
Recuperato il corpo della seconda soldatessa americana dispersa in Marocco: si chiude la tragica vicenda delle esercitazioni African Lion 2026
Dopo dieci giorni di ricerche congiunte tra Rabat e Washington, il corpo della diciannovenne Mariyah Collington è stato ritrovato a Cap Draa. Si indaga sulle cause.
Il ritrovamento del corpo della specialista Mariyah Symone Collington, diciannovenne in forza al comando di difesa aerea dell'esercito statunitense, pone fine a giorni di incertezza e dolore. Il cadavere è stato recuperato nel pomeriggio del 12 maggio da un’équipe congiunta di Forze armate reali marocchine, Protezione civile e militari americani, a circa cinquecento metri dal punto in cui era stata vista l’ultima volta, a ridosso di una scogliera nella zona di Cap Draa, nel sud del Marocco. Il ritrovamento segue di pochi giorni quello del tenente Kendrick Lamont Key Jr., ventisettenne il cui corpo era stato ripescato in mare aperto il 9 maggio. Le indagini preliminari suggeriscono che Key sia scivolato in acqua dal dirupo e che Collington si sia tuffata per soccorrerlo, senza farcela.
La vicenda si è consumata nel contesto delle manovre African Lion, la più imponente esercitazione militare congiunta del continente, che quest’anno ha coinvolto migliaia di soldati da oltre una decina di paesi alleati. Per Washington, la perdita è un lutto che colpisce un reparto di élite, il 10th Army Air & Missile Defense Command, e riaccende il dibattito sulla sicurezza delle operazioni in ambienti impervi. Nella prospettiva di Rabat, invece, l’efficacia dimostrata nella cooperazione con gli Stati Uniti — con risorse terrestri, navali, aeree e persino sistemi di intelligenza artificiale — è stata sottolineata come prova della solidità del partenariato militare bilaterale. Le salme, dopo una cerimonia di omaggio all’aeroporto militare di Guelmim, sono state rimpatriate su un aereo militare americano la notte del 12 maggio.
Gli analisti di Bruxelles osservano che incidenti del genere, sebbene rari, sollevano interrogativi sulla gestione del rischio durante esercitazioni multinazionali in zone costiere difficili. La conformazione frastagliata della costa atlantica marocchina, con falesie e grotte marine, ha reso le ricerche particolarmente complesse: il corpo di Collington è stato localizzato solo grazie a perlustrazioni capillari in un anfratto roccioso. Per l’Europa, che partecipa ad African Lion con contingenti ridotti ma con un crescente interesse per la sicurezza del Sahel, la tragedia offre uno spunto per rivedere i protocolli di emergenza in scenari operativi condivisi. Dal canto suo, l’Italia — che ha relazioni militari consolidate con il Marocco e prende parte ad alcune attività di addestramento nel quadro Nato — segue con attenzione gli sviluppi, consapevole che la cooperazione tra le due sponde del Mediterraneo richiede standard di sicurezza sempre più rigorosi.
Guardando avanti, la conclusione delle ricerche non chiude il capitolo delle responsabilità. L’indagine interna dell’esercito americano, già avviata, dovrà chiarire se vi siano state negligenze nelle procedure di sicurezza durante le manovre a Cap Draa. Per Rabat, invece, l’episodio non intacca il prestigio di African Lion, che resta un pilastro della strategia di difesa regionale. Ma per il Pentagono e i partner europei, la lezione è chiara: la necessità di bilanciare ambizione addestrativa e tutela della vita umana diventa, in teatri operativi complessi, un imperativo non più rinviabile.
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Il corpo della seconda soldatessa scomparsa in Marocco è stato recuperato. I comandi militari statunitensi hanno confermato l'identità e espresso cordoglio alla famiglia, sottolineando la cooperazione multinazionale nelle ricerche. Il bilancio resta fattuale, con focus sull'operazione di recupero e le circostanze della perdita.
Le forze armate marocchine, in coordinamento con quelle americane, hanno recuperato il corpo della seconda soldatessa scomparsa a Cap Draa. I dettagli precisi dell'operazione – orari e distanze – sono riportati con orgoglio istituzionale, sottolineando l'efficacia della collaborazione bilaterale. La salma è stata trasferita all'ospedale militare di Guelmim secondo le procedure.
Il corpo della 19enne soldatessa americana Mariyah Collington è stato trovato nel sud del Marocco, dopo che un primo militare era già stato recuperato. Secondo le ricostruzioni, uno dei due sarebbe caduto da una scogliera e l'altro si sarebbe tuffato per salvarlo, senza sopravvivere. La cronaca si concentra sulla dinamica tragica e sulle difficili condizioni del terreno.
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