioni militari coperte. Van Dyke, 38 anni, in forza a Fort Bragg, è accusato di aver utilizzato informazioni classificate sulla pianificazione della cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro per incassare oltre 404.000 dollari su Polymarket, la piattaforma di prediction market basata su criptovalute.
Aveva investito appena 33.000 dollari tra la fine di dicembre 2025 e i primi giorni di gennaio 2026, scommettendo sull’uscita di scena di Maduro e sull’ingresso di truppe statunitensi in Venezuela, eventi che i mercati consideravano allora altamente improbabili. Maduro è stato effettivamente catturato il 3 gennaio; Van Dyke, che aveva contribuito a pianificare ed eseguire il raid, è stato incriminato per frode e appropriazione illecita di informazioni governative, per poi essere rilasciato su cauzione di 250.000 dollari con restrizioni alla libertà di movimento.
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