
Scintille Mercedes a Montreal: Russell vince la Sprint, Antonelli accusa il compagno
George Russell trionfa nella gara breve davanti a Norris, ma il contatto con Kimi Antonelli scatena polemiche e rabbia nel box della Stella. Ferrari quinta e sesta.
La corsa sprint del Gran Premio del Canada ha dissolto di colpo l’apparente armonia in casa Mercedes. Sul traguardo di Montreal George Russell ha firmato la vittoria, ma è stato il duello con il compagno e capoclassifica Andrea Kimi Antonelli a monopolizzare la scena. Alla sesta tornata l’italiano ha attaccato, Russell lo ha accompagnato sull’erba alla curva 2 e il diciannovenne è rientrato in pista alle spalle di Lando Norris, che ha fiutato il caos e ne ha approfittato per issarsi al secondo posto con la McLaren. Nel giro di pochi istanti il muretto Mercedes ha captato le proteste furiose di Antonelli – «Deve essere penalizzato, ero davanti con lo specchietto» – seguite dalla risposta secca di Toto Wolff: «Pensa a guidare, ne parliamo dopo». L’episodio, che ha ricordato i più tesi duelli interni della storia recente della Formula 1, ha ridotto a 18 punti il margine dell’italiano in classifica e trasformato la domenica canadese in una prova di maturità per la scuderia di Stoccarda.
L’interpretazione della manovra divide gli osservatori quasi quanto i due protagonisti. La stampa britannica tende a inquadrare la difesa di Russell come una chiusura dura ma al limite del regolamento, un gesto da pilota che non intende regalare il titolo al compagno di box. Dal fronte italiano, al contrario, si sottolinea la scorrettezza di un’azione che ha spinto fuori pista il leader del mondiale in una fase in cui la Mercedes avrebbe potuto gestire senza rischi il proprio monopolio tecnico. A Stoccarda, le voci ufficiali hanno subito smorzato i toni, ma il rimprovero di Wolff ad Antonelli rivela la tensione latente: proteggere la coppia che domina il campionato senza sacrificare l’ordine di scuderia resta l’esercizio più delicato della stagione.
Alle spalle della zuffa, la Ferrari ha vissuto una giornata anonima con il quinto e sesto posto di Charles Leclerc e Lewis Hamilton, quest’ultimo protagonista di un errore nel finale che ha permesso a Oscar Piastri di soffiargli la quarta piazza. Più indietro, Sergio Pérez ha concluso quattordicesimo dopo una penalità che ha spento la sua migliore partenza stagionale con la Cadillac, mentre Franco Colapinto ha portato la sua monoposto al nono posto. Resta il nodo Mercedes: la scintilla di Montreal non è un fuoco di paglia, ma un’avvisaglia di quanto la leadership interna potrà incidere sulla lotta iridata. Con la gara lunga alle porte, Wolff deve ricucire in fretta uno strappo che rischia di compromettere la superiorità tecnica più netta degli ultimi anni.
| Stampa latinoamericana | −0.20 | neutral |
|---|---|---|
| Stampa atlantica / anglosfera | 0.00 | neutral |
| Stampa europea continentale | +0.50 | aligned |
| Stampa indiana e sudasiatica | 0.00 | neutral |
Nonostante la doppietta Mercedes, l'attenzione dei media latinoamericani è su Sergio Pérez, solo 17° con la Cadillac, sottolineando le sue difficoltà a entrare in Q2. La narrazione enfatizza la delusione per il pilota locale.
La stampa atlantica sottolinea la novità della prima Sprint a Montreal e la prima fila tutta Mercedes. La cronaca è fattuale e concentrata sull'evento locale, con poca enfasi sul dramma.
La stampa europea continentale celebra la velocità dominante della Mercedes, presentando la pole di Russell come una dichiarazione dopo Miami, mentre nota il secondo posto di Antonelli. Si sottolineano anche le difficoltà della Ferrari, con Hamilton e Leclerc solo quinto e sesto.
La stampa indiana e sudasiatica adotta un approccio tecnico e strategico, concentrandosi sugli sforzi di Russell per riconquistare slancio dopo aver perso terreno con Antonelli. La narrazione approfondisce gli aggiornamenti della vettura e la gestione degli pneumatici, inquadrando la pole come un passo in una battaglia stagionale più lunga.
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