
Sharjah ospita la 57ª edizione del Watch and Jewellery Middle East Show con 400 espositori
Con l’inaugurazione ufficiale da parte dello sceicco Khaled bin Abdullah bin Sultan Al Qasimi, presidente dell’Autorità per i porti, le dogane e le zone franche di Sharjah, ha preso il via ieri la 57ª edizione del Watch and Jewellery Middle East Show, in programma fino al 14 giugno presso l’Expo Centre Sharjah. L’evento, che si estende su una superficie di 30.000 metri quadrati, registra una partecipazione record: 400 espositori provenienti da 19 paesi, tra cui designer, produttori e marchi internazionali specializzati in oro, diamanti, pietre preziose e orologi di lusso. La manifestazione, sostenuta dalla Camera di commercio e industria di Sharjah, si conferma una delle più importanti vetrine del settore nella regione mediorientale.
Secondo gli analisti del Golfo, la crescita esponenziale del numero di espositori – che quest’anno ha superato ogni precedente – riflette la strategia degli Emirati Arabi Uniti di consolidare Sharjah come hub globale per il commercio di gioielli e orologi di alta gamma. La presenza di aziende da Europa, Asia e Medio Oriente testimonia l’attrattività della fiera, che funge da piattaforma per il lancio di collezioni esclusive e per l’incontro tra domanda locale e offerta internazionale. In un contesto di incertezza economica globale, il settore del lusso sembra trovare nel Golfo un mercato resiliente, trainato da una domanda interna sostenuta e da flussi turistici in ripresa.
Dal punto di vista europeo, la partecipazione di maison svizzere e italiane – storiche protagoniste del segmento orologiero e della gioielleria – sottolinea l’importanza strategica del Medio Oriente come canale di vendita e di visibilità. Per l’Italia, in particolare, il mercato emiratino rappresenta un partner commerciale chiave: le esportazioni di gioielli e oreficeria verso gli Emirati Arabi Uniti hanno registrato una crescita costante negli ultimi anni, e fiere come quella di Sharjah offrono un’occasione per rafforzare i legami con i buyer locali e internazionali. L’attenzione degli operatori italiani è rivolta anche alle nuove tendenze di design e alle tecnologie innovative presentate in fiera, che potrebbero influenzare le prossime collezioni.
Guardando al futuro, gli organizzatori puntano a espandere ulteriormente la portata dell’evento, attirando espositori da mercati emergenti come l’India e la Cina, dove la domanda di beni di lusso è in forte ascesa. La scelta di Sharjah come sede – alternativa a Dubai, più nota ma anche più congestionata – risponde a una logica di specializzazione e di offerta di servizi logistici efficienti, grazie alla presenza della zona franca e del porto. In un settore dove l’autenticità e la tracciabilità dei materiali sono sempre più cruciali, la fiera si propone anche come luogo di confronto su certificazioni e standard etici, temi che stanno diventando centrali per i consumatori consapevoli. L’edizione 2026 si chiuderà con un bilancio che, secondo le prime stime, potrebbe segnare un nuovo record di affari conclusi.
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