
Sanju Samson e il lutto di Mukesh Choudhary: il capolavoro del Chennai al Wankhede
La notte del Wankhede ha offerto allo spettacolo dell’Indian Premier League una delle sue serate più memorabili, dove la cronaca sportiva si è intrecciata con il dramma personale. Il Chennai Super Kings ha inflitto al Mumbai Indians la sconfitta più larga della sua storia in IPL, un 103 a zero che dice poco della profondità emotiva della partita. A scrivere la pagina decisiva è stato Sanju Samson, autore di un centesimo imbattuto (101 su 54 palle) che lo consacra come il primo giocatore del Chennai a raggiungere quota cento proprio contro i rivali di sempre. Ma il vero protagonista silenzioso è stato il lanciatore veloce Mukesh Choudhary, sceso in campo a soli tre giorni dalla morte della madre, dopo averne celebrato i riti funebri in Rajasthan. I compagni hanno indossato una fascia nera al braccio, e il capitano Ruturaj Gaikwad ha dedicato la vittoria a lui, parlando di un gesto di coraggio che ha unito l’intero spogliatoio.
Dal punto di vista tattico, la partita ha mostrato due volti opposti. Da un lato la solidità del Chennai, capace di costruire un totale di 207 con la regia di Samson e il supporto decisivo di Akeal Hosein, che con le sue 4 wickets per 17 corse ha spezzato l’inseguimento di Mumbai già nei primi overs. La scelta di affidare il nuovo pallone a un lanciatore mancino di rotazione si è rivelata vincente, come hanno osservato gli analisti di Chennai, sottolineando la capacità di Hosein di leggere il terreno e adattare la lunghezza con una chiarezza mentale fuori dal comune. Dall’altro lato, la reazione di Mumbai è stata disastrosa: secondo l’ottica del Mumbai, il capitano Hardik Pandya ha ammesso senza giri di parole che la squadra non ha saputo eseguire, perdendo wickets nel powerplay e non riuscendo mai a riprendere il controllo. La scelta di utilizzare Shardul Thakur come sostituto per commozione cerebrale al posto di Mitchell Santner, infortunato alla spalla, ha sollevato un polverone tra i tifosi, con il coach Mahela Jayawardene costretto a spiegare che il contatto del neozelandese con il suolo era stato valutato dal medico di gara.
Oltre il match, il torneo si prepara a svolte significative. Mentre a Delhi si attende l’arrivo di Mitchell Starc, finalmente autorizzato da Cricket Australia dopo i problemi a gomito e spalla, il Chennai deve fare i conti con una serie di infortuni che ne hanno ridisegnato la rosa. L’addio forzato di Ayush Mhatre, capace di due mezzi centurie in sei partite prima della lesione al tendine del ginocchio, ha spinto la dirigenza a ingaggiare Akash Madhwal, già visto al Wankhede con la maglia di Mumbai. Nel frattempo, dai piani alti di Bruxelles e delle capitali europee interessate alla crescita del cricket, si guarda con curiosità alla gestione delle risorse umane di una franchigia che ha saputo unire la determinazione di un giocatore in lutto alla freddezza di un reparto tecnico capace di rimpiazzare al volo i pezzi mancanti. Il Chennai si trova ora al quinto posto, a un passo dalla zona playoff, mentre Mumbai scivola indietro con tre vittorie e altrettante sconfitte: la strada verso la qualificazione si fa in salita, e la pressione sulle spalle di Pandya cresce partita dopo partita.
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