
Stretto di Hormuz, Washington mantiene il blocco navale mentre esplora la via diplomatica
La marina statunitense ha dirottato dodici mercantili e reso inutilizzabili due petroliere che tentavano di forzare l’assedio ai porti iraniani, mentre la Casa Bianca sospende i bombardamenti per favorire i negoziati.
Il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha confermato che il blocco navale contro l’Iran «rimane in piena efficacia», nonostante la pausa nei raid aerei ordinata dal presidente Donald Trump per dare spazio ai contatti diplomatici. In un comunicato diffuso nella notte di domenica, Centcom ha reso noto di aver dirottato, dal ripristino dell’assedio fino al 25 luglio, dodici navi commerciali che tentavano di violare l’embargo, e di averne «disabilitate» due che avevano ignorato ripetuti avvertimenti. L’ultimo episodio riguarda la petroliera Lavine, battente bandiera del Mozambico, fermata nel Golfo di Oman il 24 luglio dopo che l’equipaggio aveva più volte cercato di forzare il blocco; la nave, ha precisato il comando, «non è più in rotta verso l’Iran». Nella stessa giornata, unità americane sono salite a bordo della Charminar, con bandiera delle Comore, nel Mar Arabico per un’ispezione di verifica, al termine della quale il mercantile ha ripreso la navigazione.
La stretta marittima si inserisce in un quadro di pressione militare e diplomatica in rapida evoluzione. Secondo quanto riportato da Axios e dalla radiotelevisione israeliana Kan, il presidente Trump avrebbe istruito le forze armate a non eseguire nuovi attacchi mentre proseguono i contatti con Teheran, rinviando un «potente bombardamento» atteso per la notte di venerdì. Un funzionario israeliano ha commentato che l’Iran «ha avuto una notte tranquilla», interpretando la decisione come un’offerta di «un’altra opportunità di tornare al tavolo negoziale». Lo stesso Trump ha dichiarato che emissari statunitensi stanno dialogando con rappresentanti iraniani, mentre il ministro della Sanità di Teheran ha confermato l’assenza di attacchi sul territorio nazionale nell’ultima notte.
L’operazione navale, riattivata il 14 luglio dopo un’escalation di incidenti nello stretto di Hormuz, ha conseguenze dirette sulla sicurezza energetica globale. Prima dell’acuirsi delle ostilità, circa un quinto del petrolio mondiale transitava per quel corridoio. Per l’Europa e l’Italia, fortemente dipendenti dalle importazioni via mare, il protrarsi del blocco e le possibili ritorsioni iraniane rappresentano un fattore di instabilità che potrebbe riverberarsi sui prezzi e sulla regolarità dei rifornimenti. In questo contesto, Stati Uniti e Regno Unito hanno convocato per la prossima settimana a Londra una riunione con i ministri della Difesa e i vertici militari occidentali, incluso il segretario alla Difesa Pete Hegseth, per gettare le basi di una coalizione internazionale che protegga la navigazione nello stretto di Hormuz, con l’apporto di cacciamine, unità navali e droni.
Sul fronte iraniano, la retorica resta intransigente. Teheran ha dichiarato che gli attacchi contro gli interessi americani proseguiranno «fino alla resa totale del nemico», mentre il Qatar, in un segnale di distensione, ha annunciato la riapertura della navigazione civile sospesa da oltre dieci giorni. Il dossier si avvia dunque a un passaggio cruciale: da un lato la macchina militare americana mantiene la pressione con il blocco e la minaccia di nuovi raid, dall’altro la finestra diplomatica aperta da Trump e il vertice di Londra delineano i prossimi passi di un possibile negoziato, con l’obiettivo di scongiurare un conflitto aperto in una delle arterie marittime più strategiche del pianeta.
| Stampa iraniana e affini | −0.80 | critical |
|---|---|---|
| Stampa latinoamericana | 0.00 | neutral |
| Stampa del Golfo arabo | +0.20 | neutral |
La stampa iraniana descrive il blocco navale americano come un atto di aggressione contro l'Iran, che causa sofferenze civili. Sottolinea la doppiezza degli Stati Uniti e la complicità europea, mentre l'Iran viene presentato come vittima innocente di una pressione militare ingiustificata.
La stampa latinoamericana riporta che il CENTCOM ha rafforzato il blocco navale contro l'Iran, deviando 12 navi e disabilitandone due, nonostante una pausa nei bombardamenti. Il tono è descrittivo, senza commenti.
La stampa del Golfo sottolinea la minaccia credibile delle forze proxy iraniane, che ha portato a misure di sicurezza come il cambio di aereo di Trump. Il blocco navale è presentato come una necessaria misura difensiva per contrastare le attività destabilizzanti dell'Iran.
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