
Sei morti su nave turca colpita da missili russi, Kiev denuncia un attacco deliberato
L'attacco al cargo Golden Leo, carico di grano, e la nuova offensiva su Kiev riaccendono lo scontro sul controllo del Mar Nero e la sicurezza della navigazione.
La notte tra sabato e domenica, tre missili da crociera russi hanno colpito il cargo Golden Leo, battente bandiera della Guinea-Bissau ma di proprietà turca, mentre lasciava le acque di Odessa con un carico di cereali. L'attacco ha provocato la morte di sei membri dell'equipaggio – tra cui il comandante ucraino – e il ferimento di altri due; quattro marinai risultano dispersi. La marina di Kiev ha denunciato un «attacco deliberato contro una nave civile disarmata», definendolo un atto di terrorismo e una violazione del diritto internazionale umanitario.
La versione ucraina è stata respinta dal Cremlino, che ha rivendicato raid contro infrastrutture portuali utilizzate dalle forze armate di Kiev e centri logistici nella capitale. Secondo fonti militari russe, gli attacchi nella regione di Odessa miravano a colpire navi che trasportavano rifornimenti per l'esercito ucraino. Tuttavia, osservatori del diritto marittimo e diplomatici occidentali sottolineano che il Golden Leo trasportava grano destinato ai mercati internazionali, e che l'episodio si inserisce in una strategia più ampia di pressione sulle rotte commerciali del Mar Nero, già messe a dura prova dalla sospensione dell'accordo sul grano.
L'attacco al mercantile è avvenuto nelle stesse ore in cui la Russia lanciava una delle più massicce offensive missilistiche su Kiev dall'inizio del conflitto: oltre quaranta missili, di cui venticinque balistici, e più di centoventi droni hanno causato almeno un morto e sedici feriti nella capitale, mentre in tutto il Paese il bilancio delle ultime ventiquattr'ore sale a venti vittime civili. Parallelamente, Kiev ha rivendicato incursioni con droni a lungo raggio contro depositi di carburante e petroliere russe nel Mar Nero e nel Mar d'Azov, colpendo anche un terminale del consorzio del Caspio a Novorossijsk. Questo scambio di colpi, secondo analisti di Bruxelles, segnala una pericolosa estensione del conflitto alle infrastrutture energetiche e alla libertà di navigazione, con ricadute dirette sulla sicurezza degli approvvigionamenti per l'Europa e per i Paesi del Mediterraneo.
La Turchia, che mantiene un delicato equilibrio tra Mosca e Kiev, ha espresso preoccupazione per l'escalation nel bacino pontico. Il ministro degli Esteri turco aveva dichiarato nei giorni scorsi che Ankara «non desidera che la guerra si estenda alla regione del Mar Nero» e sta intensificando i contatti con entrambe le parti per favorire una ripresa dei negoziati. Al momento, non sono previsti passi diplomatici immediati, ma il dossier della sicurezza marittima sarà al centro del prossimo vertice Nato, mentre le agenzie dell'Onu monitorano l'impatto umanitario degli attacchi sulle rotte del grano.
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