
Scoperto nell'Oceano Indiano il più grande cimitero di balene mai visto
Un team internazionale ha individuato quasi 500 scheletri di cetacei, alcuni vecchi di 5 milioni di anni, che alimentano un ecosistema unico nelle profondità marine.
Un'eccezionale scoperta scientifica è stata annunciata sulle pagine di Nature: il più vasto e antico cimitero di balene mai osservato si estende per circa 1.200 chilometri nella zona di frattura Diamantina, a sud-est dell'Oceano Indiano, a profondità comprese tra 4.600 e 7.000 metri. La ricerca, guidata da Xiaotong Peng del laboratorio statale cinese di ricerca sulle profondità marine di Sanya, ha documentato 485 depositi di resti fossili e cinque "cascate di balene" attive, ovvero carcasse in decomposizione che sostengono intere comunità biologiche. Tra i 476 fossili di cetacei censiti, gli studiosi hanno identificato una nuova specie di balena ormai estinta e numerosi organismi sconosciuti alla scienza che si nutrono dei resti.
Secondo gli analisti di Pechino, l'area funge da vero e proprio corridoio della morte per i cetacei: la conformazione a V della fossa oceanica convoglia le carcasse verso il fondale, mentre la ricchezza di nutrienti nelle acque superficiali attira numerose balene, che qui trovano la morte e poi alimentano un ecosistema profondo straordinariamente ricco. Il paleontologo Stephen Godfrey, del Calvert Marine Museum negli Stati Uniti, ha paragonato la scoperta a quella delle sorgenti idrotermali nel 1977, sottolineando come questi ambienti estremi siano serbatoi di biodiversità ancora in gran parte inesplorata.
Dal punto di vista europeo, la notizia conferma l'importanza della cooperazione scientifica internazionale: al team hanno partecipato ricercatori italiani e neozelandesi, e lo studio è stato condotto con il sommergibile cinese Fendouzhe, capace di immersioni fino a 10.000 metri. Per l'Italia, che vanta una lunga tradizione di studi oceanografici nel Mediterraneo, la scoperta apre nuove prospettive sulla comprensione dei processi ecologici profondi e sul ruolo dei grandi mammiferi marini nel ciclo del carbonio.
Le implicazioni per la ricerca futura sono notevoli: gli scienziati stanno ora analizzando i campioni raccolti per identificare le nuove specie di organismi associati alle carcasse, che potrebbero rivelare adattamenti evolutivi unici. Inoltre, lo studio dei fossili, alcuni risalenti a 5,3 milioni di anni fa, offre una finestra sulla storia climatica e geologica dell'oceano Indiano. La scoperta, come sottolineano gli osservatori di Canberra, rafforza l'urgenza di proteggere gli ecosistemi di acque profonde, minacciati dalla pesca a strascico e dall'estrazione mineraria sottomarina, e dimostra quanto ancora ci sia da imparare negli abissi del nostro pianeta.
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Nelle profondità dell'Oceano Indiano è stato scoperto il più grande cimitero di balene del mondo. Lo studio, pubblicato su Nature, descrive un'area di 1200 km a profondità tra 4600 e 7000 metri, ricca di fossili antichi fino a 5 milioni di anni. La conformazione a V del fondale ha favorito l'accumulo dei resti.
Una scoperta epocale realizzata da ricercatori cinesi nelle profondità dell'Oceano Indiano: il più grande cimitero di balene mai trovato, a dimostrazione delle capacità cinesi nell'esplorazione oceanica. Questo risultato, pubblicato su Nature, sottolinea il ruolo guida della Cina nella scienza marina globale e la sua crescente presenza nelle acque internazionali.
Una scoperta scientifica notevole, ma che solleva interrogativi sulla crescente attività cinese nelle profondità dell'Oceano Indiano. Mentre il cimitero di balene offre spunti per la paleontologia, gli analisti notano che la missione si inserisce in un pattern di espansione cinese in acque strategiche, con possibili implicazioni per la sicurezza regionale e il controllo delle risorse sottomarine.
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