
Ronaldo a un passo dal titolo saudita: tra polemiche e sfida alla storia
A quattro giornate dalla fine, la Saudi Pro League ha una nuova favorita. La vittoria dell’Al-Nassr sull’Al-Ahli per due a zero, firmata da Cristiano Ronaldo e Kingsley Coman, ha spinto la squadra di Riad a otto punti di vantaggio sull’Al-Hilal, con una partita in più. Per il quarantunenne portoghese sarebbe il primo trofeo nel deserto da quando, nel gennaio 2023, scelse l’avventura saudita.
Un traguardo che profuma di rivincita personale, ma che la partita di mercoledì ha raccontato anche attraverso fuochi incrociati di orgoglio e provocazioni. Il gesto di Ronaldo dopo il gol – cinque dita alzate verso i tifosi avversari, a ricordare i suoi cinque trionfi in Champions League – ha scatenato la replica immediata di Merih Demiral, difensore dell’Al-Ahli, che a fine gara ha esibito la medaglia della Coppa d’Asia per club vinta quest’anno, con il messaggio inequivocabile: «Per la prima volta, una medaglia della Champions League è entrata nel loro stadio». La schermaglia tra i due, con Demiral protagonista di una lite furibonda a bordo campo, ha riacceso il dibattito sulla tensione che attraversa il campionato saudita, sempre più crocevia di star e ambizioni.
Dal punto di vista europeo, la sfida ha assunto un significato ulteriore. Secondo gli analisti di Bruxelles, il crescente livello della Saudi Pro League rappresenta ormai un serio concorrente per il calcio continentale, capace di attrarre talenti nel pieno della carriera e di offrire spettacolo acceso. L’ottica di Pechino, invece, osserva con interesse l’espansione del brand calcistico arabo, in una competizione regionale per l’egemonia sportiva in Asia.
Sul fronte italiano, la vicenda interessa perché Ronaldo – ex juventino – dimostra ancora una volta di saper essere decisivo, mentre si moltiplicano le voci su un suo possibile ritorno in Serie A in veste di dirigente o ambasciatore. Ma il vero nodo, raccontato dallo stesso Ronaldo nel post-partita, è un altro: la necessità di difendere la reputazione del torneo. L’attaccante ha criticato aspramente quei giocatori che, a suo dire, «si lamentano e ingigantiscono» gli errori arbitrali, danneggiando l’immagine della lega.
Parole che suonano come una presa di posizione netta in un campionato dove le polemiche arbitrali sono frequenti e dove il confine tra rivalità e cattivo gusto si fa sempre più sottile. Ora l’Al-Nassr ha bisogno di otto punti per blindare il titolo, ma il calendario offre insidie: prossima sfida contro l’Al-Taawoun, poi il derby con l’Al-Hilal che potrebbe essere decisivo. Ronaldo, a 970 gol in carriera, insegue non solo un trofeo, ma la legittimazione definitiva del progetto saudita.
E mentre Demiral stringe la sua medaglia asiatica, il portoghese sa che, per rispondere sul campo, il traguardo è ormai a un passo.
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